Qobuz cresce del 48% in un anno e supera nettamente la media del mercato dello streaming musicale. Audio Hi-Res, remunerazione degli artisti e selezione editoriale guidano il successo della piattaforma francese
La piattaforma di streaming Qobuz continua a rappresentare uno dei casi più interessanti per il settore audio di qualità, dimostrando come una strategia focalizzata sull’esperienza d’ascolto e sulla valorizzazione della musica possa tradursi anche in risultati economici concreti.
Gli ultimi dati diffusi dall’azienda francese raccontano infatti una crescita particolarmente significativa. Nell’ultimo anno, il servizio ha registrato un incremento del fatturato pari al 45,7%, che assume un valore ancora maggiore se confrontato con l’andamento generale del comparto. Nello stesso periodo, infatti, il mercato globale dello streaming audio a pagamento è cresciuto dell’8,8%, evidenziando come la piattaforma francese stia avanzando a un ritmo superiore di oltre cinque volte rispetto alla media del settore.
Si tratta di un segnale importante in un’industria dove le dinamiche sembrano ormai consolidate attorno a pochi grandi operatori. Per anni il messaggio dominante è stato che soltanto le piattaforme capaci di raggiungere centinaia di milioni di utenti avrebbero potuto prosperare. Qobuz sta cercando di dimostrare il contrario, costruendo un modello basato sulla specializzazione e sulla qualità piuttosto che sulla massificazione dell’offerta.
La crescita registrata non arriva per caso. Negli ultimi dodici mesi, l’azienda ha infatti investito in modo significativo nello sviluppo del proprio ecosistema, ampliando la compatibilità della funzione Qobuz Connect con numerose piattaforme hardware molto diffuse nel settore hi-fi. L’integrazione con sistemi multiroom e dispositivi di produttori come HEOS, BluOS, ARCAM e Cambridge Audio ha contribuito a rafforzare la presenza del servizio all’interno degli impianti domestici di fascia medio-alta, un segmento particolarmente sensibile alla qualità audio.
Parallelamente, la società ha continuato a investire nella scoperta musicale attraverso collaborazioni con etichette, media specializzati e manifestazioni culturali. Una scelta che punta a proporre la musica come esperienza editoriale e culturale, anziché affidarsi esclusivamente agli algoritmi di raccomandazione che caratterizzano gran parte delle piattaforme concorrenti.
I risultati economici confermano l’efficacia di questo approccio. Oggi circa l’80% del fatturato di Qobuz viene generato al di fuori della Francia, il Paese dove il servizio è nato e si è sviluppato inizialmente. Gli Stati Uniti rappresentano attualmente il mercato più importante, mentre il Regno Unito sta assumendo un ruolo sempre più strategico grazie a una crescita annua del 37,6% e a un contributo che ormai vale circa il 10% dei ricavi globali. Nel complesso, la piattaforma è disponibile in 26 Paesi (Italia compresa).
Anche i dati relativi alla base utenti aiutano a comprendere la traiettoria dell’azienda. Qobuz dichiara circa 1,2 milioni di utenti attivi ogni mese e quasi 100.000 iscritti alla propria community dedicata. Numeri ancora molto distanti dai giganti dello streaming come Spotify e Amazon Music, ma che assumono un significato diverso se analizzati attraverso un indicatore particolarmente rilevante come il ricavo medio per utente.
Secondo i dati comunicati dalla società, ogni abbonato genera mediamente 135,90 dollari all’anno, contro una media di mercato pari a 20,74 dollari. Una differenza enorme che riflette la natura stessa del modello di business. Qobuz non offre un piano gratuito supportato dalla pubblicità e concentra la propria attività esclusivamente sugli utenti disposti a pagare per un servizio premium. Il risultato è una redditività per cliente nettamente superiore rispetto a quella osservata nella maggior parte delle piattaforme concorrenti.
La proposta di valore rimane fortemente ancorata agli elementi che hanno reso celebre il brand presso gli appassionati di alta fedeltà. Streaming in qualità CD e Hi-Res, possibilità di acquistare musica in formato digitale ad alta risoluzione, supporto a standard come DXD e DSD, libretti digitali, approfondimenti editoriali realizzati da specialisti del settore e assenza di pubblicità all’interno della piattaforma rappresentano ancora oggi i principali pilastri dell’offerta.
Un elemento che contribuisce a differenziare ulteriormente Qobuz riguarda il rapporto con il mondo degli artisti e dei detentori dei diritti. Nel 2025, l’azienda ha pubblicato dati verificati in modo indipendente che indicano una remunerazione media di 0,01873 dollari per stream, equivalenti a 18,73 dollari ogni mille riproduzioni. Pur considerando che tali somme vengono distribuite attraverso la filiera composta da etichette, editori, distributori e organismi di gestione dei diritti, il valore risulta comunque tra i più elevati dell’industria dello streaming musicale.
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