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I migliori headset per la realtà virtuale del 2020

La realtà virtuale resta a oggi un’appassionante frontiera tecnologica, ma quali sono i prodotti più interessanti su cui puntare? La nostra selezione

Partita col botto solo pochi anni fa, la realtà virtuale (VR) non è ancora riuscita a fare così breccia nel mercato consumer e in particolare nell’ambito gaming. Nel corso del tempo si è affiancata anche la realtà aumentata (AR), conosciuta anche come realtà digitale (DR), dall’elevato potenziale sia per la parte industriale che quella rivolta all’elettronica di consumo.

Secondo prestigiose previsioni la spesa mondiale in termini di VR e DR potrebbe raggiungere la vetta dei 160 miliardi di dollari entro fine 2023, registrando un tasso di crescita annuo (calcolo a partire dal 2018) del 78%: l’industria sarà impegnata a investire non meno di 120 miliardi di dollari contro un terzo dell’impegno dell’utente finale, ovvero circa 40 miliardi di dollari.

Mojo Vision

Tra i più avanzati sistemi DR ci sono le lenti a contatto Mojo Vision (vedi immagine qui sopra), attualmente prototipo di realtà aumentata con la promessa di abbassare la dipendenza dagli schermi, ci vorrà ancora del tempo prima della commercializzazione ma le potenziali applicazioni sono davvero tante. I sistemi VR sono molteplici e offrono una diversa esperienza in funzione di sviluppo / progettazione / costi, che nelle migliori configurazioni possibili non mancano di restituire grandi emozioni ma al tempo stesso potrebbero scoraggiare l’utente occasionale, non solo per questioni di budget.


Gli amanti del gaming tout-court potrebbero scoprire un universo di nuove sensazioni, se solo si convincessero a spezzare una lancia a favore del VR. La risoluzione è uno dei fattori determinanti il piacere di uno spettacolo realmente alternativo e se vi state chiedendo quale sistema VR offra la più elevata risoluzione la risposta è il Pimax 5K (vedi immagine qui sotto), con possibilità di visione a 2560 x 1440 pixel per occhio. Si tratta di un risultato tecnico stupefacente, campo visivo 200° che consente un’apertura visiva diversamente impossibile. Tutto questo ha ovviamente un costo prossimo ai 1.000€. Senza doversi spingere in misura estrema si potrebbe optare per esempio su una qualità video comunque elevata restando nei pressi di un considerevole dettaglio pari a 1440 x 1600 pixel, che è quanto offrono Oculus Quest e HTC Vive Pro.

Pimax 5K

Riserve sull’incompatibilità di progetti avanzati come le lenti a contatto Mojo Vision a parte (gli allergici avrebbero sicuramente qualcosa da dire in merito) restano perplessità anche per il VR, in particolare per i portatori di occhiali. Per la parte più squisitamente sanitaria la visione con simili apparati non dovrebbe arrivare a compromettere la vista, confortati alla notizia che lo stress visivo di un monitor a poca distanza è maggiore rispetto a quello indotto da un visore indossato. Per contro l’uso prolungato di VR non solo implica anche pesante affaticamento ma potrebbe ingenerare dolori non equamente suddivisi tra occhi e la testa, con la risultante di emicranie e spaesamento. Il cosiddetto fenomeno della chinetosi o cinetosi, disturbo neurologico che potrebbe scaturire in seguito a spostamenti ritmici o irregolari del corpo durante un moto, è vicino al feedback negativo tra vertigini e nausea che qualcuno ha già sperimentato in VR. Inutile dire che in tali casi occorra consultare il proprio medico. Il dato di fatto resta quello di non far utilizzare i VR headset ai minori di 13 anni per non creare problemi allo sviluppo oculare, possibilmente limitando l’uso continuato non oltre i 120′ minuti.

Tra le domande principe quella sulla flessione dei costi e il maggior grado di abbordabilità, come sempre legato all’aumento della domanda e quindi quello della produzione. Quando c’è uno sforzo da compiere a livello budget attualmente si parla di un investimento che resta più vicino ai 1.000€, come nel caso di HTC Vive, con prezzi a salire dagli 800€ per i Vive Cosmos fino ai Vive Pro da poco meno di 1.400€. Dipende dal grado di sofisticazione che si vuole raggiungere, dove per esempio si possono associare addirittura delle ‘scarpe’, cybershoes che simulino la camminata: circa 12 Kg, compatibilità anche con HTC Vive e un costo non proprio a buon mercato sui 400 euro. Più si sale di prezzo e (generalmente) migliore dovrebbero essere anche le lenti interne all’unità da indossare, senza soffrire sfocature o limitazioni fisiche.

