Disponibile dal mese prossimo, il TCL Q95K è un sistema soundbar di fascia premium a 11.1.4 canali con 22 driver, 1.420 watt di potenza dichiarata, Dolby Atmos e ottimizzazione audio targata Bang & Olufsen
Presentata in questi giorni a IFA 2026, la TCL Q95K è un sistema Dolby Atmos a 11.1.4 canali composto da soundbar principale, subwoofer wireless e due diffusori surround posteriori wireless, per un totale di 22 driver, 16 canali fisici e una potenza massima dichiarata di 1.420 watt.
Numeri importanti che pongono questo modello del colosso cinese in diretta concorrenza con i sistemi top di gamma di Samsung, LG, JBL, Bose e Sony, sebbene il prezzo italiano non sia stato ancora svelato. Considerandop il prezzo cinese di 7900 yuan, immaginiamo però una cifra compresa tra i 1000 e i 1500 euro, ma per saperlo con esattezza dovremo attendere ancora un po’ (la disponibilità in Italia è prevista per ottobre).
La soundbar principale gestisce sette canali orizzontali, due canali frontali dedicati all’altezza e una sezione per le basse frequenze, mentre i due diffusori posteriori aggiungono surround convenzionale, surround laterale posteriore e canali height posteriori.
Il risultato è una configurazione che può realmente posizionare parte degli effetti dietro e sopra l’ascoltatore, un vantaggio evidente rispetto alle soundbar che cercano invece di ricreare un sistema Atmos completo partendo da un singolo cabinet posizionato sotto al televisore.
TCL utilizza inoltre una configurazione frontale a tre vie e camere acustiche separate con l’obiettivo di ridurre le interferenze tra le diverse sezioni dello spettro. In alcune parti del sistema trovano posto diaframmi in alluminio e magneti al neodimio, componenti che suggeriscono una maggiore attenzione alla progettazione rispetto alle soluzioni più economiche del brand.
Anche il subwoofer merita attenzione. TCL ha scelto una configurazione con due woofer contrapposti da 7 pollici disposti secondo un’architettura push-push. La risposta in frequenza dichiarata è compresa tra 30 Hz e 20 kHz, mentre per la potenza di 1.420 watt va precisato che si tratta di un valore di picco e non di potenza continua RMS.
Uno degli elementi più interessanti della Q95K è la collaborazione con Bang & Olufsen. TCL sostiene che il brand danese non sia intervenuto semplicemente nella fase conclusiva per applicare una firma sonora al prodotto, ma abbia partecipato alla configurazione hardware, allo sviluppo acustico e alla messa a punto finale.
La soundbar integra inoltre Beosonic, l’interfaccia di Bang & Olufsen che permette di modificare la resa tonale attraverso un sistema di controllo più intuitivo rispetto ai tradizionali equalizzatori. Tutte le regolazioni sono accessibili attraverso l’app TCL Home, che consente anche di gestire sorgenti, calibrazione ambientale e livelli dei singoli canali.
La dotazione di connessioni conferma inoltre che TCL non ha pensato alla Q95K esclusivamente per l’home cinema. Sono presenti tre connessioni HDMI 2.1, composte da una HDMI eARC e due ingressi HDMI, con passthrough video fino a 4K a 144 Hz e supporto per VRR e ALLM.
Non mancano ingresso ottico, USB-A, Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.2, mentre sul fronte streaming sono supportati AirPlay 2, Google Cast e Spotify Connect. La porta USB permette inoltre la riproduzione di file MP3, WMA, WAV e FLAC da unità formattate FAT16, FAT32 o exFAT fino a 128 GB.
Un altro aspetto su cui TCL sembra aver lavorato in modo evidente è la personalizzazione. La Q95K utilizza infatti il sistema AI Sonic-Adaptation, che sfrutta il microfono dello smartphone per misurare distanza dei diffusori, livello di emissione e risposta in frequenza nella posizione d’ascolto. L’applicazione può quindi ottimizzare il comportamento del sistema in base alla stanza e permette di memorizzare fino a tre diverse posizioni calibrate.
Ancora più interessante è la possibilità di intervenire manualmente su numerosi canali, compresi front height, wide, side, centrale, rear height, rear side, rear e subwoofer. Si tratta di un miglioramento importante rispetto ad alcuni precedenti sistemi TCL, che offrivano possibilità più limitate nella regolazione fine dell’equilibrio tra i canali.
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