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La rivoluzione del silicio: ecco come il chip Alpha 11 AI Gen 3 di LG sta ridefinendo i confini dei TV OLED

LG ha fornito nuovi dettagli sul potente SoC Alpha 11 AI Gen 3 a bordo dei nuovi TV OLED C6 e G6, che promette di risolvere i problemi di banding e posterizzazione… e non solo

L’evoluzione della tecnologia OLED ha vissuto per anni un paradosso tecnico legato alla gestione delle sfumature cromatiche, a causa della quale persino i pannelli più avanzati mostravano il fianco a fenomeni di posterizzazione e banding.

La posterizzazione è un difetto che si manifesta quando una transizione graduale di colore o luminosità viene rappresentata con pochi livelli discreti, invece che con una sfumatura continua. In pratica, una sfumatura uniforme (ad esempio un cielo al tramonto) viene suddivisa in blocchi di colore distinti, creando un effetto a “gradini” o “fasce” visivamente innaturale. Dal punto di vista tecnico, la posterizzazione è quasi sempre legata a una profondità colore insufficiente, a una compressione video aggressiva a causa del basso bitrate (lo si nota soprattutto nei contenuti in streaming) e a una scarsa elaborazione del segnale video.

Il banding riguarda invece ’uniformità del pannello e si manifesta sotto forma di strisce verticali o orizzontali leggermente più scure o più chiare visibili su superfici uniformi (cieli, nebbia, ghiaccio, campi da calcio), particolarmente evidenti nelle scene scure o nei grigi molto bassi. Nel caso dei TV OLED, il banding, che può diventare visibile durante panoramiche lente su fondali uniformi e contenuti molto scuri, è spesso legato a variazioni di uniformità del pannello, differenze di emissione tra colonne di pixel, tolleranze produttive del display e gestione non ottimale delle basse luminanze.


Con il debutto delle nuove serie di TV OLED LG G6 e C6 previsto per i prossimi mesi (qui intanto trovate i prezzi per il mercato tedesco), il produttore coreano sembra aver finalmente colmato questo divario qualitativo, affidando la risoluzione di questi due problemi a un’architettura hardware completamente rinnovata grazie al nuovo chip Alpha 11 AI Gen 3, un SoC (System on Chip) costruito con un processo produttivo a 6 nanometri (un primato assoluto nel settore dei televisori).

Questa scelta ingegneristica, oltre a rispondere a una ricerca di pura potenza, abilita anche benefici strutturali tangibili riducendo l’impronta termica e il consumo energetico, fattori che consentono l’adozione di design ultra-sottili quasi comparabili a una carta da parati.

La densità di transistor permessa dai 6 nanometri si traduce soprattutto in un incremento prestazionale del 70% per quanto riguarda la GPU, fornendo la base di calcolo necessaria per implementare una pipeline di elaborazione del colore a 12 bit che copre l’intero percorso del segnale, dall’ingresso all’uscita. Inoltre, rispetto al chip top di gamma dello scorso anno (il Gen 2), LG parla di un +50% di prestazioni della CPU e di un incremento di quasi sei volte delle operazioni AI della NPU (Neural Processing Unit) integrata.

Se consideriamo che una tradizionale gestione a 10 bit offre 1.024 livelli di gradazione, il passaggio ai 12 bit eleva questo valore a 4.096 step per canale, garantendo una fluidità nelle transizioni cromatiche che supera quanto precedentemente visto sulle gamme OLED di LG. Un aspetto tecnico di rilievo riguarda la gestione specifica della luminanza identificata come canale Y (luma), dove l’elaborazione può spingersi potenzialmente fino a 13 bit superando quindi i 12 bit impiegati per la gestione dei colori.

tv lg 2026

Non è una cosa da poco, visto che la maggior parte dei dettagli nelle alte luci speculari, come i riflessi sui metalli o i punti di luce intensa, richiede una precisione estrema nella gestione del chiaroscuro. Raddoppiando la capacità di risoluzione della luminosità attraverso questo bit depth aggiuntivo, il TV riesce a riprodurre contenuti HDR masterizzati a livelli di nitidezza molto elevati senza incorrere in artefatti visivi e fenomeni di posterizzazione nelle porzioni più brillanti dell’immagine, dove la mancanza di passaggi intermedi creerebbe altrimenti degli artefatti visibili.

Oltre alla potenza bruta, il processore Alpha 11 introduce algoritmi di Dual Super Resolution dedicati alla pulizia dei contenuti provenienti dai servizi di streaming, spesso penalizzati da bit-rate ridotti e artefatti di compressione che ammorbidiscono eccessivamente l’immagine. Inoltre, per gli utenti più esigenti e per i calibratori professionisti, LG ha espanso i controlli del bilanciamento del bianco portandoli a 24 punti.

Questa modifica è fondamentale perché permette di intervenire con estrema precisione sui livelli di segnale più bassi che corrispondono all’1%, 2% e 3%, laddove i modelli precedenti si fermavano a una regolazione minima del 5% e lasciavano una zona d’ombra tecnica in cui le transizioni tra il nero assoluto e le prime sfumature di grigio potevano risultare brusche o imprecise. L’integrazione dell’IA tocca anche la sfera della rimasterizzazione dei contenuti SDR, cercando di convertirli in un formato che sfrutti le capacità dinamiche dei nuovi pannelli, pur mantenendo un rigore colorimetrico che rispetti lo spazio colore originale quando necessario.

Tuttavia, è nell’ambito del Dynamic Tone Mapping che si registrano i cambiamenti più interessanti per l’esperienza d’uso quotidiana. LG permette ora di visualizzare direttamente a schermo la luminanza massima di mastering del contenuto che si sta riproducendo, offrendo al contempo la possibilità di traslare l’intera curva di tono verso l’alto o verso il basso attraverso un controllo di guadagno dedicato. Questa funzione consente di schiarire o scurire l’immagine in tempo reale, adattandola alle condizioni di luce ambientale o alle preferenze personali senza perdere la coerenza della mappatura tonale impostata.

A questo punto, resta da capire se quanto detto finora sarà un’esclusiva della serie G6 o anche della più economica C6. Entrambe montano lo stesso processore e quindi, teoricamente, i vantaggi fin qui descritti dovrebbero interessare anche la gamma C6. Quest’ultima però monta due diversi pannelli a seconda delle dimensioni dei modelli e quasi sicuramente, anche nella migliore delle ipotesi, non si tratta dello stesso pannello Primary RGB Tandem di seconda generazione a bordo dei modelli G6 (ipotizziamo sia invece quello di prima generazione), che LG definisce come Hyper Radiant Color Technology.

Siamo anche curiosi di scoprire nel dettaglio i vantaggi visivi che, sempre nel segno dell’AI, porteranno i SoC top di gamma a bordo dei nuovi TV OLED di Samsung, Philips e Panasonic. Non resta che attendere.

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