Ovvero una via di fuga dallo stress quotidiano, un incoraggiante viatico nel quale rifugiarsi stando alla larga da tutto ciò che, inopportunamente, stimola i nostri sensi compromettendo la nostra serenità.
Dai tempi della pandemia – periodo dal quale ne saremmo usciti migliorati come sosteneva più d’uno – si è notato un vero e proprio sconvolgimento delle abitudini di vita, qualcosa che ha fatto emergere uno spiccato egoismo anche in soggetti apparentemente privi di questo pessimo lato caratteriale.
Non è quindi una novità che lo stress sia diventato uno scomodo compagno col quale confrontarsi fin troppo spesso, anche in situazioni apparentemente prive di stimoli che lo facciano emergere.

La passione per la musica è però un’ottima medicina che può, se non proprio farci guarire del tutto almeno alleviare la nostra pena, quella sorta di neo mal du siecle che in barba alle previsioni che volevano che il progresso ci avrebbe reso sempre più felici, continua imperterrito a disturbarci.
Al pari di qualsiasi altra forma di arte, le emozioni che possiamo provare e soprattutto lo scarico emotivo derivato da una soave melodia che risuona nelle nostre orecchie – evitando quindi in partenza presunte e disturbanti forme di arte musicale – sono concretamente in grado di assorbire ed in parte dissolvere la tensione che ci portiamo dentro.
A tale fine, non certo in maniera casuale, abbiamo selezionato due opere il cui fine – in qualche caso dichiarato – è certamente quello di favorire il relax mentale conducendo il nostro corpo verso uno stato di rilassamento, vediamole in dettaglio.
JOHANN SEBASTIAN BACH: Variazioni Goldberg
La storia di questa bellissima composizione è al contempo affascinante e misteriosa, stante il fatto che gli storici non sono esattamente d’accordo circa la sua nascita, ritenuta per lo meno atipica per tempi e circostanze.

Chiunque conosce J. S. Bach, uno dei maggiori virtuosi di quel genere musicale definito classico, inviso a molti (pertanto logicamente evitato) a causa della notevole complessità ovvero attitudine all’ascolto che talvolta richiede la sua musica.
Talvolta appunto, non sempre quindi, motivo per il quale non vi è ragione alcuna di evitare lavori assolutamente fruibili in virtù del loro essere cantabili senza troppo impegno; attenzione che ciò non allude affatto ad una mediocrità di fondo dell’opera, ragione per cui qualcuno potrebbe ritenerla facilmente eseguibile da chiunque.
Proprio questo lavoro infatti, che parrebbe nato al fine di alleviare le notti insonni del conte Von Keyserling – eseguito, appunto da Johann Gottlieb Goldberg suo pupillo ed allievo dell’immenso Bach – presenta elevata difficoltà esecutiva unita ad aspetti tecnici di grande rilievo, che a causa della struttura di cui si compone – un complesso ed articolato schema matematico simmetricamente organizzato – richiede una non comune perizia esecutiva.

Originariamente concepita per clavicembalo – strumento particolare con riferimento alle specifiche caratteristiche tecnico-esecutive – costituì una vera a propria rivoluzione sperimentale circa gli strumenti a tastiera, ambito frequentemente esplorato dal grande compositore tedesco.
Ad oggi se ne contano numerose interpretazioni quasi tutte eseguite al pianoforte o al clavicembalo, ma non mancano esecuzioni al violino – altro strumento la cui espressività è sovente molto simile alla voce umana – selezionato anche e soprattutto per le sue caratteristiche di adattabilità verso determinati generi e/o esecuzioni.

L’edizione raffigurata da noi scelta fa uso proprio di questo strumento e sebbene non sia recentissima, resta comunque una tra le migliori disponibili; sentitevi in ogni caso liberi di individuare quella che ritenete più confacente ai vostri gusti, soprattutto chiedete consiglio se non siete esperti del genere, eviterete se non proprio di prendere fregature – difficilmente le etichette discografiche investirebbero in opere di scarso valore tecnico o esecutivo, soprattutto se di stampo classico – di acquistare un’edizione che magari non sia tra le migliori dal punto di vista dell’esecuzione.
In questo caso fidatevi: qualità artistica e tecnica, anche complice l’eccellente presa di suono NONESUCH RECORDS, viaggiano di pari passo e non vi deluderanno.
MUTHSPIEL, JOHNSON, BLADE: Air, Love & Vitamins
Passiamo al jazz, laddove un fenomenale trio di virtuosi con questo disco ci regala intensi momenti di puro piacere acustico magistralmente eseguiti in punta di dita, affermazione azzeccata visto che anche il batterista utilizza spesso le mani per percuotere il set di tamburi.

Wolfgang Muthspiel è un musicista austriaco non conosciuto come meriterebbe purtroppo, vero virtuoso della chitarra il cui suono morbido e suadente è in concreto un ottimo esempio di relax sonoro.
Accompagnato da Brian Blade alla batteria e da Marc Johnson al contrabbasso – due veri colossi, laddove entrambi vantano illustri collaborazioni con affermatissimi musicisti di area jazz – il lavoro in questione, completamente acustico, permette di immergersi in una delicata atmosfera fatta di suoni rarefatti letteralmente sospesi in aria, delicati e certamente in grado di alleviare la tensione che ci portiamo dentro.
Anche in questo caso – e non potrebbe essere diversamente data la nostra propensione per l’Alta Fedeltà – qualità artistica e tecnica sono su elevati livelli, non per caso chiaramente, considerato l’alto profilo delle produzioni dell’austriaca QUINTON RECORDS.
Relativamente al presente lavoro però, nel caso avessimo sollecitato il vostro interesse, dovrete impegnarvi un po’ per reperirlo ma vi assicuriamo che ne vale davvero la pena.
D’altronde la vita dell’appassionato di audio di qualità richiede anche questo, un piccolo impegno nel reperire opere di qualità degne di trovare spazio nella propria selezionata discoteca.
Come al solito, ottimi ascolti!!!
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