LG Display prepara pannelli OLED fino a 111 pollici per sfidare i maxi TV LCD di TCL e Hisense. Un investimento, in partnership con la cinese Guangkai Holdings, che potrebbe cambiare il mercato
LG Display, il principale produttore globale di pannelli OLED per TV, sembra finalmente intenzionata a contrastare lo strapotere dei televisori LCD di grandissime dimensioni, un segmento nel quale l’OLED, pur mantenendo importanti vantaggi qualitativi, fatica da anni a imporsi soprattutto per ragioni economiche. La risposta del produttore coreano potrebbe arrivare da una nuova linea produttiva dedicata a moduli OLED fino a 111 pollici, una diagonale finora rimasta sostanzialmente fuori dalla portata dei tradizionali televisori OLED consumer.
Secondo quanto riportato da diverse testate cinesi e confermato dalla società di analisi TrendForce, LG Display e Guangzhou Development Zone Holding Group (Guangkai Holdings) hanno deciso di investire congiuntamente un miliardo di yuan, equivalenti a circa 120 milioni di euro, per ampliare e aggiornare le capacità produttive dell’impianto OLED di Guangzhou, in Cina. L’operazione riguarda la joint venture Lejin OLED, controllata per il 70% da LG Display e per il restante 30% dal partner cinese, e prevede la realizzazione di nuove linee destinate a moduli da 77, 83, 97 e soprattutto 111 pollici.
Fino a pochi anni fa, acquistare un televisore da 100 pollici significava affrontare una spesa riservata a pochissimi appassionati. Oggi, grazie soprattutto all’aggressività commerciale e alla capacità produttiva dei costruttori cinesi, un LCD da 98 o 100 pollici può invece costare meno di 2.000 euro. TCL e Hisense hanno svolto un ruolo determinante in questa trasformazione, portando sul mercato televisori con diagonali sempre più generose e tecnologie di retroilluminazione progressivamente sofisticate. L’arrivo dei Mini LED e, più recentemente, dei sistemi RGB Mini LED ha ulteriormente rafforzato la competitività degli LCD, migliorandone luminosità, gestione del contrasto e riproduzione cromatica.
Secondo i dati Omdia diffusi da Hisense, il produttore cinese ha raggiunto nel primo semestre del 2026 una quota del 55,1% nelle spedizioni mondiali di televisori da almeno 100 pollici. Un risultato che testimonia quanto questo segmento sia diventato strategico e quanto sia difficile, per i produttori OLED, recuperare terreno, considerando che al momento la diagonale più grande di un TV OLED si ferma a 97 pollici. Nel caso del LG G6 con queste dimensioni, parliamo però di un TV da quasi 20.000 euro, cifra improponibile per un pubblico ampio. Va meglio con i modelli da 83 pollici (un LG C6 si trova online a partire da 3500 euro), ma le dimensioni di certi giganti LCD da oltre 100 pollici rimangono lontanissime.
Ma perché produrre OLED così grandi costa ancora troppo rispetto agli LCD? La differenza dipende soprattutto dalle economie di scala e dalle caratteristiche dei processi produttivi. I principali produttori di LCD, tra cui BOE e TCL CSOT, possono sfruttare enormi stabilimenti di decima generazione e successive evoluzioni, progettati per ricavare più pannelli di grandi dimensioni da un singolo substrato di vetro. L’OLED destinato ai televisori, invece, deve confrontarsi con costi industriali più elevati, investimenti considerevoli e maggiori difficoltà nel mantenere rese produttive soddisfacenti all’aumentare della superficie.
Un pannello OLED da 97 pollici presenta una superficie circa il 36% superiore a quella di un modello da 83 pollici, mentre passando da 97 a 111 pollici l’incremento è di un ulteriore 31%. Sono differenze tutt’altro che trascurabili quando bisogna garantire uniformità, affidabilità e una percentuale accettabile di pannelli privi di difetti. A queste difficoltà si aggiunge il problema della domanda. Un OLED da 20.000 euro viene inevitabilmente prodotto in quantità relativamente limitate, rendendo più complicato ammortizzare gli investimenti e ottenere le economie di scala necessarie per abbassarne sensibilmente il prezzo. Si crea così un circolo vizioso, per il quale i pannelli costano molto perché vengono prodotti in pochi esemplari e le vendite rimangono contenute proprio a causa dei prezzi elevati.
Il nuovo investimento rappresenta un tentativo di intervenire su uno dei principali punti deboli dell’OLED. Ampliare la capacità produttiva dei moduli extralarge potrebbe quindi favorire una maggiore disponibilità di pannelli, ottimizzare alcuni passaggi industriali e, nel medio periodo, contribuire alla riduzione dei costi. Bisogna però distinguere la produzione dei moduli dalla fabbricazione dei pannelli OLED veri e propri. L’annuncio riguarda specificamente nuove linee di assemblaggio e lavorazione dei moduli, ma non equivale automaticamente alla realizzazione di un nuovo impianto capace di produrre substrati OLED da 111 pollici in grandi volumi.
Restano quindi da chiarire le modalità con cui LG Display intende ottenere pannelli di queste dimensioni, le rese produttive previste e l’effettiva sostenibilità economica dell’operazione. Il progetto assume inoltre un significato particolare considerando che LG Display ha progressivamente abbandonato la produzione LCD, concentrando gli investimenti sull’OLED. Nel 2025 ha completato la cessione del proprio stabilimento LCD di Guangzhou a TCL CSOT, rafforzando indirettamente uno dei principali protagonisti del mercato dei televisori extralarge. Oggi la stessa LG Display si trova a dover contrastare proprio quell’industria cinese che, grazie alle enormi capacità produttive e ai costi competitivi, sta rendendo sempre più popolari i grandi LCD.
Per quanto un OLED da 111 pollici possa attirare l’attenzione, l’effetto economicamente più interessante dell’investimento potrebbe riguardare i formati già presenti sul mercato da 83 e 97 pollici. Un incremento delle capacità produttive e una migliore organizzazione della filiera potrebbero infatti favorire una riduzione dei prezzi, rendendo l’OLED più competitivo anche nel segmento da circa 100 pollici. Resta comunque improbabile che questa operazione, da sola, possa colmare rapidamente la distanza rispetto agli LCD più economici.

La disponibilità dei nuovi moduli dipenderà anche dalle scelte commerciali dei produttori di televisori. LG Display fornisce pannelli a diversi brand, tra cui LG Electronics, Sony, Samsung e Philips, che dovranno valutare se introdurre modelli da 111 pollici e a quali prezzi. Un ultimo interrogativo riguarda la risoluzione, visto che su una diagonale di 111 pollici un pannello 4K presenta una densità di pixel inferiore rispetto ai formati più piccoli, mentre l’adozione dell’8K (comunque molto improbabile) comporterebbe ulteriori complessità produttive e costi superiori.
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