Lo sviluppo della realtà virtuale in ambito game console ha convinto parzialmente gli appassionati, ma c’è sicuramente un progetto che è stato capace di mettere d’accordo quanto a paura e adrenalina 3D, ovvero Residenti Evil 7, di cui proponiamo il trailer di lancio su Sony PS4.

La realtà virtuale è al momento preponderante via computer, molto meno espansa ed espandibile su game console, anche se non è detto che l’avanzamento di generazione con la futura PS5 non possa favorirne la crescita. Al livello più basso della classifica dei sistemi performanti ci sono gli headset ‘vuoti’ da poche decine di euro che necessitano dell’integrazione di uno smartphone. È per esempio il caso dei Samsung Gear VR, che funzionano solo con gli smartphone del medesimo brand coreano, mentre ci sono altre proposte commerciali più aperte a molteplici marchi per cui vale comunque e sempre la pena verificare la compatibilità. Rispetto ai prodotti qui di seguito presentati la valutazione è stata compiuta concentrandoci su prestazioni, usabilità e dotazioni specifiche e preponderanti.

VR 2020 – HTC Vive

Quale miglior headset 2020 per PC c’è HTC Vive. Si tratta di uno dei migliori sistemi di realtà virtuale PC che si rivolge a chiunque cerchi un’esperienza VR completa senza perdere di vista il portafogli. Questo headset dispone di due display OLED a risoluzione 1.080 × 1.200 pixel e frequenza pari a 90 Hz – il che si traduce in un risultato visivo combinato pari a 2.160 x 1.200 pixel. Dispone anche di una fotocamera a risoluzione 720p per mantenere il contato col mondo esterno. In dotazione sono presenti gli auricolari, due controller di movimento e due lighthouse trackers (elementi che consentono all’utilizzatore di ‘entrare’ in uno spazio virtuale a 360 gradi) che consentono di muoversi all’interno di un’area riconoscibile dal sistema delle dimensioni pari a circa 4,8 metri per lato.

realtà virtuale

I lighthouse trackers di HTC consentono di camminare in VR con monitoraggio e rilevamento pressoché perfetto nei movimenti. HTC Vive resta tra i migliori headset a mercato per livello di coinvolgimento e grado di intuitività in virtù di pochi pulsanti e un touchpad per movimenti precisi. Inoltre nel corso dello sviluppo si è riusciti a risolvere diversi problemi legati a precedenti produzioni che innescavano nausea. Un apparato che avrebbe rischiato di ritrovarsi in competizione con l’Oculus Rift S, ma la frequenza di refresh sotto gli 80 Hz li passa in second’ordine. In termini di accessibilità economica il Vive è quanto ci sentiamo di consigliare, benché sia presente il modello superiore e più performante Vive Pro. Un invidiabile database di giochi e il prezzo competitivo (790€) completano un’offerta su cui varrebbe la pena una riflessione.

VR 2020 – Oculus Go

Certo il prezzo sarà anche competitivo rispetto a offerte ancora più costose e se la necessità fosse quella di abbassare ulteriormente l’asticella del budget ci sarebbero le Oculus Go. Si tratta di un headset decisamente meno ‘spregiudicato’ e avveniristico rispetto al VR HTC Vive ma promette comunque un buona esperienza di realtà virtuale per un esborso da entry-level. Indicate per mantenere bassa la spessa e senza condizionare troppo le doti del computer. La maggior parte delle cuffie VR che prevedono lo smartphone richiede un legame specifico con la famiglia stessa a cui appartiene il dispositivo mobile e comunque i limiti d’uso sono inevitabili. Con Oculus Go non si incrociano simili ostacoli dato che in questo caso l’apparato offre tutto quanto occorra nello stesso headset senza necessità di includere un device esterno, cui si aggiunge il singolo terminale da usare con una sola mano.

oculus go

È sufficiente attivarlo, afferrare il controller ed eseguire il download del software tramite il Go Store integrato. Ricordiamo tra l’altro che nel caso in cui si fosse in possesso di applicazioni scaricate in precedenza per Samsung Gear VR dovrebbero essere oltremodo compatibili. L’essere entry level si finisce per “pagarlo” in termini di esperienza meno totalizzante, dove non esiste il rilevamento della camminata avanti o indietro, di abbassarsi o alzarsi restando a disposizione l’acquisizione di inclinazione e orientamento della testa. Un’esperienza virtuale da vivere da seduti e nel complesso un primo passo nella giusta direzione per sperimentare il divertimento della realtà virtuale. Il prezzo attuale dell’Oculus Go viaggia tra le 230€ per la configurazione da 16 GB e i 280€ per quella da 32 GB.

