La Manger Audio, sotto la guida del suo fondatore Josef W. Manger, ha rappresentato una voce fuori dal coro nel panorama dell’alta fedeltà fin dalla sua concezione. L’obiettivo primario non era semplicemente costruire un diffusore ma creare un trasduttore capace di riprodurre il suono con livello di precisione temporale che superasse i limiti intrinseci dei design convenzionali. Ci sono riusciti? Scopriamolo.
Ad ottobre siamo stati ospiti di Audio Graffiti by Stefano Marchi a Mantova, dove, tra i presenti, c’era Daniela Manger figlia di Joseph Manger e attuale CEO del brand tedesco. Nell’intervista qui sopra Daniela ci ha spiegato i principi fondamentali di funzionamento del famoso driver Manger e la storia ci ha appassionati per due motivi distinti: in primo luogo perchè Manger Audio è riuscita a definire un’identità molto specifica nella riproduzione musicale, in secondo luogo, e forse ancora più importante, per come Jospeh Manger è riuscito a sviluppare un driver davvero unico. A fronte di quanto detto abbiamo deciso di ripercorrere alcune tappe fondamentali della storia Manger dagli albori fino ad i giorni nostri.

Manger Audio: la storia inizia nel lontano 1968
Dopo un soggiorno di tre anni in Australia, Josef Manger tornò in Germania per rilevare l’azienda di famiglia. Decise di ampliare l’attività iniziando a importare sistemi PA di celebri marchi statunitensi come Marshall, Fender e Klipsch, nel negozio di radio e televisori già esistente e fu uno dei primi a vendere impianti PA a gruppi musicali e band in Germania in quel periodo. Vendendo, e soprattutto ascoltando gli strumenti suonati dalle band musicali, Manger fu sempre più attratto dal mondo del suono e dalla sua riproduzione. Ben presto si rese conto che l’ascolto musicale tramite le tecnologie più avanzate dell’epoca, non riusciva a restituire le sensazioni di un concerto dal vivo. Spinto dalla curiosità, iniziò a studiare il fenomeno in modo rigoroso, misurando la risposta in frequenza di diversi diffusori. I risultati mostrarono che, a livello tecnico, i dispositivi erano piuttosto simili, nonostante le differenze percepibili nel suono.

Questo lo portò a studiare il comportamento temporale e la step response, dove invece emersero notevoli variazioni tra i modelli testati. Determinato a trovare soluzioni migliori, Joseph Manger iniziò a sperimentare configurazioni elettroacustiche e materiali alternativi. Capì rapidamente che i driver convenzionali si comportano come sistemi massa-molla, continuando a oscillare dopo l’eccitazione.
Questa consapevolezza lo condusse alla sua prima innovazione e al suo primo brevetto: un woofer con una risonanza in aria libera di appena 7 Hz (!). Iniziano così gli studi di Joseph Manger, mente geniale ed innovativa che nel corso della sua vita non si è limitato a progettare ma ha cercato sempre e comunque di portare delle innovazioni. Nel 1969 viene presentato il primo driver a “resistance-inhibited”. Da questo momento in poi partirono una serie di sperimentazioni.

Il primo progetto del Manger Sound Transducer ha radici lontane. Nel 1974 Joseph è protagonista della prima presentazione tecnica del trasduttore Manger, il palcoscenico è importante: la 47a Convention AES (Audio Engineering Society) a Copenaghen, Danimarca. Successivamente arriva la presentazione presso l’Institution of Electrical Engineers (IEE) a Londra. Questa filosofia progettuale suscitò fin da subito la curiosità degli appassionati e degli addetti ai lavori, così Jospeh nel 1978 registrò i marchi Manger Sound Transducer e Manger Sound System in Germania. Tra gli aspetti più interessanti della filosofia Manger c’è sicuramente l’attenzione che il brand tedesco mette nella step response (risposta all’impulso) fondamentale per riprodurre i transienti musicali senza accumulo di energia residua. Il Manger Sound Transducer è un trasduttore con tecnologia Bending Wave che opera su principi fisici radicalmente diversi dai driver convenzionali. E’ progettato per operare in modo “resistive-like” il che implica che il sistema non immagazzina energia. Questa caratteristica garantisce che il diaframma segua precisamente l’input elettrico. Il MSW dissipa l’energia acustica non appena viene generata, prevenendo l’accumulo e il conseguente overhang/sovaraccarico. In teoria, l’MSW è in grado di agire come una sorgente puntiforme quasi ideale e copre una gamma di frequenze da 360 Hz fino a 45000 Hz.

