Dopo aver dedicato la prima parte di questo articolo a un’introduzione generale su MQA Labs, ripercorrendo la storia dell’azienda fino al suo nuovo corso odierno, è finalmente giunto il momento di passare ai fatti. Come nostra consuetudine, mettiamo da parte la teoria per la prova sul campo: perché se la copertina di un libro può persuadere all’acquisto, solo la lettura ne può svelare inequivocabilmente la sostanza.
Per chi avesse perso l’approfondimento sulla storia e la visione dell’azienda, vi invitiamo a recuperare la prima parte: MQA Labs: la nuova frontiera del suono digitale.
In questa seconda parte, mettendo alla prova alcune delle soluzioni proposte da MQA Labs, scopriremo come QRONO, FOQUS ed Endura si comportano nell’uso reale, analizzando l’impatto tangibile che queste nuove frontiere del suono digitale hanno sull’esperienza d’ascolto quotidiana e nel campo professionale. Le promesse di MQA Labs saranno mantenute?
MQA Labs: QRONO d2a il filtro digitale che mancava
Nel mondo dell’audio digitale, si discute spesso di upsampling e del ruolo dei filtri. Ma a cosa servono realmente e quali benefici apportano all’ascolto? Molti “puristi” audiofili esprimono una ferma opposizione all’upsampling, considerandolo una forma di “post-elaborazione” che altera il segnale originale. Non è raro sentire affermazioni come: “Sono un purista. Se ascolto un CD, non voglio usare l’upsampling; voglio passare 44kHz/16-bit direttamente al DAC.”.
Ma cosa succede davvero all’interno della stragrande maggioranza dei DAC? Il segnale in ingresso verrà mantenuto nella sua risoluzione originale o subirà un’elaborazione interna?
Il Ruolo Indispensabile del Filtro di Ricostruzione
La risposta risiede nei principi fondamentali del teorema del campionamento di Nyquist-Shannon. Quando un segnale analogico viene campionato per la digitalizzazione, è indispensabile un filtro anti-alias per rimuovere le frequenze al di sopra della metà della frequenza di campionamento (chiamata appunto la frequenza di Nyquist). Analogamente, durante la conversione da digitale ad analogico, è richiesto un filtro di ricostruzione (o filtro passa-basso) per eliminare le immagini spettrali indesiderate che sorgono a multipli della frequenza di campionamento.

È proprio a questo punto che entra in gioco l’elaborazione interna dei DAC moderni. Indipendentemente dalle preferenze dell’utente, l’architettura interna di un tipico chip DAC Delta-Sigma prevede che il segnale digitale venga quasi universalmente sovracampionato (upsampling) e sottoposto a un processo di filtraggio multistadio prima della conversione finale in analogico. Questo processo non è un’opzione attivabile o disattivabile dall’utente; è intrinseco al funzionamento del chip e risponde a precise esigenze tecniche:
- Il Sovraccampionamento: Operare la conversione a frequenze di campionamento molto più alte semplifica enormemente la progettazione del filtro di ricostruzione analogico. Ciò consente di utilizzare un filtro analogico meno ripido, e di conseguenza, meno invasivo e più trasparente, migliorando la qualità del suono.
- Il Filtraggio Digitale: Senza questo filtro, il segnale analogico risultante sarebbe afflitto da artefatti e distorsioni armoniche ad alta frequenza, compromettendo seriamente una riproduzione fedele. Il filtraggio digitale, pertanto, è cruciale per la pulizia e l’integrità del segnale.
In sintesi, l’upsampling e il filtraggio sono parte integrante dell’architettura del chip DAC. Poco importa se al DAC viene inviato un segnale “puro” a 44.1 kHz/16-bit, o qualsiasi altra risoluzione: questo verrà sempre e comunque elaborato internamente, che vi piaccia o no.
L’Eccezione alla Regola: I DAC a discreti e la ricerca dell’elaborazione ottimale
L’unica vera eccezione a questa architettura intrinseca si trova nei cosiddetti “discrete DAC” (DAC a componenti discreti) o nei R-2R Ladder DAC, che in modalità NOS (Non Over Sampling), evitano i processi di sovracampionamento, basandosi su una conversione più diretta. Questa tipologia di DAC, pur essendo intrinsecamente immune a effetti come il pre-ringing, non elimina la necessità di filtrazione, ma la sposta nel dominio analogico, traslando di fatto la complessità ma senza risolverla ed introducendo artefatti di altro tipo in grado di interagire negativamente con il resto della catena di riproduzione.
Esiste una categoria di appassionati che utilizzano con soddisfazione i DAC NOS, per inviare un segnale già alla massima risoluzione possibile. La logica dietro questa scelta è quella di mandare al DAC un segnale di qualità superiore, grazie all’utilizzo di software moderni e algoritmi sofisticati, consentendo una maggiore flessibilità e precisione.
L’approccio di MQA Labs alla filtrazione digitale
Riprendendo la riflessione precedente sull’ottimizzazione, emerge una sfida cruciale: i DAC convenzionali spesso utilizzano un unico percorso di filtrazione, identico per tutte le risoluzioni. In MQA Labs, la filosofia è profondamente diversa.
La visione alla base è che ogni fase della ricostruzione del segnale, specialmente quando si procede a campionamenti più elevati nel percorso verso il segnale analogico, trarrebbe un vantaggio sostanziale da un design del filtro specifico e ottimizzato per quella particolare fase. Un filtro ideale per un sovracampionamento 2x, ad esempio, non è necessariamente il migliore per un 4x o 8x. Un approccio più sofisticato e “intelligente” alla gestione dei filtri in ogni singolo stadio del processo di ricostruzione può portare a un risultato notevolmente superiore: una ricostruzione del segnale ancora più accurata, un’esperienza d’ascolto più immersiva, una drastica riduzione degli artefatti e la massima fedeltà al segnale originale.