VR 2020 – Merge VR

E se ancora non si fosse soddisfatti quanto a spesa e risparmio si può sempre dirottare l’attenzione nei confronti degli headset per mobile. È per esempio il caso di Merge VR, punto di partenza semplice e conveniente per il VR mobile e la questione budget fosse un imperativo categorico. Come abbiamo già tenuto a ribadire la questione qualità dei materiali finisce per inficiare anche pesantemente l’esperienza, affidarsi a produzioni asiatiche di dubbia provenienza rischia di annullare qualsiasi tipo di esperienza positiva possa scaturire da un sistema con un senso e una direzione progettuale. Merge VR è una delle numerose aziende che offrono una qualità di base che non tradisce, accoglie di buon grado sia iPhone che sispositivi Android e non riserva brutte sorprese, compatibile con device che misurino tra 123 mm e 158 mm.

merge vr

Pulsanti di comando sinistro e destro, possibilità di variare e centrare meglio il fuoco visivo grazie all’IPD regolabile e la distanza inter-pupillare (Interpupillary Distance) per un campo visivo di 96 gradi. In materiale gommato flessibile Merge VR è resistente all’acqua e facilmente pulibile con un panno umido. Non sarà il massimo quanto a esperienza ma se non altro un modo per evitare di ritrovarsi per le mani un prodotto di bassa resa e qualità. Headset consigliato perlopiù per chi desiderasse visionare filmati con ampiezza di schermo. Il costo di Merge VR è attualmente attorno alle 50€, più basso di così c’è solo l’auto-costruzione di un’unità ritagliando il cartone in perfetto stile fai da te.

VR 2020 – HTC Vive Pro

Se visionare un filmato si coniugasse maggiormente con l’idea (non solo) di uno spettacolo cinematografico a tutto campo allora le migliori cuffie per realtà virtuale potrebbero essere le HTC Vive Pro. Una scelta pressoché obbligata se si dispone di un potente computer e si desideri una delle migliori esperienze VR a livello consumer. Il costo qui diventa importante attorno ai 1.400/1.500€, su cui ci si potrebbe ritrovare a fare una riflessione specie provenendo da una passata esperienza HTC Vive.

HTC Vive Pro

In tal senso le HTC Vive Pro sono ancora più comode, meglio bilanciate ma soprattutto dispongono di due display ad alta risoluzione che offrono dettagli molto maggiori in cui è quasi del tutto nullo lo spiacevole effetto ‘screen door’, dove l’occhio finisce per rilevare lo spazio che c’è tra un pixel e l’altro. Rispetto ad HTC Vive si passa da una risoluzione combinata massima di 2.160 × 1.200 pixel a 2.880 × 1.600 pixel. L’aumento della risoluzione favorisce una grafica più nitida e pulita, un risultato in termini di densità e resa d’insieme che estende anche la portata visiva effettiva. Oltre che col divertimento si fa inevitabilmente i conti anche con il budget di un headset che difficilmente riserverà brutte sorprese.

Realtà Virtuale 2020 – Il miglior rapporto qualità/prezzo è Oculus Quest

La realtà virtuale può certamente essere costosa, ma resta un mezzo di intrattenimento innovativo e rivoluzionario per cui al solito l’esperienza viaggia di pari passo con la qualità di hardware e software. È per questo che a conti fatti l’headset che andrebbe maggiormente preso in considerazione per rapporto prezzo/prestazioni è al momento l’Oculus Quest. Offre il miglior equilibrio tra qualità dell’immagine, design e valore all’interno di un’offerta da tenere in alta considerazione. Un apparato economicamente accessibile che resta di alta qualità che si rivolge praticamente a tutti coloro in cerca di sensazioni forti, anche se non del tutto indicato per chi ha puntato tutto sul PC gaming.

Oculus Quest

Facile da utilizzare, Oculus Quest non costringe a utilizzare sensori esterni, include controller di movimento, tutta l’elaborazione che occorre già integrate e una libertà di movimento di sei gradi di accettabile resa specie in considerazione dell’assenza di cavi che leghino direttamente al computer. Facile da installare e divertente da usare è la scelta anche più equilibrata quanto a budget, dove occorrono circa 450€ per il sistema da 64 GB e 550€ per quello da 128 GB. La filosofia stand alone senza sfruttare la potenza del computer da cui è scollegato significa inferiore capacità di calcolo e rilevamento dell’utilizzatore per via dell’uso di sensori sull’apparato che potrebbero non rilevare i terminali impugnati a seconda dell’angolazione. Si tratta di limiti che tutto sommato non dovrebbero impensierire più di tanto rispetto al ragguardevole risultato tecnico audio/visivo raggiungibile con notevole fluidità.

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