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Monitor Audio Studio: tanto fumo ma poco arrosto

Monitor Audio Studio

Nonostante l’alta ingegnerizzazione e una resa agile e molto dettagliata, i diffusori da supporto Monitor Audio Studio non ci hanno convinti del tutto e a questo prezzo si trova decisamente di meglio.

Il nome Studio ha una notevole importanza nella storia di Monitor Audio. Tornate indietro di un paio di decenni, prima delle attuali gamme Bronze, Silver, Gold e Platinum, e troverete la serie Studio in cima alla line-up del produttore britannico. Mentre questi nuovi diffusori da supporto condividono poco tecnicamente con i passati (e molto apprezzati) predecessori, hanno lo stesso obiettivo di fornire prestazioni leader della categoria.

Per riuscirci, i Monitor Audio Studio hanno preso in prestito molte delle idee ingegneristiche utilizzate nella gamma Platinum di fascia alta. Considerando che, con un prezzo di listino di 800 euro, gli Studio costano meno di un terzo degli stand entry level per i Platinum, si tratta di un risultato davvero notevole.

Costruzione e compatibilità

È il nuovo tipo di tweeter che inizialmente attira la nostra attenzione. Piuttosto che usare un design a cupola convenzionale, gli ingegneri di Monitor Audio hanno optato per un diaframma pieghettato che funziona più o meno allo stesso modo di una fisarmonica, ovvero schiacciando rapidamente le pieghe per produrre un suono. Monitor Audio sostiene che questa unità MPD (Micro Pleated Diaphragm) sia in grado di raggiungere una risposta in frequenza in gamma acuta fino a 60kHz (con un limite di -6dB).

Il vantaggio di una portata così elevata (la maggior parte dei tweeter a cupola fa fatica ad andare oltre i 25kHz) è che, a parità di condizioni, le armoniche più alte di uno strumento possono essere riprodotte in modo più accurato. Questo tweeter è abbinato a due unità mid-bass da 10 cm con tecnologia RDT (Rigid Diaphragm Technology) di seconda generazione. Si tratta più precisamente di versioni modificate dei driver midrange utilizzati nei diffusori top di gamma Platinum PL500 (18.000 euro la coppia).

I coni RDT utilizzano una costruzione a membrana sandwich di due pelli con uno strato di Nomex nel mezzo. La parte anteriore è realizzata in C-CAM (Magnesio in alluminio rivestito in ceramica, materiale preferito di Monitor Audio), mentre il retro è in fibra di carbonio intrecciata. Il risultato è una struttura notevolmente leggera, rigida e ben ammortizzata che si dice riduca la distorsione sopra i 300Hz di un sorprendente 8dB rispetto alle alternative convenzionali. Il punto di crossover per il tweeter è impostato su un tradizionale 2.7kHz.

Le due porte posteriori a slot, progettate per consentire all’aria di passare rapidamente e con il minimo rumore anche quando sotto sforzo, sono posizionate simmetricamente nella parte superiore e inferiore del cabinet per mantenere la pressione all’interno il più uniforme possibile. Tutti i driver sono montati su un deflettore rigido in alluminio pressofuso per garantire una solida piattaforma su cui operare e, proteggendo da dietro i driver mid/bass, non solo si mantiene il pannello frontale libero da viti antiestetiche, ma si ottiene anche un rinforzo extra per il cabinet, rendendolo ancora più rigido.

A soli 34 cm di altezza, i Monitor Audio Studio sono piuttosto compatti per il prezzo. Sono anche ben fatti, a parte un po’ di disordine sulla base attorno agli inserti filettati posizionati lì in modo che i diffusori possano essere fissati agli appositi supporti. Questi si chiamano semplicemente Studio Stand e utilizzano una piastra in acciaio tagliata al laser nella parte superiore, una colonna in alluminio estruso e una base in alluminio pressofuso. Non costano poco (350 euro a coppia), ma si abbinano benissimo ai diffusori sia visivamente, sia acusticamente. Tuttavia abbiamo ottenuto pressoché gli stessi risultati con i nostri fidati Custom Design FS104 e Kudos S100 e quindi questi supporti dedicati di Monitor Audio sono tutt’altro che essenziali.

Gli Studio sono progettati per un posizionamento abbastanza vicino a una parete posteriore. Monitor Audio suggerisce uno spazio compreso tra 20 e 45 cm tra diffusori e muro e ciò si rivela veritiero nella nostra saletta di ascolto. Dopo un po’ di tentativi abbiamo comunque optato per un posizionamento a circa 25 cm dalla parete posteriore e leggermente inclinati verso la posizione di ascolto. Questo posizionamento offre infatti il miglior equilibrio tra tonalità uniforme e messa in scena convincente.

Qualsiasi diffusore a questo livello richiede partner musicali di un certo tenore e, oltre al nostro set di riferimento composto dallo streamer Naim NDS/555 PS e dal pre/finale Gamut D3i/D200i, ci siamo concessi anche un setup più economico affidato al lettore Cyrus CD i e all’amplificatore integrato Rega Elex-R. Gli Studio sono abbastanza trasparenti da mostrare le notevoli differenze sonore tra i due sistemi, pur essendo un po’ “insensibili” rispetto agli standard attuali (parliamo infatti di soli 86dB/W/m) e avendo un’impedenza nominale dichiarata di 4 ohm piuttosto che i soliti 8 ohm.