Joseph può contare su una valida spalla: sua figlia Daniela
Daniela Manger, ha studiato ingegneria elettronica, ed è entrata a far parte dell’azienda ne 1990. Gradualmente ha assunto un ruolo sempre più importante nella progettazione e, nel 2000, ha tenuto una conferenza alla convention ASA che ha segnato un’altra importante pietra miliare nella storia del marchio.

Nel corso degli anni, il trasduttore audio Manger ha subito continui aggiornamenti, culminati nel 2024 con l’introduzione del W06. Questo driver all’avanguardia è stato ripetutamente perfezionato nei dettagli. È dotato di un motore recentemente ottimizzato con un campo magnetico molto potente di 1,48 Tesla, che garantisce un tempo di risposta ancora più rapido.Un nuovo tipo di sistema di smorzamento al centro del diaframma riduce le distorsioni tra 400 e 1600 Hz, causate dalle riflessioni delle onde al centro. Parliamo di due ottave in cui l’orecchio umano è particolarmente sensibile. Ciò si traduce in un tempo di salita ancora più rapido. Un nuovo tipo di sistema di smorzamento al centro del diaframma riduce la distorsione tra 400 e 1600 Hertz, due ottave in cui l’orecchio umano è molto sensibile.
Il nuovo trasduttore W06 offre:
- Sistema magnetico ottimizzato geometricamente con un’intensità di campo superiore di oltre il 10% rispetto al modello precedente
- Movimento del diaframma perfettamente controllato grazie a un nuovo tipo di smorzatore centrale
- Linearità migliorata
- Distorsione significativamente inferiore tra 400 e 1600 Hz
- Microdinamica potenziata per una maggiore risoluzione temporale
- Produzione all’avanguardia per la massima durata
Manger Audio, la line-up attuale, la distribuzione italiana e brevi cenni sul “come suonano”
Dopo un periodo di assenza, Manger Audio è tornata, da circa un anno, ad avere una regolare distribuzione sul territorio italiano grazie ad Audio Graffiti by Stefano Marchi. La scintilla che ha fatto nascere l’accordo è stata una delle tante “missioni audiofile” di Stefano Marchi presso un suo cliente. Tutto è iniziato quasi per caso, durante una visita da un cliente. Seduto in sala d’ascolto, Stefano Marchi ha ascoltato per la prima volta un impianto basato sui diffusori Manger Audio e ha subito percepito qualcosa di diverso: un suono incredibilmente naturale, fluido, privo di artifici, capace di restituire la musica con una coerenza e un realismo rari. Un ascolto che non stancava, ma invitava a restare e soprattutto un diffusore che ben si accoppiava con l’altro marchio da lui distribuito: Bricasti Design. È stato proprio in quel momento che ha maturato la decisione di portare Manger Audio nel proprio catalogo, scegliendo di distribuirne i diffusori per le loro qualità sonore. Durante la nostra trasferta in quel di Mantova abbiamo potuto ascoltare i Manger Audio p2 in abbinata con il finale Bricasti Design M14 (grande novità di cui parleremo a breve), il pre DAC Bricasti Design M1. I diffusori Manger Audio p2 rappresentano la naturale espressione della filosofia sonora di Manger: tempi di risposta rapidissimi e riproduzione estremamente naturale. Al centro del progetto c’è appunto il Manger Sound Transducer, che riesce ad irradiare il suono in modo graduale e coerente nel tempo. Due aspetti su cui Daniela ed il suo staff si sono concentrati molto sono l’ l’accelerazione e il movimento controllato del diaframma. Il lavoro svolto su questi due aspetti si traduce in un’immagine sonora ampia e tridimensionale ma sempre coerente con la realtà. Le voci e gli strumenti vengono riprodotti rispettando timbrica e tonalità reali. Insomma Manger Audio, in un panorama dove sempre molti più brand tendono ad uniformarsi dal punto di vista sonoro, offre un punto di vista diverso. Le Manger Audio p2 offrono un suono chiaramente diverso da quello proposto dalla maggior parte dei produttori, ma senza mai allontanarsi dai canoni dell’alta fedeltà: un ascolto personale, riconoscibile, e allo stesso tempo rigoroso e coerente. Che si pensi o meno di portarle a casa, le Manger Audio andrebbero comunque ascoltate, perché sanno raccontare la musica in modo diverso dal solito e regalano un’esperienza che difficilmente lascia indifferenti.
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