In MQA Labs, questo principio non è solo teorico, ma è il cuore dell’ingegneria che sta dietro a soluzioni come QRONO d2a. Invece di un approccio ‘taglia unica’, viene applicata una strategia di filtraggio multi-stadio ottimizzata in base alla frequenza di campionamento, dove ogni passo di upsampling e filtraggio è calibrato per massimizzare la precisione e minimizzare gli errori, lavorando in sinergia per preservare la delicata struttura temporale e spettrale del suono.
In sintesi, QRONO d2a è un insieme di filtri digitali avanzati progettati da MQA Labs per offrire una risposta temporale significativamente migliore rispetto ai filtri tradizionali integrati nei DAC. L’idea che disattivare il filtraggio digitale o l’upsampling sia una scelta da puristi è, come abbiamo visto, un mito. Sono processi essenziali e ineliminabili della riproduzione audio digitale. La vera sfida, e qui MQA Labs si pone all’avanguardia, non è evitarli, ma ottimizzarli al meglio in ogni singola fase della conversione digitale-analogica, trasformando una necessità tecnica in un’opportunità per una qualità sonora superiore.
QRONO d2a: La naturalezza di un’ascolto consapevole

Per darvi le prime impressioni sul filtro QRONO d2a, nonostante il tempo di prova limitato, abbiamo scelto un setup di riferimento ideale: il Lumin P1. Questo streamer/DAC di alto livello, dotato di due chip SABRE ES9028 PRO in configurazione mono e dei rinomati trasformatori d’uscita LUNDAHL LL7401, supporta QRONO d2a grazie al firmware versione 20.
I test sono stati condotti tramite Roon, utilizzando un Asus NUC con Roon Rock posizionato in una “Zona Rumorosa” separata e galvanicamente isolata (seguite il link per scoprire come fare) . QRONO opera su tutti i contenuti PCM, sia da sorgenti locali che da streaming (Qobuz e Tidal), con piena compatibilità Roon. La possibilità di selezionare QRONO d2a come filtro avviene direttamente dall’app Lumin e ci ha permesso di eseguire confronti A/B estremamente precisi. Ci siamo concentrati su file a risoluzione standard (16/44), ricchi di transienti veloci come chitarre e percussioni, spaziando tra vari generi musicali inclusa l’elettronica.
L’Importanza dell’Ascolto Consapevole
Le prime sessioni d’ascolto, condotte con un gruppo di amici appassionati, hanno evidenziato differenze inizialmente discordanti. La situazione è cambiata radicalmente non appena è stato illustrato il funzionamento del filtro e spiegato chiaramente cosa aspettarsi. Da quel momento, l’ascolto è diventato un’esperienza comune e mirata: non si trattava più solo di cogliere variazioni generiche, ma di cercarle e riconoscerle in modo specifico. Questo ha dimostrato come la capacità di percepire tali sottili miglioramenti dipenda non solo dalla risoluzione dell’impianto (che pur mantiene la sua importanza), ma soprattutto da un approccio all’ascolto consapevole e informato.
Eliminare la Sfocatura Temporale: Dettaglio e Coerenza

