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I prossimi TV Panasonic si affideranno all’intelligenza artificiale?

I prossimi TV Panasonic si affideranno all’intelligenza artificiale?

Panasonic ha depositato presso l’EUIPO quello che sembra essere il processore video per i TV del 2019. Parola d’ordine? Intelligenza artificiale.

In attesa di IFA 2019, quando Panasonic annuncerà i suoi nuovi TV attesi nel corso del prossimo anno, possiamo già avere un primo piccolo ma importante indizio su cosa ci aspetta. L’occasione è fornita dal deposito presso l’Ufficio Brevetti europeo (EUIPO), nella sezione che comprende televisori, lettori multimediali e altri dispositivi elettronici di consumo, del nuovo processore video HCX PRO Intelligent Processor, che quasi sicuramente rappresenterà il cuore tecnologico dei prossimi TV top di gamma (ma non solo) del produttore nipponico.

Ricordiamo che il termine HCX sta per Hollywood Cinema eXperience e che questa sigla è già stata utilizzata per i precedenti processori di Panasonic dedicati all’elaborazione video per TV e lettori Ultra HD Blu-ray, come ad esempio il top di gamma UB9000.

I prossimi TV Panasonic si affideranno all’intelligenza artificiale?
Panasonic FZ950

Pur non essendoci ancora dettagli sulle caratteristiche di questo processore, la presenza dell’aggettivo Intelligent nel nome lascia presupporre che anche Panasonic, dopo Samsung con il suo AI Quantum Processor 8K e LG con il ThingQ AI per i suoi processori Alpha, si sia rivolta a machine learning, intelligenza artificiale e reti neurali per migliorare la qualità video dei suoi prodotti (almeno quelli di punta).

Se già il processore di Samsung a bordo del TV 8K Q900R ha fatto vedere cose notevole in fase di upscaling, in generale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per “ricostruire” al meglio un’immagine sembra promettere molto bene.

I prossimi TV Panasonic si affideranno all’intelligenza artificiale?

Indipendentemente dal modo in cui un processore di immagini interpreta i segnali video e li inoltra al TV, ci sarà infatti sempre un degrado della qualità dovuto al materiale di origine o alla codifica e gli algoritmi di immagine basati sull’intelligenza artificiale possono proprio recuperare i dettagli persi, confrontando ad esempio il materiale riprodotto con versioni ad alta risoluzione in database presenti su appositi server.

Basandosi poi su algoritmi di machine learning, questi processori tendono poi a imparare e migliorare con il tempo e possiamo quindi immaginare che, nell’immediato futuro, ciò che già oggi ci sembra ottimo (è sempre il caso del processore 8K di Samsung) lo sarà ancora di più tra qualche mese.

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