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Audirvāna Studio 3.0: quando un aggiornamento ridisegna il modo di ascoltare musica dal PC

Audirvāna Studio 3.0

Audirvāna Studio 3.0 porta con sé il nuovo design Allegro, una Signal Processing Suite completa con EQ parametrico, convolution engine e crossfeed e una gestione centralizzata pensata per chi usa il computer come sorgente hi-fi

Considerato il “fratello minore” di Roon (anche per il prezzo molto più abbordabile), Audirvana è un player audio software per Windows, macOS e Linux pensato per ascoltare musica liquida con la massima qualità possibile dal computer o da un NAS. Serve a gestire e riprodurre sia file locali sia, nella versione Studio, servizi di streaming come Qobuz e Tidal in un’unica interfaccia. Da alcuni giorni è disponibile Audirvāna Studio 3.0, versione con la quale la software house parigina ha scelto di intervenire in profondità su interfaccia, elaborazione del segnale e integrazione di sistema.

Il design Allegro: più che un restyling

La nuova interfaccia prende il nome di Allegro e rappresenta, secondo gli stessi sviluppatori, la più importante evoluzione visiva dalla nascita di Studio quasi cinque anni fa. La ridefinizione grafica riguarda sia il client desktop, sia l’app Remote per iOS e Android, con lo scopo di unificare l’esperienza di navigazione tra dispositivi diversi. La logica adottata si avvicina a quella dei moderni servizi di streaming tra filtri di navigazione collocati in alto, controlli contestuali che appaiono solo quando sono effettivamente utilizzabili, font più leggibili e icone che riducono la necessità di esplorare menu secondari.

Anche se può sembrare il contrario, non si tratta di semplici novità estetiche. In un software pensato per sessioni d’ascolto lunghe, spesso gestite da poltrona con uno smartphone in mano, la velocità di accesso a ogni funzione ha infatti un peso reale. Damien Plisson, fondatore e CEO di Audirvāna SAS, ha dichiarato di aver applicato nuovi principi di design direttamente al software, garantendo un’esperienza coerente indipendentemente dal dispositivo utilizzato.


Signal Processing Suite: tutto in un pannello

L’aspetto tecnicamente più rilevante di Studio 3.0 è la riorganizzazione delle funzioni di elaborazione del segnale in una suite integrata e accessibile da un pannello centrale. L’equalizzatore parametrico a 10 bande, già introdotto in una versione precedente, viene ora affiancato da un convolution engine per la correzione acustica, da un filtro crossfeed pensato per l’ascolto in cuffia e da una sezione di bilanciamento in uscita con regolazione del guadagno e del ritardo.

Il convolution engine consente di caricare filtri di correzione sala misurati con software dedicati, trasformando Audirvāna in un’applicazione di room correction senza ricorrere a plug-in esterni. Il crossfeed, invece, interviene sulla separazione stereofonica tipica delle cuffie, riproducendo artificialmente la diffusione naturale dei diffusori e restituendo un’immagine sonora meno “nella testa”. Entrambe le funzioni, insieme all’EQ, sono ora controllabili direttamente dall’app Remote (una prima assoluta per questa categoria di software).

Audio dashboard e configurazioni ripetibili

Uno degli aspetti meno appariscenti ma più utili nella pratica riguarda la gestione delle configurazioni. La nuova dashboard audio associa infatti ogni impostazione al dispositivo di uscita collegato e le salva automaticamente. Chi lavora con più DAC o alterna tra ascolto in cuffia e diffusori, non dovrà più ricostruire da zero i parametri a ogni cambio di scenario. La piattaforma si avvicina così a una logica da ambiente professionale, con configurazioni riproducibili, documentate e immediatamente applicabili.

Music server, streaming e gestione della libreria

Audirvāna Studio resta nella sua essenza un music server e streamer, ovvero una piattaforma che trasforma un computer o un server dedicato in una fonte digitale di qualità. Librerie locali, servizi di streaming in alta risoluzione e radio internet convergono in un’unica interfaccia, navigabile attraverso playlist, ricerca avanzata, filtri e vista per cartelle. Quanto più una collezione musicale cresce e si mescola con contenuti in streaming, tanto più questa integrazione diventa determinante e il valore aggiunto, oltre alla quantità di sorgenti supportate, è la fluidità con cui è possibile passare dall’una all’altra senza uscire dal flusso d’ascolto.

Sul piano architetturale, Audirvāna continua a operare secondo i principi del “shortest path” e del “silent component”, privilegiando la continuità del processo audio e riducendo al minimo l’interferenza dei processi di sistema sulla riproduzione. È un approccio che nel mondo del computer audio rimane oggetto di dibattito, ma che rispecchia una visione precisa per la quale il PC deve essere uno strumento trasparente e non una fonte di distorsione software.

La versione 3.0 mantiene il supporto completo per USB e per i protocolli di rete UPnP, DLNA e Google Cast, rendendosi adatta sia a setup desktop tradizionali, sia a configurazioni distribuite su più zone. Inoltre, chi dispone di lettori di rete compatibili, può integrarli direttamente nell’ecosistema Audirvāna senza configurazioni aggiuntive complesse.

Studio 3.0 è disponibile da subito per abbonati e utenti in prova. Il piano annuale Audirvāna Studio Access è proposto a 79,99 € all’anno (circa 6,66 € al mese), mentre l’abbonamento mensile Studio Classic è disponibile a 7,99 € senza vincoli di durata. L’app Remote per smartphone e tablet è inclusa gratuitamente.

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