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Cambridge Audio Evo 300: l’ampli streamer inglese cresce e punta in alto… anche nel prezzo

Il Cambridge Audio Evo 300 debutta con 300 watt per canale in Classe D, piattaforma StreamMagic Gen 4, HDMI eARC e un’impostazione hi-fi più ambiziosa che mai anche nel prezzo

Con l’Evo 300, Cambridge Audio porta la propria formula di ampli-streamer in una fascia più muscolare e consapevolmente più ambiziosa. Il nuovo modello, presentato all’High-End Vienna 2026, è accreditato di 300 watt per canale su 8 ohm, adotta moduli Hypex NCOREx in classe D e viene descritto dall’azienda britannica come il più potente e sofisticato amplificatore streaming mai realizzato all’interno della serie Evo.

Negli ultimi anni, questa gamma ha avuto il merito di rendere desiderabile un’idea di hi-fi domestico compatto ma non semplificato, capace cioè di unire design industriale credibile, buone prestazioni, piattaforma di rete matura e connettività realmente trasversale. Evo 75, Evo 150, Evo CD, Evo S e il più recente Evo 150 SE hanno costruito questa reputazione passo dopo passo, rendendo l’arrivo di un modello superiore quasi inevitabile.

Cambridge Audio Evo 300

Evo 300 nasce come il tentativo di spostare il concetto Evo verso sistemi più impegnativi, ambienti più grandi e diffusori che richiedono corrente, controllo e stabilità. La scelta di una topologia dual mono va letta proprio in questa direzione, perché la separazione tra i canali, se inserita in un progetto coerente, può avere effetti percepibili sulla focalizzazione della scena, sulla pulizia dell’immagine stereo e sulla tenuta complessiva quando il programma musicale si fa più complesso.


Cambridge Audio accompagna questo salto con uno stadio di preamplificazione bilanciato e con controlli di volume analogici separati per ciascun canale. È una soluzione che, almeno sulla carta, mira a preservare microdinamica, equilibrio e precisione anche a livelli d’ascolto differenti, evitando che la ricerca della praticità vada a intaccare il rigore del progetto. A supporto c’è anche un’alimentazione switching pensata per mantenere costante il comportamento dell’amplificatore quando viene spinto con decisione per periodi prolungati, un aspetto tutt’altro che secondario in un all-in-one che aspira a sostituire, almeno in parte, una catena di elettroniche separate.

Il cuore della sezione di rete resta la piattaforma proprietaria StreamMagic Gen 4, che continua a essere uno degli assi portanti dell’offerta Cambridge Audio. Il supporto comprende Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, Amazon Music, Deezer, UPnP, Internet Radio e certificazione Roon Ready, con connettività sia Ethernet sia Wi-Fi, mentre l’integrazione con Google Cast, Apple AirPlay 2, Google Home e i sistemi multiroom Apple e Roon amplia le possibilità d’uso anche fuori dal contesto strettamente audiofilo.

In un prodotto di questo tipo, del resto, il software conta quasi quanto l’hardware. Proprio per questo è significativo che Cambridge abbia continuato ad aggiornare la piattaforma Gen 4, introducendo nel 2025 nuove funzioni come il supporto ad Amazon Music e controlli audio avanzati tramite aggiornamento dedicato ai dispositivi compatibili della gamma. È un segnale importante, perché oggi un ampli-streamer si giudica anche sulla continuità del supporto e sulla capacità del produttore di intervenire nel tempo con migliorie concrete.

La conversione digitale è affidata a un chip ESS Sabre ES9038Q2M, con compatibilità dichiarata fino a PCM 32-bit/768 kHz e DSD512. Gli ingressi USB, ottico Toslink e coassiale permettono inoltre di collegare server, trasporti digitali, TV e sorgenti legacy senza che l’apparecchio perda la propria coerenza funzionale.

Tra le scelte più intelligenti c’è sicuramente l’inclusione dell’HDMI eARC. In un salotto contemporaneo significa poter affidare al medesimo telaio sia l’ascolto musicale, sia l’audio del televisore, evitando il ricorso a soundbar o sintoamplificatori AV quando l’obiettivo principale resta l’ascolto stereofonico di qualità. Evo 300 rimane infatti un due canali puro e non insegue quindi logiche home theater tradizionali, ma proprio per questo può diventare il baricentro di un impianto quotidiano molto più razionale.

La sezione analogica non è stata trascurata tra stadio phono per testine MM, ingresso linea RCA, ingresso bilanciato XLR e uscita subwoofer con controllo indipendente del livello e del crossover, oltre alla possibilità di applicare un filtro passa-alto ai diffusori principali. La presenza dell’uscita cuffia su jack da 6,3 mm conserva un elemento di immediatezza sempre apprezzabile, mentre la connettività Bluetooth 5.4 con aptX HD copre gli impieghi più informali, pur non rappresentando il vero motivo d’acquisto del prodotto. Cambridge stessa, implicitamente, suggerisce che il percorso qualitativamente più sensato resti quello attraverso StreamMagic, AirPlay 2, Google Cast, TIDAL Connect, Qobuz Connect o Roon.

Anche il progetto estetico evolve senza snaturarsi. Evo 300 adotta un telaio più ampio e introduce il display a colori più grande mai visto sulla linea, con un pannello da 7,8 pollici capace di visualizzare copertine, dati di sistema, orologio e VU meter. Il prezzo di 3999 euro è sicuramente impegnativo (l’EVO 150 si trova oggi a partire da circa 2000 euro), ma va anche detto che, oltre alla potenza, questo nuovo all-in-one offre molto altro rispetto al predecessore, anche se a questa cifra spiace non trovare uno slot per SSD e il supporto per testine MC e per qualche codec audio Bluetooth più al passo con i tempi.

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