Audio-Technica presenta le ATH-AWX7000, cuffie hi-end chiuse da 3.799 euro con driver HMD da 58 mm, legno Hinoki e lavorazione artigianale giapponese
Con le ATH-AWX7000 da 3.799 euro, Audio-Technica rilancia la sfida ai grandi nomi delle cuffie hi-end, da Audeze e HiFiMAN fino a Meze Audio, Dan Clark Audio e ZMF. Il produttore giapponese ha scelto però una strada piuttosto diversa da quella percorsa da molti concorrenti, puntando su un progetto dinamico chiuso che abbina materiali ricercatissimi, tecnologie acustiche proprietarie e una lavorazione artigianale profondamente legata alla tradizione nipponica.
Le ATH-AWX7000 arrivano a circa un anno dalle ATH-ADX7000, modello aperto da 3500 euro presentato lo scorso ottobre, ma sarebbe sbagliato considerarle una semplice variante con padiglioni sigillati. La nuova ammiraglia appartiene infatti alla storica famiglia delle cuffie Audio-Technica con coppe in legno, una tradizione che negli anni ha contribuito a costruire l’identità del brand nipponico nella fascia alta dell’ascolto personale. Il prezzo, inevitabilmente, colloca queste cuffie in una nicchia riservata a chi cerca qualcosa di particolarmente esclusivo, ma l’aspetto interessante è che Audio-Technica sembra aver investito altrettanto nella progettazione elettroacustica e nella scelta dei materiali.
Legno Hinoki e laccatura Echizen: il Giappone in una cuffia
La prima cosa che colpisce delle ATH-AWX7000 è proprio il legno utilizzato per realizzare i padiglioni. Si tratta del pregiato cipresso giapponese Hinoki proveniente dalla regione di Kiso, un legno tradizionalmente impiegato nella costruzione di templi buddhisti e santuari shintoisti e apprezzato per la sua struttura e la sua particolare stabilità. La produzione delle cuffie avviene a Tokyo, con un’attenzione alla lavorazione manuale che distingue queste cuffie da molte proposte industriali, anche molto costose.
La scelta ha un’evidente componente estetica e culturale, ma in una cuffia chiusa il materiale dei padiglioni assume anche un’importanza acustica. Rigidità, smorzamento e comportamento delle risonanze contribuiscono infatti alla risposta complessiva del sistema, sebbene il risultato dipenda soprattutto dalla progettazione della camera interna. Ogni padiglione viene rifinito manualmente attraverso la tradizionale tecnica di laccatura Echizen, che valorizza le venature naturali del legno e ne accentua le tonalità calde. Con il passare degli anni, il colore dovrebbe inoltre scurirsi progressivamente, conferendo a ciascun esemplare un aspetto ancora più personale.
Driver HMD da 58 mm: la vera novità è all’interno
Se l’esterno punta sull’artigianato, l’interno delle ATH-AWX7000 è decisamente moderno. Audio-Technica ha infatti sviluppato nuovi trasduttori dinamici HMD (Hybrid Matrix Diaphragm) da 58 mm, progettati per superare alcuni limiti tipici delle cuffie chiuse di fascia alta. La particolarità riguarda la costruzione della membrana, che combina una pellicola polimerica con una cupola metallica. In questo modo, si punta a ottenere un diaframma sufficientemente rigido per conservare la propria geometria durante le oscillazioni più impegnative, mantenendo al tempo stesso una massa contenuta per favorire velocità e precisione.
Per realizzarlo, viene utilizzato il processo proprietario HXDT, già introdotto con le ATH-ADX7000, che permette di modellare la membrana con elevata precisione e di ottimizzarne l’interazione con la bobina mobile e il circuito magnetico. Secondo Audio-Technica, questa architettura consente di migliorare la risposta ai transienti, la dinamica e il controllo delle frequenze più basse. Il diaframma dovrebbe inoltre mantenere un movimento il più possibile pistonicamente regolare anche quando è sottoposto alle pressioni acustiche elevate che possono svilupparsi all’interno di una cuffia chiusa.
Ricordiamo infatti che nelle cuffie con padiglioni sigillati l’aria intrappolata nella camera acustica interagisce con il movimento della membrana, rendendo particolarmente delicata la gestione delle risonanze e della risposta in basso. A tal proposito, Audio-Technica promette bassi profondi e controllati, una riproduzione accurata e un carattere sonoro caldo e ricco. Sarà interessante valutare anche l’ampiezza della scena sonora, tradizionalmente uno dei terreni sui quali le cuffie aperte possono conservare un vantaggio rispetto alle migliori realizzazioni chiuse.
Le specifiche tecniche riportano una risposta in frequenza di 5-50.000 Hz, una sensibilità di 97 dB/mW e un’impedenza di 48 Ohm, valori che le rendono cuffie non particolarmente ostiche da pilotare.
Magnesio, alluminio e pelle di cervo per il comfort
Altrettanto ricercata è la costruzione dell’archetto, che utilizza una struttura in magnesio e regolazioni in alluminio per combinare leggerezza, resistenza e precisione nell’adattamento alla testa. I cuscinetti e il rivestimento dell’archetto sono realizzati in pelle di cervo, scelta per la morbidezza e la capacità di adattarsi alle superfici. Una soluzione particolarmente raffinata, anche se in questo caso la qualità del materiale dovrà confrontarsi con fattori molto concreti come la distribuzione del peso di 353 grammi, la pressione laterale e la traspirazione durante gli ascolti prolungati.
La dotazione comprende due cavi rimovibili a otto trecce, entrambi equipaggiati con connettori proprietari A2DC (Audio Designed Detachable Coaxial). Il primo è un cavo bilanciato lungo 2,5 metri con terminazione Neutrik a quattro poli, pensato per il collegamento agli amplificatori dotati dell’apposita uscita bilanciata; il secondo, lungo 3 metri, termina invece con il classico jack sbilanciato da 6,3 mm. A completare il tutto troviamo una custodia rigida protettiva per ospitare cuffie e cavi in maniera ordinata. Un accessorio utile soprattutto per conservare un prodotto così delicato e costoso, con le sue superfici laccate e i materiali naturali, al riparo da urti e graffi.
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