INDIANA LINE è uno storico costruttore italiano che fin dagli anni ’70 – in virtù di una produzione caratterizzata da un notevole rapporto qualità/prezzo – si è rapidamente guadagnato la stima degli appassionati, soprattutto di coloro che non intendevano (oppure non potevano) sostenere una spesa elevata per dotarsi di diffusori di livello elevato.
E sebbene qualche vicissitudine ne abbia caratterizzato il cammino – circostanza che per qualche tempo ne ha offuscato l’immagine pur senza scalfirla più di tanto – quest’azienda è riuscita a mantenere una posizione di mercato alquanto solida senza mai scadere in becere produzioni di stampo inopportunamente economico.
Se vi fa piacere potete conoscere e/o ripassare la sua storia in questo articolo da noi pubblicato qualche anno fa, per il momento invece trattiamo di uno dei modelli della recente serie UTAH – caratterizzato dal numero 8 – che giunge sul mercato dopo l’introduzione della UTAH 5, diffusore e tre vie dotato di woofer da 270 mm.

Gli appassionati non proprio di primo pelo è assai probabile che rammentino la serie UTAH – anzi, in quel caso si trattava di un vero e proprio brand – che INDIANA LINE commercializzava all’inizio degli anni ’80, una serie di diffusori made in USA dal costo interessante e dalle buone prestazioni che tentavano di contrapporsi ai vari marchi che all’epoca andavano per la maggiore.
In questo caso UTAH è invece il nome scelto da INDIANA LINE per commercializzare questa serie di diffusori, in tutta evidenza di stampo vintage come di recente hanno fatto molti altri produttori: MAGNAT con le TRANSPULSE 1500 oppure ELTAX con il modello PWR 1959 oppure ancora KLH con le Model 5.
Anche in questo caso si tratta di un modello da pavimento avente dimensioni abbastanza ingombranti – circa 70 x 40 x 37.5 – sempre a tre vie ma dotato di woofer da 12″ con membrana in polipropilene, midrange da 6.5″ con membrana in CURV (materiale composito sempre a base di polipropilene) e tweeter da 1″ con cupola in alluminio/magnesio.
Il sistema di caricamento acustico dedicato al woofer è ovviamente bass reflex – con duplice sbocco inferiore e possibilità di parzializzarne l’uscita mediante specifici tappi in spugna forniti a corredo – mentre il filtro di crossover è ottimizzato e studiato al fine di consentire ai driver di esprimere senza colli di bottiglia il massimo delle prestazioni che sono in grado di fornire.

All’interno del diffusore sono, altresì, presenti alcuni rinforzi atti al contenimento delle vibrazioni spurie denominati DIRS (Damped Inner Reinforcement System) cui si aggiungono i quattro “piedoni” in morbida gomma posti alla base del cabinet che si occupano del disaccoppiamento del diffusore dal pavimento evitando, al contempo, sia l’occlusione dei condotti del sistema reflex che la giusta inclinazione al fine di ottenere una scena acustica di altezza opportuna.
La risposta in frequenza è dichiarata compresa tra i 30Hz ed i 30KHZ, un range alquanto ampio in grado di coprire la pratica maggioranza dell’emissione degli strumenti, mentre l’efficienza si attesta sui 93 dB, valore che consente (almeno in teoria) di risparmiare qualcosa in merito alla potenza del sistema di amplificazione; classicamente situata tra i 4 e gli 8 Ohm l’impedenza, pur senza che ne sia dichiarato il valore minimo.

Attenzione però: anche se i dati citati lasciano intuire una discreta facilità di pilotaggio mediante piccoli amplificatori da 30/50 watt/ch – intuibilmente anche a valvole – una maggiore potenza riuscirà a meglio gestire il poderoso woofer consentendo al diffusore di raggiungere prestazioni superiori; in ogni caso qualche prova non guasta, circostanza che in determinati casi potrebbe portare anche a qualche piacevole ed inattesa sorpresa.
Infine, la possibilità di connessione prevede il doppio cablaggio (meglio noto col termine bi-wiring) mentre la finitura disponibile è in noce oppure in nero – in ogni caso si tratta di una finitura vinilica, molto ben fatta ma tale resta – il tutto ad un prezzo che al momento si attesta nei dintorni dei 1600 euro, parecchio distante dai circa 700 richiesti per una coppia di UTAH 5, ma occorre considerare che stiamo parlando di un diffusore abbastanza differente per tecnologia e driver utilizzati, di categoria nettamente superiore.
Certo, in questo caso il WAF potrebbe effettivamente rappresentare un discreto ostacolo, ma “provare” a convincere la consorte non costa nulla, magari le piacciono!
Come al solito, ottimi ascolti!!!






