Il beneficio più immediato di QRONO d2a si manifesta nella chiarezza e nella precisione temporale. Prendendo come esempio brani come Chaloupée di René Aubry, il miglioramento è immediatamente percepibile: il mandolino appare perfettamente delineato, con un decadimento del suono naturale e rapidissimo. Gli strumenti guadagnano in intelligibilità e gli intermezzi delle spazzole sulla batteria si distinguono per velocità e precisione chirurgica.
È fondamentale chiarire che il suono non subisce perdite di armoniche; al contrario, ritrova la sua naturalezza. Ciò che prima il cervello interpretava come una sorta di riverbero o una maggiore sensazione di “aria”, era in realtà l’eco di un filtro digitale standard (il cosiddetto “ringing”). Una volta rimosso questo effetto, il segnale si ricompone con una chiarezza eccezionale: la riproduzione risulta più organica e ordinata, riducendo l’interferenza tra gli elementi nel piano sonoro.
Un altro esempio lampante è Tears Run Dry di Malia e Boris Blank: con il filtro QRONO attivo, il basso si ripulisce da code e risonanze indesiderate, acquisendo maggiore impatto, dinamica e risoluzione. Si nota un significativo miglioramento della microdinamica e della risposta ai transienti, regalando una sensazione di maggiore prontezza e vividezza che si estende all’intera gamma di frequenze.
La Scena Sonora: Da Olografica a Focalizzata
Il cambiamento più sorprendente e significativo apportato dal filtro QRONO si manifesta nella scena sonora, che subisce una trasformazione marcata: passa da un effetto più “olografico” e diffuso a una focalizzazione decisamente più rigorosa. Con QRONO inserito, la scena diventa immediatamente più frontale, precisa e stabile. È bene sottolineare che la percezione di tali sfumature nella scena sonora può essere fortemente influenzata dalla sinergia dell’intera catena audio e dall’ambiente d’ascolto. La precisione e la stabilità ottenute con QRONO d2a restano, in ogni caso, un vantaggio significativo che contribuisce a un’esperienza di ascolto più controllata e dettagliata.
Endura: convince ma con qualche riserva
Abbiamo avuto il privilegio di valutare gli effetti della tecnologia Endura tramite una serie di file dimostrativi, che mettevano a confronto diretto il brano prima e dopo l’elaborazione. Le osservazioni di Spencer Chrislu (Direttore dei contenuti di MQA Labs) sono assolutamente condivisibili: gli effetti sull’audio processato sono “immediati e significativi”, un vero e proprio “salto di livello” uditivo.
Il Suono ripulito

Una delle prime produzioni a fare uso di questa tecnologia è l’album Blue Super Love, della cantautrice indie-rock di Detroit, Ally Evenson. Album disponibile sulla piattaforma Qobuz.
Nella traccia “Something In The Water”, l’intervento di Endura da quella sensazione di ripulire il suono, come se tutto fosse più a fuoco. La traccia si apre in profondità e ampiezza, impedendo alle chitarre elettriche nel chorus di sovrastare il mix. Questo ci permette di differenziare senza sforzo la chitarra acustica dal resto degli strumenti. Le voci risultano più fluide e meno aggressive, e la sezione ritmica, specialmente il basso, acquista un impatto notevolmente più profondo e definito.
I benefici sono altrettanto netti in “Virtual Bottle”, dove la magia risiede nella naturalezza dei transienti. Le corde della chitarra acustica suonano più distinte e rotonde. Le voci secondarie guadagnano corpo e chiarezza armonica, mentre l’impatto ritmico è incisivo: il kick drum fornisce quel “thump” potente e definito che spesso manca nelle riproduzioni digitali standard.
In sintesi, la prova ci ha convinto, ma con riserva. Il miglioramento sul fronte della chiarezza e della separazione è risultato netto, ma la questione cruciale è legata alla qualità di partenza della registrazione originale. Il materiale sorgente, pur essendo un esempio rispettabile per il suo genere musicale, non rientrava certo tra gli standard audiophile e, di conseguenza, non rappresenta l’esempio ottimale per valutare il pieno potenziale di Endura. Sarebbe dunque estremamente interessante ascoltare questa tecnologia applicata su produzioni di riferimento (come quelle di etichette quali ECM, 2L o Chesky Records), la cui qualità di base è già elevata, per vedere dove Endura riesca a spingere ulteriormente l’asticella.
Focus: La prova d’ascolto convince senza riserve!