Sospettiamo che ciò dipenda dalla volontà degli ingegneri di Monitor Audio di ottenere una quantità decente di bassi da diffusori così piccoli. In ogni caso la maggior parte degli amplificatori di un certo livello andrà bene per questo carico elettrico. Gli Studio possono suonare un po’ senza vita a bassi volumi e quindi è preferibile qualcosa con una certa spinta a livello di uscita.

Gli Studio impiegano un po’ di tempo per iniziare a mostrare la loro vera natura, tanto che gli esemplari in nostro possesso hanno necessitato di quasi 100 ore prima che fossimo davvero soddisfatti. Anche dopo questo rodaggio particolarmente lungo però non siamo ancora del tutto convinti di quanto offerto dagli Studio. Ed è francamente una sorpresa (in negativo), considerando sia l’invidiabile blasone di Monitor Audio, sia la qualità e il livello dell’ingegneria e della tecnologia alla base della loro progettazione.

Qualità audio

Prima però gli aspetti positivi. Questi diffusori, per certi aspetti, hanno abbastanza talento da preoccupare i primi della classe in questa fascia di prezzo. Sono infatti incredibilmente agili ed è una qualità che viene alla ribalta indipendentemente dal fatto che ascolti Miles Smiles di Miles Davis o Born To Run di Bruce Springsteen. Le note si fermano e iniziano in un istante, senza un minimo accenno di incertezza, e ciò indipendentemente dal range di frequenza su cui ci si concentra in fase di ascolto.

Gli Studio suonano inoltre in modo incredibilmente brillante. I livelli di distorsione sono bassi e c’è davvero poco da lamentarsi quando si parla di uniformità o integrazione. Monitor Audio ha poi fatto un ottimo lavoro nel far sembrare che il suono di tre drive separati provenga da una sola unità. Questa struttura altamente ingegnerizzata produce anche una simile quantità di dettagli fini da poter competere ad armi pari con i migliori diffusori in questa fascia di prezzo.

Solo a volumi elevati quando si suona qualcosa di impegnativo (come Limit To Your Love di James Blake) le due porte posteriori diventano un po’ rumorose, sebbene i driver mid/bass riescano a far fronte alla complessità del brano in modo eccellente. Non aspettatevi bassi davvero profondi (dopotutto nessun diffusore di questo tipo riuscirà mai a gestirli al meglio), ma quando si tratta di estendersi in fascia bassa i Monitor Audio Studio fanno molto bene se pensiamo alle loro dimensioni così compatte.

Eppure, nonostante tutti questi aspetti positivi, siamo rimasti un po’ delusi dalla resa complessiva. Pur se chiara ed estremamente limpida, la presentazione manca di solidità e di spinta dinamica. I Monitor Audio Studio sembrano infatti più piccoli di quanto in realtà sono, peccando sia in ampiezza, sia in autorità sonora per convincere veramente.

Le voci mancano di corpo, calore naturale e peso. Il risultato è una presentazione che, nonostante tutti i suoi dettagli, appare sterile. Non è quello che vogliamo dalla nostra musica. Le loro dimensioni significano che la portata in fascia bassa sarà sempre limitata, ma anche mettendo da parte concorrenti di prezzo più elevato come i Revel Concerta2 M16 e i KEF LS50 i Monitor Audio Studio faticano a superare l’espressività e il calore di diffusori simili nelle dimensioni ma molto più economici come i Dali Spektor 2 (270 euro) o i Q Acoustics 3020i (circa 300 euro), anche se rispetto a questi gli Studio offrono decisamente di più in termini di intuizione e chiarezza.

Verdetto

Sulla carta i Monitor Audio Studio sembrano dei veri leader tra i diffusori da supporto nella fascia di prezzo sotto i 1000 euro. Il loro contenuto ingegneristico, l’aspetto elegante e il patrimonio del produttore britannico sono difficili da migliorare, ma qualcosa non è andato per il vero giusto. La qualità del suono eccelle in alcuni versanti, ma presa nel suo complesso non ci ha entusiasmati per mancanza di autorità, ampiezza e spinta dinamica.

© 2018, MBEditore Srl. Riproduzione riservata.

  • Verdetto
3

Riassunto

Nonostante l’alta ingegnerizzazione e una resa agile e molto dettagliata, i diffusori da supporto Monitor Audio Studio non ci hanno convinti del tutto e a questo prezzo si trova decisamente di meglio.

Pro
Estetica intrigante
Trovate tecnologiche molto interessanti
Dettaglio e agilità eccellenti

Contro
Non particolarmente musicali
Peccano in solidità, calore ed espressione dinamica

Scheda tecnica
Design: 2 vie
Impedenza nominale: 4 Ohm
Risposta in frequenza: 48 Hz – 60 kHz
Sensibilità: 86 db
Frequenza di crossover: 2.7 kHz
Potenza consigliata: 40-100W
Dimensioni: 340 mm x 156.2 mm x 360.9 mm
Prezzo: 800 euro
Sito del produttore: www.monitoraudio.com
Sito del distributore italiano: www.mpielectronic.com

© 2020, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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