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Giradischi Vulkkano TD10 e speaker wireless Vulkkano A5 ARC MKII: accoppiata vincente da 300 euro

Vulkkano TD10 a5 ARC MKII

Spendendo poco meno di 300 euro, potete acquistare il giradischi Vulkkano TD10 e gli speaker wireless Vulkkano A5 ARC MKII per assemblare un sistema entry-level che vi stupirà

297 euro. Questa è la spesa totale che si affronta acquistando grazie a questa offerta speciale il giradischi Vulkkano TD10 e il sistema di speaker wireless Vulkkano A5 ARC MKII. Un’accoppiata non solo “a buon mercato” ma che, grazie alla versatilità del sistema A5 ARC MKII, può anche servire da base per il collegamento di altre sorgenti audio, in modo da allestire un hub sonoro da utilizzare anche con un lettore CD, un PC o uno smartphone. 

Il giradischi per tutti

Il TD10 è il primo giradischi proprietario di Vulkkano ed è chiaramente concepito per il principiante o per chi desidera rientrare nel mondo del vinile in modo semplice, economico e privo di complicazioni. L’obiettivo di questo modello è infatti offrire un’esperienza immediata, eliminando la necessità di dover gestire (e acquistare) preamplificatori phono esterni o di affrontare configurazioni iniziali troppo complesse.

Nonostante sia chiaramente destinato al segmento entry-level del mercato, vanta inoltre una costruzione sufficientemente robusta e curata tra un peso totale di quasi 5 Kg, i selettori di velocità e di Start/Stop realizzati in alluminio e gli spessi piedini di supporto distribuiti in tre punti per assorbire efficacemente risonanze e vibrazioni indesiderate.

Anche il piatto è realizzato in alluminio e, sebbene non abbia una massa eccessiva, il cuscinetto interno si dimostra di ottima fattura, permettendo al piatto di scorrere con elevata precisione e di continuare a girare a lungo dopo lo spegnimento. Il sistema di trazione è a cinghia, il funzionamento rimane manuale e in dotazione è incluso anche un coperchio antipolvere che, oltre a proteggere il dispositivo, rimane in posizione verticale fino a un’angolatura più che sufficiente.

Il braccio in metallo da circa 22 cm è abbinato a una testina MM Audio-Technica AT3600L con stilo conico, modello sicuramente economico (da sola costa circa 39 euro) ma apprezzato proprio per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo e già visto a bordo di altri validi giradischi entry-level di Audio-Technica ma non solo (citiamo almeno il Pro-Ject E1 e il TEAC TN-175).

Un altro dettaglio che distingue il TD10 dai modelli più economici è la dotazione di cavi. A differenza di molti giradischi basilari che hanno i cavi integrati e fissi, il TD10 presenta uscite audio RCA (con presa di terra) e alimentazione con cavi esterni e sostituibili. Questa configurazione consente l’utilizzo di cavi di qualità superiore per ottimizzare ulteriormente il suono e, in caso di rottura o deterioramento del cavo, la sostituzione è semplice e non richiede interventi sull’apparecchio.

L’assemblaggio iniziale del TD10, ben spiegato nel manuale di istruzioni, richiede alcuni semplici passaggi di configurazione che riportiamo nel video sottostante. Il primo passo fondamentale è l’installazione della cinghia, che viene posizionata manualmente avvalendosi di un nastro rosso di assistenza che facilita il suo posizionamento attorno all’albero motore e al piatto. Una volta che la cinghia è correttamente in sede, il nastro va rimosso.


Successivamente, si procede all’installazione e alla calibrazione del contrappeso completamente regolabile (una piccola chicca per un giradischi così economico), che si avvita su un filetto a vite e possiede un anello di scala che può essere ruotato indipendentemente dalla massa fisica del peso stesso. Questa indipendenza è cruciale per poter effettuare l’impostazione precisa. Prima di impostare la forza di tracciamento, è necessario bilanciare il braccio, portandolo in una condizione di “fluttuazione” e trovando il punto in cui il braccio non cade verso il basso né si solleva.

Una volta raggiunto il punto di equilibrio, bisogna tenere fermo il contrappeso e ruotare solamente l’anello di scala per impostare lo zero sulla parte superiore. Solo a questo punto, l’intera massa del peso viene ruotata in avanti per raggiungere la forza di tracciamento desiderata per l’AT3600L (tipicamente intorno ai 3,5 grammi), che rappresenta il limite inferiore raccomandato per il sistema.

