Alla scoperta del significato dei principali termini nelle specifiche tecniche di un giradischi: velocità, braccio, testina, stilo, wow & flutter, pre-phono e molto altro, con i valori consigliati per un ascolto ottimale
Acquistare un giradischi oggi non è più un’operazione riservata ai soli audiofili incalliti. Il vinile è infatti tornato di moda da diversi anni e molti appassionati vogliono portarsi a casa un modello capace di offrire un buon ascolto senza per forza spendere cifre astronomiche.
Tuttavia, quando si leggono le schede tecniche, ci si imbatte in una serie di termini e valori che possono apparire criptici agli occhi dell’utente occasionale o comunque poco esperto. Conoscere il significato di queste specifiche e i relativi valori permette di capire molto più facilmente se il giradischi che avete adocchiato può essere un acquisto valido oppure no.
Ecco quindi i principali parametri in cui ci si imbatte quando si leggono le specifiche tecniche di un giradischi e come interpretarli.

1. Velocità di rotazione
Le velocità più comuni sono 33⅓ giri/min e 45 giri/min, rispettivamente per gli LP (Long Play) e i singoli. Alcuni giradischi riproducono anche i 78 giri/min, formato tipico dei dischi più vecchi (fino a inizi anni ’60). Un buon giradischi deve mantenere la velocità costante e senza oscillazioni, in modo che il suono non risulti “ondulato” o instabile.
Cosa cercare: la possibilità di cambiare velocità facilmente, preferibilmente con un selettore elettronico e non solo manuale.
2. Wow & Flutter
Questo parametro indica le piccole variazioni di velocità durante la riproduzione, misurate in percentuale o come valore RMS. Wow si riferisce a variazioni lente e percepibili come onde nel suono, mentre Flutter a variazioni rapide e più sottili.
Valori ottimali: se sotto lo 0,1% è un valore già molto buono, i giradischi di alta qualità arrivano a 0,05% o ancora meno. Sopra lo 0,2% si iniziano invece a percepire instabilità nel suono.

3. Rapporto segnale/rumore (S/N ratio)
Questo parametro misura quanto il segnale musicale è più forte rispetto al rumore di fondo prodotto dal giradischi, espresso in decibel (dB). Questo rumore può provenire sia dal motore e dai componenti meccanici, sia da interferenze elettriche interne.
Un valore elevato significa che il suono della musica prevale nettamente sul rumore indesiderato, rendendo l’ascolto più piacevole e pulito, specialmente nei passaggi silenziosi o nei brani acustici. È un parametro spesso sottovalutato dai principianti, ma in realtà importante per distinguere un giradischi di fascia bassa da uno di qualità.

Valori ottimali: sopra i 60 dB è già buono, mentre modelli più costosi e avanzati arrivano a 70–75 dB o oltre.
4. Tipo di trazione
Esistono principalmente due trazioni quando si parla di giradischi:
- Trazione a cinghia (belt-drive): una cinghia elastica collega il motore al piatto, riducendo vibrazioni e rumori del motore; è il sistema di trazione più diffuso nei giradischi hi-fi.
- Trazione diretta (direct-drive): il piatto è collegato direttamente al motore. L’avvio è più rapido e questo sistema assicura una grande stabilità (non a caso è molto apprezzato apprezzata dai DJ).
Cosa cercare: per un ascolto domestico, la trazione a cinghia di buona qualità è preferibile, mentre per uso DJ o mixaggio è consigliabile la trazione diretta.

5. Piatto
Il piatto è la superficie rotante su cui si appoggia il disco. Può essere in alluminio, acciaio, vetro o acrilico. Il peso e il materiale influiscono sulla stabilità e sulla riduzione delle vibrazioni.
Cosa cercare: un piatto di almeno 1–1,5 kg in metallo o acrilico per un ascolto stabile (giradischi hi-end hanno piatti che superano i 15-20 Kg); i modelli economici con piatti molto leggeri tendono invece a trasmettere più vibrazioni.

6. Braccio (Tonearm)
Il braccio di un giradischi ha il compito fondamentale di guidare la testina lungo il solco del disco. Le specifiche da considerare sono:
- Lunghezza effettiva (di solito 9 pollici per i modelli standard)
- Massa effettiva, che deve essere compatibile con la testina scelta
- Forma: dritto o a S, con vantaggi più di ergonomia che di qualità pura
Cosa cercare: un braccio con cuscinetti di qualità, regolazione dell’anti-skating e dell’altezza (VTA) per adattarsi a varie testine

7. Testina (Cartridge)
È il componente che ospita lo stilo (puntina) e trasforma le vibrazioni meccaniche, generate dal passaggio della puntina nel solco, in segnale elettrico. È una delle parti più importanti di un giradischi, perché determina in gran parte la qualità e la caratterizzazione del suono. Esistono due principali tipologie di testine:
- MM (Moving Magnet): la più diffusa e versatile, con stilo facilmente sostituibile, costo accessibile e compatibilità con la maggior parte dei pre-phono integrati. Ha una resa sonora molto buona e un’ampia disponibilità di modelli e ricambi
- MC (Moving Coil): più costosa e raffinata, caratterizzata da un livello di dettaglio e dinamica superiori. Richiede spesso un pre-phono dedicato e, nella maggior parte dei casi, non consente la sostituzione dello stilo senza cambiare l’intera testina
La scelta dipende dal budget, dal tipo di impianto e dal genere di ascolto. Una buona testina MM può offrire già prestazioni eccellenti per la maggior parte degli utenti, mentre le MC sono consigliate agli audiofili più esigenti, disposti a investire anche in elettroniche di alto livello.
Cosa cercare: per iniziare, una MM di marca riconosciuta (Audio-Technica, Ortofon, Sumiko, Nagaoka) è un’ottima base. Consigliamo di valutare una testina MC solo se si dispone già di un impianto capace di valorizzarne le qualità.

