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iBasso DX-160: la recensione

L’iBasso DX-160 si rivolge in particolare agli amanti della musica liquida di qualità. Riuscirà a primeggiare come player portatile basato su Android?

iBasso DX-160, farà la differenza? Nell’arco della sua esistenza che sta rapidamente avvicinandosi al giro di boa dei 15 anni il brand iBasso ha sfornato numerosi media player, progetti che hanno ricevuto recensioni tra il ‘non male’ e ‘abbastanza buono’. Chiunque abbia un minimo di conoscenza nell’elettronica di consumo sa però che abbastanza buono raramente significa buono abbastanza. In genere c’è sempre almeno un altro competitor con un altro apparato che muta la percezione dell’iBasso da ‘adeguato’ a ìnadeguato.

Il più recente tentativo del brand cinese di muovere da posizioni arretrate nella classifica dei migliori verso la cima della lista si chiama DX-160. Il rapporto qualità-prezzo lascia ben sperare, le specifiche appaiono competitive. Non è certo la prima volta che un apparato iBasso appare con tutti i numeri al posto giusto e le caratteristiche tecniche per primeggiare, ma sarà poi così? 420€ sono una cifra già di un certo peso da sborsare per un digital audio player, un budget comunque incapace di competere rispetto alla fascia premium.

Di fatto il DX-160 non restituisce quella sensazione di prodotto alto di gamma come i ben più costosi FiiO o Astell & Kern. Alto 11,3 cm, largo 7 cm e relativamente spesso con i suoi 1,5 cm, peso pari a 178 gr. questo iBasso ha anche le proporzioni di un prodotto serio, abbastanza leggero da essere realmente portatile. Leggerezza certamente, anche se una volta tra le mani la sensazione è più di vuoto che di pieno, ci sarebbe piaciuto un maggiore spunto di robustezza e percezione di solidità: in questo senso l’apparato a conti fatti non restituisce la giusta bilanciatura. Ciò però non significa sia stato messo insieme con noncuranza.

La combinazione di vetro, alluminio e materiali plastici è ragionevolmente tattile e la solita qualità costruttiva di iBasso va a confermarsi. I pochi controlli fisici sono perfettamente integrati e il luminoso touch-screen LCD a risoluzione 1920 x 1080 pixel occupa praticamente l’intero fronte del DX-160, aggiungendovi ulteriore valore.

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Caratteristiche DX-160

Nonostante abbia rinunciato alla solita configurazione del modulo di amplificazione intercambiabile (che ha consentito di risparmiare peso, costi e pochi millimetri di profondità), il DX-160 mantiene un aspetto molto professionale. Con Android 8.1 aggiornato all’ultima versione, associato a un processore octa-core, iBasso è veloce e stabile. Con l’assenza del Google Play Store (il che significa familiarizzare con l’alternativa APK Pure) restano abbastanza app utili per rendere il multitasking quanto meno essenziale, e certo iBasso in tal senso ringrazia.

C’è da dire che Android 8.1 si mangia un po’ della memoria interna. I 32 GB di spazio di archiviazione integrati nel DX-160 sembrerebbero più che accettabili, ma quando il sistema operativo si sarà riservato la sua parte ne resteranno ‘solamente’ 25 di GB. C’è sempre disponibile nello chassis uno slot per schede microSD. I controlli fisici sono limitati a: “riproduzione / pausa”, “salta avanti / indietro”, “accensione / spegnimento” e “volume su / giù”. Il regolatore del volume è una rotellina aderente che è piacevole da usare, a meno che non si stia usando la custodia in gel fornita da iBasso, certamente pratica ma che finisce per complicare il controllo volume.

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Il DX-160 dispone di prese per cuffie bilanciate da 4,4 mm, non bilanciate da 3,5 mm e include anche Bluetooth 5.0 per la connessione wireless. Prima che il materiale musicale raggiunga le uscite delle cuffie, tuttavia, beneficiano del trattamento di conversione attraverso i doppi DAC Cirrus CS43198 dell’iBasso: trattasi di gestione a risoluzione nativa 32 bit / 384 kHz e DSD256, per cui risulta supportato qualsiasi tipo di file, incluso l’MQA.

