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Dynaudio Symphony Opus One: la soundbar danese da 13.000 euro che vuole sostituire un intero impianto home theater

Dynaudio Symphony Opus One

Dynaudio Symphony Opus One debutta ufficialmente in Europa con 24 driver, 1.500 watt, audio spaziale proprietario e design di lusso. Tutti i dettagli sulla soundbar hi-end che punta a ridefinire il concetto di sistema all-in-one

Dynaudio Symphony Opus One: 13.000 euro

Dopo la prima apparizione al CES 2025 come concept particolarmente ambizioso, la soundbar hi-end Dynaudio Symphony Opus One è diventata un prodotto reale nelle scorse settimane durante l’HIGH END Vienna 2026 e successivamente nel nuovo showroom Dynaudio di Copenaghen, dove il brand danese ha ufficializzato alcune specifiche, prezzo e primi dettagli commerciali.

Le dimensioni della Symphony Opus One spiegano immediatamente quanto questo progetto sia distante dal concetto tradizionale di soundbar. Con una lunghezza di 186 centimetri e un peso che sfiora i 45 Kg, siamo infatti di fronte a un componente enorme e progettato espressamente per televisori da 83 e 85 pollici. Dynaudio tra l’altro non cerca di nascondere l’ingombro, ma al contrario lo trasforma in un elemento architettonico e scenografico.

La struttura utilizza un telaio in lega d’alluminio lavorato con estrema precisione, accompagnato da 72 lamelle motorizzate in legno Karimoku che modificano la diffusione sonora in funzione del contenuto riprodotto. Una soluzione che ricorda alcuni prodotti Bang & Olufsen di fascia altissima, ma che qui assume una funzione molto più tecnica rispetto al semplice impatto estetico. Durante la riproduzione di musica stereo, il sistema modifica infatti la dispersione per privilegiare coerenza timbrica e focalizzazione della scena sonora, mentre con tracce Dolby Atmos le superfici motorizzate cambiano configurazione per ampliare la spazialità e aumentare il coinvolgimento ambientale.


Dynaudio ha integrato in questa soundbar sei tweeter a cupola morbida, 14 driver mid/bass e quattro subwoofer force-cancelling a doppio diaframma per un totale di 24 trasduttori separati. Il tutto viene pilotato da 1.500 watt di amplificazione digitale e gestito tramite un’elaborazione proprietaria dedicata all’audio spaziale.

La scelta dei subwoofer force-cancelling è particolarmente interessante perché consente di ridurre drasticamente vibrazioni e risonanze del cabinet, un aspetto fondamentale in un sistema monoblocco di queste dimensioni. In pratica, Dynaudio tenta di ottenere pressione sonora e profondità in gamma bassa senza compromettere precisione e controllo, due elementi che spesso diventano problematici nelle soundbar tradizionali quando il volume sale.

Le prime impressioni di ascolto emerse durante le dimostrazioni pubbliche parlano di una resa sorprendentemente ampia e tridimensionale. Chi ha avuto modo di ascoltarla dal vivo, descrive una scena sonora molto stabile, capace di mantenere coerenza anche fuori asse e senza l’ausilio di diffusori posteriori dedicati, sfruttando le sue ingenti dimensioni fisiche, l’elevato numero di trasduttori e i DSP avanzati.

Considerando anche il prezzo di 13.000 euro, il brand danese si sta insomma muovendo in una categoria distante anni luce dalle soundbar top di gamma di Sonos, Samsung o Bose e molto più vicina a rivali come Canvas HiFi, Bang & Olufsen e Steinway Lyngdorf, brand che puntano a un pubblico disposto a investire cifre estremamente elevate per ottenere integrazione estetica e prestazioni audio di alto livello nello stesso prodotto.

Tra l’altro, i 13.000 euro di partenza possono aumentare sensibilmente considerando supporti dedicati, staffe e accessori opzionali. Alcune configurazioni complete potrebbero arrivare molto vicino a quei 18-20.000 euro ipotizzati inizialmente durante la fase concept. A queste cifre diventa inevitabile analizzare con attenzione anche ciò che ancora manca.

Dynaudio, infatti, non ha ancora pubblicato diversi dettagli importanti relativi alla connettività AV. Restano ad esempio sconosciute le specifiche definitive delle porte HDMI, la piattaforma streaming integrata, i codec audio supportati e persino, la risposta in frequenza e le caratteristiche wireless precise. Per un sistema che ambisce a occupare il vertice assoluto del mercato, questa assenza di informazioni tecniche è piuttosto insolita.

Anche il sistema di calibrazione ambientale, almeno per ora, appare meno sofisticato rispetto alle migliori soluzioni presenti nell’home theater high-end. La Symphony Opus One utilizza infatti un microfono integrato nel telecomando per identificare il posizionamento della soundbar(parete, mobile o spazio aperto), ottimizzando di conseguenza la risposta sonora. È certamente utile, ma non equivale a una piattaforma avanzata di correzione ambientale completa con misurazioni multi-punto.

Dynaudio ha inoltre confermato l’intenzione di introdurre in futuro subwoofer wireless e speaker surround compatibili con l’ecosistema Opus One, nonostante si tratti di una promessa ancora tutta da concretizzare. Al netto delle informazioni ancora mancanti, la Symphony Opus One appare già ora come uno dei progetti più ambiziosi mai visti nel segmento soundbar. Dynaudio sta cercando di ridefinire completamente la categoria con una proposta estrema, molto costosa e inevitabilmente destinata a una nicchia ristretta, ma che rappresenta anche uno dei tentativi più credibili di unire audiofilia, design industriale e home cinema evoluto in un singolo oggetto.

I prodotti Dynaudio sono distribuiti in Italia da HiFight.

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