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Chord Electronics Quartet: 4 milioni di tap per riscrivere le regole dell’upscaling digitale

Il Choral Ensemble Stand opzionale costa 1700 euro.

Chord Electronics lancia Quartet, upscaler di riferimento da 36.000 dollari con filtro Blackbird WTA a 4 milioni di tap, ADC integrato e cinque FPGA Xilinx. Ecco la visione di Rob Watts sul futuro del digitale audio

Trentasette anni di storia e, secondo Chord Electronics, il nuovo upscaler Quartet è probabilmente il prodotto più importante che abbia mai realizzato. Una dichiarazione che un’azienda britannica di questo calibro non rilascia con leggerezza, anche se in fondo è normale glorificare un prodotto appena annunciato.

Fatto sta che Rob Watts, il progettista digitale di Chord da decenni, è convinto che il digitale, nella maggior parte delle sue implementazioni commerciali, commetta errori di timing che l’orecchio umano percepisce come una perdita di naturalezza, profondità e presenza. Il problema, secondo Watts, più che la risoluzione in senso stretto o la frequenza di campionamento sulla carta, riguarda la precisione con cui il filtro di ricostruzione riposiziona i campioni nel tempo.

I transienti, ovvero gli attacchi dei suoni, sono il nucleo della questione. Sono quelle frazioni di millisecondo in cui uno strumento prende vita, in cui il cervello elabora in modo implicito la posizione nello spazio, il timbro e la tessitura fisica dello strumento. Quando quegli attacchi vengono anche lievemente distorti nel tempo, il risultato è una scena sonora che suona “piatta” senza che sia facile spiegarne il motivo. Tutto è al suo posto, ma qualcosa non torna.


Il Choral Ensemble Stand opzionale costa 1700 euro.

Il Quartet nasce (dopo due anni di sviluppo) esattamente da questo ragionamento. Il suo nuovo filtro Blackbird WTA (acronimo di Watts Transient Aligned) porta a quattro milioni il numero di tap implementati su cinque FPGA Xilinx, rispetto al milione dello Hugo M Scaler. I tap sono la misura della complessità di un filtro interpolatore e, più sono numerosi, più sofisticata è la stima di ciò che dovrebbe esistere tra un campione digitale e il successivo. Chord afferma che il Blackbird WTA garantisce un miglioramento di dieci volte sulla precisione di timing rispetto alla generazione precedente, con coefficienti matematici che si avvicinano quasi interamente alla funzione sinc teorica (il modello ideale per un filtro di ricostruzione perfetto).

Vale la pena soffermarsi su un dettaglio che distingue l’approccio Chord da buona parte della concorrenza. Tutto il filtraggio avviene direttamente a livello hardware, senza ricorrere alla convoluzione FFT. Quest’ultima è una tecnica software diffusa che converte il segnale audio in dati di frequenza, applica l’elaborazione e poi lo riconverte. Watts sostiene che questa andata e ritorno nel dominio della frequenza introduca esattamente le stesse imprecisioni di timing che il processo dovrebbe correggere. È un po’ come sistemare una fotografia stampandola, scansionandola, e ristampandola: tecnicamente è la stessa immagine, ma qualcosa si perde a ogni passaggio.

Implementare quattro milioni di tap direttamente su FPGA Xilinx dedicati è una scelta costosa sia in termini economici, sia di complessità ingegneristica e spiega in parte il prezzo finale di 35.995 dollari (non conosciamo ancora quello in euro). Il Quartet dispone inoltre di cinque volte la potenza di elaborazione del DAC DAVE, il componente di punta della gamma, e può portare quest’ultimo alla sua massima capacità operativa di 768 kHz.

La vera sorpresa del Quartet, però, è la presenza di un convertitore analogico-digitale  (ADC) integrato, una prima assoluta per gli upscaler Chord Electronics. Fino a oggi, la catena di elaborazione partiva infatti da una sorgente digitale già esistente. Con l’ADC interno, anche giradischi, nastri a bobina e qualsiasi sorgente analogica line-level possono entrare nel flusso di upscaling Blackbird.

Questo cambia prospettiva in modo significativo. Nella discussione sul digitale audio si parla quasi sempre di DAC (la conversione finale verso l’analogico) trascurando il fatto che il passaggio inverso, quello iniziale dall’analogico al digitale, è altrettanto critico visto che un ADC impreciso consegna a tutta la catena a valle un segnale già compromesso. Chord ha sviluppato per il Quartet un Pulse Array ADC proprietario con filtri di decimazione appositamente progettati per eliminare l’aliasing dall’uscita del noise-shaper a 104 MHz, evitando le compromissioni di timing tipiche dei filtri half-band usati nei sistemi professionali standard.

Il risultato dichiarato, verificato anche in comparazioni con convertitori da studio di alto livello usando master tape come riferimento, è una preservazione più fedele dei micro-dettagli che definiscono l’attacco e la texture degli strumenti. Per chi ascolta vinile o nastro, l’implicazione pratica è che la sorgente analogica non viene semplicemente “digitalizzata per comodità”, ma elaborata con la stessa filosofia di timing che governa tutto il progetto Quartet.

Un duo formidabile! Chrod Dave e Chord Quartet

A livello di design, Chord ha optato per una struttura a doppio chassis, con l’unità principale e l’alimentatore che risiedono in telai separati. La divisione è una scelta funzionale per ridurre il rumore elettrico nell’area di elaborazione del segnale, dove la sensibilità ai disturbi è massima. L’alimentatore separato, progettato da Watts stesso, incorpora un’architettura proprietaria di filtri RF pinch-off per bloccare le interferenze a radiofrequenza prima che possano contaminare il percorso del segnale, mirando a livelli di rumore tipici dei prodotti alimentati a batteria pur operando da rete.

Completano il profilo sia un EQ digitale lossless a 108 bit con dieci shelf e ±18 dB di regolazione senza perdita di risoluzione (tecnologia già vista sul Mojo 2), sia una gestione della latenza programmabile da 10 millisecondi a tre secondi per la sincronizzazione audio-video. La connettività include USB-B isolata, doppia uscita BNC fino a 768 kHz, ottica e ingressi RCA analogici per l’ADC integrato.

Chord Electronics sa che il Quartet non parla a un pubblico generico. A quasi 36.000 dollari, si rivolge se mai a chi ha già investito in una catena di ascolto ai massimi livelli e cerca quell’ultimo margine di miglioramento che rappresenta il sottile confine tra un impianto eccellente e uno che trasmette davvero l’illusione di una performance dal vivo. Secondo Watts quel confine esiste, ha una spiegazione misurabile e può essere avvicinato con la giusta ingegneria. Il Quartet è la sua risposta più ambiziosa (ed elitaria) a quella tesi.

I prodotti di Chord Electronics sonio distribuiti in Italia da HIFIGHT.

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