VULKKANO TD10
Sebbene manchi di connettività Bluetooth (plus che avrebbe innalzato il prezzo), il Vulkkano TD10 è comunque progettato per la massima flessibilità grazie all’integrazione di un preamplificatore phono interno. Una caratteristica particolarmente utile oggi, visto che molti amplificatori moderni non sono più dotati di ingressi Phono dedicati.

Il giradischi offre un selettore sul retro con due posizioni:

  • Line: In questa posizione, il preamplificatore phono interno è attivo e il segnale può essere inviato direttamente a qualsiasi ingresso Line o AUX di un preamplificatore o amplificatore integrato, utilizzando il cavo RCA in dotazione
  • Phono: Scegliendo questa opzione, il preamplificatore interno viene bypassato. Questo permette all’utente di utilizzare un preamplificatore phono esterno di maggiore qualità o, qualora l’amplificatore integrato ne sia provvisto, il suo ingresso Phono dedicato

 

Vulkkano TD10

C’è poi la possibilità di migliorare ulteriormente la qualità sonora. Un percorso di potenziale aggiornamento include l’installazione di una testina più costosa e performante, la sostituzione dello stilo con uno ellittico o l’utilizzo di un preamplificatore phono esterno di alta qualità. Tuttavia, almeno inizialmente, consigliamo di utilizzare l’AT3600L, considerando l’ottima qualità del suono che offre rispetto al suo costo.

Speaker wireless… che passione

A cosa collegare dunque il TD10? Ovviamente, a una marea di soluzioni, ma avendo a disposizione il sistema A5 ARC MKII ho voluto testare l’abbinamento di questi due componenti e devo ammettere che il risultato mi ha stupito. Prima di passare al test vero e proprio, vale la pena spendere qualche parola su questo nuovo sistema stereo di Vulkkano.

L’A5 ARC MKII porta con sé diversi miglioramenti rispetto al modello di prima generazione del 2022. Al posto dell’ingresso USB-A, ne troviamo uno USB-C, l’alimentazione è stata integrata per diminuire il rumore di fondo e, soprattutto, è cambiato il modulo di amplificazione in Classe D. Sul versante estetico, l’adozione di una griglia acustica in tessuto con fissaggio magnetico è un’altra novità apprezzabile. Rispetto al modello precedente, dove i pin di plastica erano soggetti a rotture e rendevano il frontale meno pulito una volta rimossa la griglia, il sistema magnetico offre una praticità immediata e un’estetica impeccabile.

Come amplificazione Vulkkano ha optato per un ESMT Audio AD83586B, chip capace di una potenza di uscita di 2x40W RMS che rispetto alla soluzione del modello precedente ha portato diversi benefici timbrici e non solo. Miglioramenti che giustificano pienamente il suffisso MK II, sebbene il grosso del sistema sia rimasto quello del predecessore.

Ciò significa anche l’assenza di una companion app, del Wi-Fi/Ethernet e di codec audio Bluetooth avanzati (bisogna accontentarsi del basico SBC), ma significa anche una costruzione curata e materiali di discreta qualità, connessioni fisiche piuttosto complete e la possibilità di allestire un impianto a 2.1 canali grazie all’uscita per un subwoofer aggiuntivo, che volendo potete scegliere tra i modelli Vulkkano (ne abbiamo parlato qui). Dimensioni, peso e varietà di connessioni ne fanno inoltre un sistema adatto a diversi scenari d’uso, partendo da un classico compagno da scrivania da abbinare a un PC (anche in ottica gaming), fino a un sostituto di una soundbar grazie all’HDMI ARC e, ovviamente, a un setup stereo per ascoltare musica sia tramite Bluetooth, sia in modalità cablata (analogico/RCA o digitale/USB-ottico).