A corredo una capiente batteria da 3200 mAh che può essere caricata da zero in circa 150′ minuti tramite la presa USB-C del lettore. iBasso comunica una durata media della batteria pari a circa 13′ ore, ma parlando in termini di esperienza appare come un’affermazione fin troppo ottimistica. Ponendo per esempio il caso che si desideri mantenere la risoluzione dello schermo in Full HD a 1080 pixel riproducendo in streaming alcuni file di Tidal Masters (il DX-160 è peraltro dotato di Wi-Fi dual-band) e la longevità della batteria non andrà oltre le 9′ ore.

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Come suona il DX-160

L’iBasso DX-160 non manca certamente quanto a competenza per quanto riguarda la riproduzione audio ma prima di tutto è capace di offrire una costante ed elevata qualità di ascolto. A tentare un azzardato paragone è come incontrare qualcuno a una festa o una giornata di lavoro in team building che appare da subito molto divertente e vivace, sorta di vita e anima della festa – poi però nove volte su dieci si rivela per essere parte di una snervante società. Ecco il DX-160 sembra proprio avere simili doti.

Indipendentemente dal tipo di musica che si va ad ascoltare, non importa da dove provenga e indipendentemente dalla qualità relativa del file digitale, iBasso saprà come esaltarne le caratteristiche. Il modo di gestire al meglio i file musicali rappresenta una sorta di firma sonora, senza tirarsi indietro anzi aggredendo il materiale con aria di sfida e desiderio di essere messo alla prova. Un file in qualità CD a 16 bit / 44,1 kHz di The Stooges ‘I Wanna Be Your Dog’ è ricco di dettagli, straordinariamente separati e focalizzati e davvero rivelatori: le sottigliezze della chitarra in saturazione, la dinamica del basso un po’ buttato via e l’attacco della batteria sono tutti restituiti nel pieno del loro fulgore dinamico. E stiamo parlando di un brano inciso verso la fine degli anni ’60.

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C’è ampio spazio per un’espressione vocale completa, e anche se questa è una registrazione rudimentale (in tutti i sensi) è servita a dimostrare le capacità dell’apparato di restituire una scena molto ampia e musicalmente corposa. L’attenzione rivolta al materiale da elaborare è encomiabile e del tutto credibile, il DX-160 ha quel tipo di fanatica attenzione che tende a muovere addirittura in eccesso. L’ascolto di The Last I Heard di Thom Yorke in qualità di file 24 bit / 44,1 kHz dalla memoria integrata del DX-160 arriva al punto: decisamente all’avanguardia ma parte di questa travolgente impressione di ritmo è dovuta a una relativa assenza di sostanza nelle basse frequenze.

La risposta in gamma bassa dell’apparato è dettagliata come il resto del range di frequenze ma, sebbene abbia tutta l’estensione di cui ha bisogno, è stranamente a corto di sostanza. Non c’è fisicità nella sfera dei bassi del DX-160, solo un’energia strabiliante. Tali file musicali come quello di Thom Yorke sono occasione per accendere i riflettori sul player musicale Mango, app di proprietà della stessa iBasso. A parità di brano il confronto con un file 16 bit / 44,1 kHz di provenienza streaming by Tidal, la versione ascoltata tramite player Mango appare più piena e in qualche modo con la capacità di offrire un’immagine ancor più completa. Un ascolto notevole ma pur sempre con una certa istericità di fondo.

aretha franlkin

Ne consegue che una registrazione dove l’insieme degli elementi che la compongono non sono poi così dinamicamente eclatanti, diciamo un po’ più rilassata che nervosa non vada poi così bene. Il Dr Feelgood di Aretha Franklin dovrebbe palesare una struttura sensuale e languida, ma il DX-160 non ha nulla di tutto ciò, forzando la melodia a ogni occasione lasciando il retrogusto di una certa forzatura di fondo. Tutto sommato un suono energico ed eccitante come quello dell’iBasso DX-160 è certo invigorente ma non ci vuole molto a realizzare che tale irremovibile natura rischia al tempo stesso di essere croce e delizia.

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Verdetto

Tra specifiche tecniche e uso vero e proprio l’iBasso ha i numeri giusti per convincere anche un utente sopra la media, benché permangano alcune riserve su una maggiore presenza scenica e gestione del suono in gamma bassa. A conti fatti è un apparato che attraversa rapidamente il confine tra ‘vivace’ e ‘aggressivo’ piuttosto presto, per non tornare più sui propri passi.

Per ulteriori informazioni: link al sito iBasso.

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