Immaginate di ascoltare una chitarra Martin 000-18 del 1943, suonata da Chris Wright, con una precisione tale da catturare persino il respiro del legno. Questa è l’esperienza offerta da una registrazione dimostrativa realizzata con la tecnologia FOQUS di MQA Labs, che ho avuto l’onore di valutare sul mio impianto. Questo test non necessita di un DAC particolare, poiché l’obiettivo è analizzare esclusivamente il processo di conversione da analogico a digitale utilizzato durante l’acquisizione dell’evento LIVE.
Le registrazioni sono state realizzate impiegando due microfoni Neumann KM184 e un preamplificatore Merging HAPI AD8DP. Quest’ultimo, attraverso l’uscita analogica (loop), inviava il segnale a una speciale scheda di valutazione del chip Sabre ES9823MPRO dotata di quattro canali di uscita: Un percorso a due canali utilizzava i tradizionali filtri di decimazione di ESS (lo standard) mentre l’altro impiegava la tecnologia FOQUS di MQA Labs.
Di conseguenza, sono state ottenute due tracce sincronizzate della stessa identica esecuzione, ma digitalizzate attraverso approcci di filtraggio differenti, consentendo un confronto immediato della loro resa acustica.
Mettendo a confronto la cattura tradizionale con quella della nuova architettura FOQUS, la differenza è notevole:
- Armoniche e Risonanze: Emergono con una chiarezza superiore, restituendo il carattere completo dello strumento.
- Corpo e Calore: Il basso e il medio-basso acquisiscono maggior corpo e calore rendendo le micro-dinamiche del tocco pienamente percepibili e palpabili.
- Dinamica e Definizione: Gli attacchi e i rilasci sono più veloci e netti, mentre il suono risulta più pulito e delineato.
In sintesi, la tecnologia FOQUS permette di percepire un livello di dettaglio e trasparenza acustica notevolmente superiore.
Conclusioni

Abbiamo iniziato questo viaggio con MQA Labs, ripercorrendo la sua storia e la sua visione. Questa seconda parte (per chi avesse perso la prima, ricordiamo che è disponibile a questo link) ci ha condotto nel cuore delle sue innovazioni, mettendo alla prova soluzioni come QRONO d2a, Endura e FOQUS.
Abbiamo chiarito un punto fondamentale: l’idea che l’upsampling e il filtraggio digitale possano essere semplicemente “disattivati” per un ascolto “puro” è un mito da sfatare. L’elaborazione interna del segnale è intrinseca all’architettura dei DAC chip moderni, (ovviamente con le dovute eccezioni sopra citate). La vera sfida, come ha dimostrato l’approccio di MQA Labs, non è evitare questi processi, ma ottimizzarli al meglio.
QRONO d2a si è rivelato un esempio lampante di questa filosofia. Attraverso la sua strategia di filtraggio multi-stadio, ha dimostrato di migliorare drasticamente la precisione temporale, eliminando la “sfocatura” e il “ringing” tipici dei filtri convenzionali. Il risultato è un suono più organico, dettagliato e con transienti più rapidi, che riduce l’affaticamento d’ascolto e valorizza l’intelligibilità degli strumenti. Le nostre prove sul Lumin P1 hanno confermato i miglioramenti promessi, ed una scena sonora più focalizzata al centro e stabile.
La tecnologia Endura, valutata tramite file dimostrativi e l’album “Blue Super Love”, ha mostrato un potenziale significativo nel “ripulire” il suono, migliorando la separazione degli strumenti, la fluidità delle voci e l’impatto ritmico. Sebbene la qualità del materiale sorgente non fosse quella di un riferimento audiophile, i benefici in termini di chiarezza e definizione sono stati netti, suggerendo un potenziale ancora maggiore con registrazioni di altissimo livello.
Infine, FOQUS ci ha convinto senza riserve. Le registrazioni dimostrative hanno rivelato una capacità straordinaria di catturare armonici, risonanze e micro-dinamiche con una precisione quasi tangibile, infondendo un maggior realismo agli attacchi, ai rilasci e al corpo stesso del suono.
In definitiva, le tecnologie di MQA Labs, con particolare attenzione a QRONO d2a, rappresentano un passo significativo verso una riproduzione audio che mira a integrare i vantaggi del digitale con la naturalezza e l’immersione tipiche dell’esperienza analogica. Per chi possiede uno dei (pochi) dispositivi attualmente in grado di supportare questa tecnologia, il consiglio è di utilizzarla con fiducia.
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