Come il predecessore, anche l’A5 ARC MKII si compone di uno speaker master che contiene tutta la parte elettronica e le connessioni e uno speaker slave, dietro al quale troviamo unicamente il nuovo connettore proprietario a 4 poli che serve per collegarlo al diffusore master. L’ingresso USB-C è una novità molto interessante perché consente il collegamento cablato con un PC, uno smartphone o un tablet (peccato che non funzioni anche come porta di ricarica).

in generale, il nuovo modulo in Classe D ha portato a un’effettiva diminuzione del rumore, sopportando anche livelli di volume più elevati senza cedere alla distorsione. Gli stessi controlli manuali per l’equalizzazione posti sul retro dello speaker master (Bassi e Alti) risultano più efficaci e un po’ meno “grossolani” di quelli del modello precedente, segno che il chip di ESMT Audio rappresenta un passo avanti significativo anche nella gestione dei DSP. Si capisce molto presto insomma che l’A5 ARC MKII è un sistema migliore dell’A5 ARC, anche se i driver sono rimasti praticamente gli stessi. Troviamo infatti ancora un mid-woofer da 5,25’’ e un tweeter a cupola in seta da 25 millimetri, per una risposta in frequenza di 40Hz-20kHz.

Accoppiata entry-level vincente

Ho collegato il TD10 all’ingresso RCA dell’A5 ARC MKII selezionando Line sul retro del giradischi. L’esperienza d’ascolto cablata rivela fin da subito un carattere sonoro equilibrato e sorprendentemente maturo. A differenza di molti prodotti consumer che enfatizzano eccessivamente le estremità dello spettro, l’A5 ARC MKII offre una gamma media ben articolata e intelligibile, dove le voci umane vengono riprodotte con una naturalezza e un’autenticità lodevoli.

Il dettaglio nelle alte frequenze è garantito dalle dimensioni del tweeter, che riesce a catturare ogni sfumatura senza mai risultare eccessivamente affaticante o aspro. La dinamica complessiva è tale da permettere a questi diffusori di sonorizzare adeguatamente ambienti di dimensioni comprese tra i 25 e i 30 metri quadrati, mantenendo una pressione sonora consistente anche senza spingere il volume al limite delle proprie capacità.

Le basse frequenze meritano un’analisi a parte. Nonostante le dimensioni compatte, il woofer da 5,25 pollici e dal caricamento in bass reflex con porta posteriore restituisce un basso rotondo, punitivo quando necessario, ma sempre controllato. Non si avverte quell’effetto di rimbombo o gonfiore artificiale tipico di altri brand specializzati nella fascia bassa del mercato e, in parte, anche dell’A5 ARC. Al contrario, il punch è secco e la rotondità è accompagnata da una pulizia garantita dalla rigidità del cabinet in MDF, efficace nel limitare rumori parassiti.

La funzione VB (Virtual Bass) integrata nel sistema permette di amplificare ulteriormente la percezione delle basse frequenze senza che queste vadano a coprire o sporcare le altre zone dello spettro sonoro. Una soluzione tecnica che in teoria aggiunge calore all’ascolto musicale senza sacrificare la precisione, ma che all’atto pratico ho preferito utilizzare più con i film che non con la musica.

In generale, l’immagine sonora del TD10 è accurata e dettagliata, con una riproduzione neutra che soddisferà diverse frange di ascoltatori. Il timing, sebbene non perfetto, è davvero ammirevole e la gamma dinamica è sufficiente per offrire una riproduzione “divertente”. Anche il bilanciamento non delude. Non si scende particolarmente, ma i bassi non sono affatto carenti e non si nota alcuna ruvidità negli alti, come invece accade spesso con componenti così economici.

L’aspetto forse più limitante della presentazione, seppur comprensibile in un giradischi entry-level, è il livello di dettaglio. Il TD10 è ancora abbastanza incisivo quando riproduce brani acustici più intimi, ma comincia a mostrare qualche difficoltà quando gli arrangiamenti sono decisamente più densi. È come se ci fosse uno spazio limitato in cui un brano può funzionare e, man mano che vengono inseriti più elementi, il messaggio sonoro tende a diventare “monolitico” e non un insieme di strati chiaramente distinguibili. Lo si nota per lo più con le percussioni che si perdono sul fondo del mix, il che porta anche a una perdita di slancio e intensità ritmica.

Se per caso potete aggiungere al budget altri 220 euro per l’acquisto di un pre phono Cambridge Audio Alva Solo da porre tra il TD 10 e l’A5 ARC MKII, i limiti appena citati vengono in parte risolti, ma anche senza questo “aiutino” il TD10 risulta un giradischi convincente per quello che costa. Fa quasi tutto bene ed è assolutamente equilibrato, anche se per fare quello step qualitativo in più è consigliabile rivolgersi a un pre phono esterno. E se l’Alva Solo è troppo per voi, anche il ben più economico Pro-Ject Phono Box MM da 70 euro vi darà più di una soddisfazione.

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