8. Stilo (Stylus)
La puntina che tocca il disco può essere sferica, ellittica, line-contact o Shibata. Più sofisticata è la forma, maggiore è la capacità di leggere dettagli fini, ma aumenta anche il costo.
Cosa cercare: per ascolto hi-fi, un profilo ellittico o superiore offre un miglior compromesso tra qualità e durata.

9. Peso di lettura (Tracking Force)
È la forza con cui la puntina preme sul disco, espressa in grammi. Questo parametro è determinato principalmente dalle caratteristiche della testina e influisce sia sulla qualità del suono, sia sulla durata dei vinili e dello stilo.
Un peso troppo alto può scavare e usurare prematuramente i solchi, mentre uno troppo basso rischia di far “saltare” la puntina o generare distorsioni, perché non resta ben ancorata al solco. I produttori di testine indicano sempre un intervallo ottimale e restare al centro di questo range è la scelta più sicura. La regolazione si fa con il contrappeso posto sul retro del braccio, operazione semplice ma che richiede precisione.
Valori ottimali: quasi tutte le testine MM lavorano bene tra 1,5 e 2,5 g, mentre per quelle MC il peso di lettura varia mediamente tra 1,0 e 1,8 grammi; alcuni modelli speciali possono richiedere anche meno di 1 grammo, ma sono più delicati e richiedono un braccio e un giradischi di qualità elevata. In ogni caso, consigliamo di seguire sempre le indicazioni del produttore.

10. Anti-skating
È un sistema che contrasta la forza centrifuga che, durante la riproduzione, tende a spingere la puntina verso il centro del disco. Senza anti-skating, la pressione laterale esercitata sullo stilo non sarebbe bilanciata, con il rischio di usura irregolare della puntina e dei solchi, oltre a possibili squilibri tra i canali destro e sinistro.
Nei giradischi di buona qualità è regolabile, spesso tramite una piccola manopola o un peso con filo, e andrebbe sempre tarato in base al peso di lettura impostato. Un anti-skating ben regolato non solo migliora la longevità della testina e dei vinili, ma contribuisce anche a mantenere la scena sonora stabile e precisa.
Cosa cercare: l’anti-skating deve essere regolabile e tarato in base al peso di lettura; valori errati compromettono l’usura del disco e la qualità sonora.

11. Pre-phono integrato
I giradischi producono un segnale molto debole che deve essere amplificato da un pre-phono (o stadio phono) prima di entrare in un amplificatore o diffusori attivi. Alcuni giradischi hanno il pre-phono integrato, così da poter essere collegati direttamente a qualsiasi ingresso RCA di un amplificatore, ma molti ne sono privi, lasciando all’acquirente il compito di scegliere uno stadio phono esterno (ce ne sono per tutti i gusti e le tasche) nel caso l’amplificatore sia privo di un ingresso phono dedicato.
Cosa cercare: se si dispone di un amplificatore o di diffusori attivi senza ingresso phono dedicato e non si ha il budget per acquistare uno stadio phono esterno, la presenza di un pre-phono integrato nel giradischi è un parametro fondamentale di cui tenere conto.

12. Uscite
Oltre alla classica uscita RCA stereo, alcuni giradischi integrano un’uscita USB per digitalizzare i vinili o collegarsi al computer.
Cosa cercare: per un uso tradizionale, connettori RCA schermati di buona qualità; l’uscita USB solo se serve la funzione di registrazione.
13. Isolamento e piedini
Il giradischi deve essere isolato da vibrazioni esterne, che possono essere causate da passi sul pavimento, bassi profondi o mobili poco stabili. Piedini regolabili e smorzanti aiutano a mantenere il suono pulito.
Cosa cercare: piedini in gomma o silicone, base rigida e pesante per evitare risonanze.

14. Materiale del plinto
Il plinto è la struttura “portante” del giradischi su cui sono montati piatto e braccio. Può essere in MDF, legno, plastica, metallo o combinazioni di questi.
Cosa cercare: MDF o legno stratificato offrono un buon equilibrio tra peso e assorbimento delle vibrazioni; evitare invece plastica troppo leggera.
15. Alimentazione
L’alimentazione di un giradischi può sembrare un dettaglio secondario, ma in realtà influisce direttamente sulla stabilità della rotazione del piatto e sul livello di rumore elettrico percepibile durante l’ascolto. Esistono principalmente due tipologie:
- Alimentazione interna: il motore è collegato direttamente alla rete elettrica tramite un alimentatore incorporato nel giradischi. Questa soluzione è pratica e compatta, ma nei modelli più economici può introdurre leggere interferenze o vibrazioni, soprattutto se l’elettronica non è ben isolata
- Alimentazione esterna (alimentatore separato): in questo caso il motore riceve la corrente da un’unità esterna dedicata. Questa configurazione riduce il rumore elettrico trasmesso al piatto e al braccio, migliorando la pulizia del suono, la precisione della rotazione e, di conseguenza, la qualità complessiva della riproduzione. È spesso utilizzata nei giradischi di fascia alta o negli impianti hi-fi più sofisticati.

In generale, per un ascolto domestico di buona qualità, anche un’alimentazione interna ben progettata è sufficiente. Tuttavia, chi punta alla massima precisione sonora e alla riduzione di ogni possibile interferenza preferirà un modello con alimentatore esterno o comunque con circuiti di isolamento avanzati. Da notare che alcuni produttori hanno a catalogo alimentatori acquistabili separatamente come il Power Box RS2 Phono di Pro-Ject o il Neo PSU MK2 di Rega, in modo da migliorare anche in un secondo tempo la qualità sonora del giradischi.
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