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Con Spine Music lo streaming diventa una collezione di CD grazie a un display da 28 pollici

spin music

Spine Music trasforma Apple Music, Tidal e Spotify in una libreria virtuale di CD grazie a un display touch da 28 pollici. L’impatto visivo c’è tutto, ma prezzo e versatilità non convincono

Con un display touchscreen da 28 pollici e un design che ricorda una mensola piena di CD, Spine Music vuole restituire alla musica in streaming quella componente visiva e quasi rituale che abbiamo progressivamente perso con l’arrivo di Spotify, Apple Music e Tidal. Il progetto arriva dalla startup londinese Spine e ha debuttato su Kickstarter il 27 ottobre, proponendo un dispositivo piuttosto insolito che potrebbe trovare posto soprattutto negli impianti hi-fi degli appassionati più nostalgici.

L’idea nasce dalla constatazione che oggi possiamo accedere istantaneamente a decine di milioni di brani, ma la nostra collezione musicale è diventata sostanzialmente invisibile. Gli album che acquistavamo su CD o vinile occupavano uno spazio fisico, avevano copertine riconoscibili e potevano essere sfogliati e mostrati agli amici. Con lo streaming tutto questo è finito dentro uno smartphone, uno streamer o un PC tra playlist, algoritmi e suggerimenti automatici.

Spine prova a recuperare proprio quella dimensione fisica senza rinunciare alla comodità dello streaming. Sullo schermo panoramico di Spine Misic vengono visualizzati i dorsi degli album salvati nella propria libreria digitale, disposti come se fossero CD allineati su uno scaffale. Basta scorrere un dito per esplorare la collezione e toccare un titolo per visualizzare la copertina intera.


Spine Music utilizza un pannello touchscreen con risoluzione di 1920×360 pixel caratterizzato da un rapporto d’aspetto estremamente allungato, che permette di riprodurre efficacemente l’aspetto di una fila di album, mantenendo dimensioni compatibili con l’installazione a parete. Lo chassis è realizzato in alluminio spazzolato con finitura grigio canna di fucile, mentre il vetro frontale presenta un trattamento opaco progettato per ridurre riflessi e abbagliamenti.

Le dimensioni sono di circa 76×19×8 centimetri, con un peso nell’ordine dei 7 chilogrammi. Spine Music può essere montato a parete oppure collocato su un mobile hi-fi, una credenza o una mensola ed è sufficiente un unico cavo di alimentazione, senza quindi particolari esigenze di cablaggio. Dietro al progetto troviamo Ricardo Amorim, fondatore di Spine con circa vent’anni di esperienza nello sviluppo di prodotti digitali.

Apple Music, Tidal e Spotify: come funziona Spine?

Il funzionamento ruota attorno all’app Spine Music per iOS e Android, attraverso la quale è possibile collegare il proprio account streaming, scegliere gli album da visualizzare e organizzarli per artista, decennio oppure secondo un ordine completamente personalizzato. Apple Music offre attualmente l’integrazione più completa. La libreria viene infatti sincronizzata automaticamente e, selezionando un album sul display, la riproduzione parte direttamente sullo smartphone collegato e sull’impianto audio già configurato.

Anche Tidal permette la sincronizzazione automatica, ma richiede una conferma sul telefono prima di avviare l’ascolto. Più macchinosa la situazione con Spotify, che necessita dell’importazione della libreria tramite TuneMyMusic (ogni volta che si aggiungono nuovi album, l’operazione deve essere ripetuta manualmente). Bisogna però chiarire che Spine Music non è uno streamer musicale e non contiene alcun DAC, amplificatore o uscita audio. Si tratta esclusivamente di un’interfaccia fisica per esplorare la propria collezione e comandare la riproduzione attraverso lo smartphone.

Un’idea affascinante, ma con qualche limite importante

La proposta ha indubbiamente un certo fascino, soprattutto per chi continua a considerare l’album un’opera da ascoltare dall’inizio alla fine anziché una semplice raccolta di brani da inserire in una playlist. Resta però il problema della compatibilità. Al lancio, Spine Music non supporterà Qobuz, Deezer, Amazon Music e YouTube Music, ma mancherà anche l’integrazione con Roon, Plex e le librerie musicali locali archiviate su NAS.

Sono assenze che potrebbero pesare proprio tra gli appassionati hi-fi che gestiscono raccolte personali di file FLAC e DSD o utilizzano piattaforme avanzate come Roon. Il produttore sta valutando future integrazioni, ma al momento non esistono garanzie sul loro arrivo. C’è poi una considerazione economica non banale. Spine viene proposto su Kickstarter a 849 sterline (1020 euro), mentre il prezzo di listino previsto è di 949 sterline (1135 euro). Una cifra importante per un dispositivo che di fatto, pur avendo anche una valenza come oggetto di arredamento, non riproduce direttamente alcun segnale audio.

La campagna di crowdfunding, che si concluderà il 24 novembre, ha già superato ampiamente l’obiettivo iniziale di 10.000 sterline (al momento di scrivere, si viaggia attorno alle 150.000 sterline). Le prime consegne sono previste per giugno 2027, inizialmente soltanto nel Regno Unito, mentre per l’Europa e gli Stati Uniti Spine punta ad aprire gli ordini diretti nei prossimi mesi. Nel frattempo, gli interessati possono iscriversi alla lista d’attesa sul sito ufficiale, tenendo però presente che, trattandosi di un progetto finanziato tramite crowdfunding, tempi e caratteristiche del prodotto definitivo potrebbero ancora cambiare.

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