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Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Nagra HD DAC

Ci vuole un budget da nababbi e l’accoppiata dCS Rossini DAC/Master Clock è forse più versatile, ma a livello puramente audio nessuno batte il Nagra HD DAC.

Qual è il miglior DAC al mondo? I contendenti al trono che abbiamo sentito finora sono il Chord DAVE e la combinazione dCS Rossini DAC/Master Clock. A questa lista piuttosto breve e talentuosa è possibile aggiungere senza alcun dubbio il Nagra HD DAC, che è anzi probabilmente il più desiderabile del lotto (nonché il più costoso nella configurazione qui recensita).

Il livello di competenza digitale di Nagra è qualcosa di sorprendente. Non che l’HD DAC sia il primo prodotto digitale dell’azienda svizzera, che infatti ha realizzato per decenni registratori digitali, DAC e altri prodotti “digital”, ma Nagra è un brand molto conosciuto nei circuiti hi-end principalmente per i suoi preamp e ai suoi finali top di gamma che non per altre elettroniche.

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Costruzione

Mentre amiamo l’aspetto dei prodotti Nagra, è un peccato che l’azienda non abbia cercato di differenziare un po’ di più l’HD DAC dagli altri suoi prodotti legacy. Questa unità fa comunque parte della gamma elitaria HD e rappresenta un ripensamento di base su come dovrebbe essere progettato oggi un convertitore da digitale ad analogico. È facile perdere di vista questo aspetto quando l’unità ha la stessa estetica di prodotti realizzati decenni fa, ma a ben vedere si tratta di una progettazione tutta nuova e all’avanguardia.

L’HD DAC è realizzato in maniera impeccabile proprio come ogni prodotto Nagra che abbiamo visto in tutti questi anni. Ogni pannello è lavorato in modo superbo e l’unità nel suo insieme trasmette un’immensa solidità e robustezza. Certo, il prezzo è per pochissimi (21000 euro solo per il DAC), ma alla fine è un investimento progettato per funzionare e durare nei decenni a venire.

Caratteristiche

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Il Nagra HD DAC è un’unità compatta che misura poco meno di 8 cm di altezza, 31 cm di larghezza e 35 cm di profondità. Il frontale è dominato dal misuratore di livello del segnale e dal controllo del volume stilizzato. La sua presenza significa che l’HD DAC può essere collegato direttamente a un amplificatore di potenza o a diffusori attivi. Una tale configurazione mantiene un percorso del segnale breve, ignorando la necessità di un preamplificatore dedicato. Il risultato dovrebbe essere un suono più chiaro e trasparente e sulla carta l’unico svantaggio è la mancanza di compatibilità con le fonti analogiche.

C’è un piccolo display sul pannello frontale che si adatta alla natura sobria del prodotto, ma non è facile da leggere da lontano o fuori asse; Nagra avrebbe potuto fare di meglio qui. Troviamo poi altri piccoli switch metallici per silenziare l’unità e per attivare l’uscita del DAC scegliendo tra le uscite di linea (RCA sbilanciate e XLR bilanciate) e l’uscita cuffie da 6,3 mm posta sul pannello frontale. Sul retro del DAC troverete la gamma completa di ingressi digitali tra USB, coassiali (in formato RCA e BNC) e ottiche, fino a una coppia di AES/EBU e un’opzione Nagra ISquaredS dedicata.

Non troverete invece un classico ingresso IEC per l’alimentazione. Ci sono infatti alimentazioni dedicate e separate per le sezioni analogiche e digitali e ciò suggerisce un sofisticato sistema di alimentazione elettrica di cui però parliamo più avanti. Siamo arrivati a un punto di sviluppo tecnologico in cui i DAC premium come questo sono in grado di riprodurre qualsiasi tipo di file (e a un tale prezzo non ce ne stupiamo). Il Nagra continua questa tendenza, visto che la compatibilità con i file audio è estremamente completa e si spinge a PCM fino a 24-bit/384kHz e a DSD a doppia velocità. Pensiamo che ciò copra praticamente tutti i file musicali là fuori tranne alcuni tipi di registrazioni di ultra nicchia.

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Date poi un’occhiata all’interno del Nagra e troverete un sacco di ingegneria coraggiosa e innovativa. Grande attenzione è stata riposta sul mantenimento dell’integrità del flusso di dati digitali e sull’ottimizzazione del trasferimento di tali dati tra le varie parti del circuito. Il segnale, anche se è PCM, viene convertito internamente in DSD a doppia velocità. Viene quindi elaborato da un potente FPGA (Field Programmable Gate Array) ad alte specifiche che esegue un software proprietario per gestire al meglio la precisione del timing e per garantire bassa distorsione e un rumore ridotto al minimo.

Nagra ha inoltre voluto evitare le tecniche digitali tradizionali come il sovracampionamento e i filtri convenzionali “brickwall” che si trovano invece nella maggior parte dei DAC rivali, perché ritiene che tali elementi introducano dei propri artefatti. Lo stadio analogico è allo stesso modo inusuale e particolarmente “smart”. Sfrutta infatti l’esperienza di Nagra nei trasformatori (proprietari e fatti a mano) e nelle valvole (una JAN 5963 in questo caso) per mantenere l’integrità del segnale.

La valvola 5963 è stata progettata per funzionare in circuiti digitali ed è stata utilizzata nei primi computer in un momento precedente alla disponibilità dei primi transistor, tanto che il suo uso in un DAC moderno di alto livello come questo ha un che affascinante e poetico. A questo livello non dovrebbe comunque sorprendere che l’HD DAC sia equipaggiato con componenti interni di altissima qualità e realizzato con estrema cura. Questo è il minimo che ci aspetteremmo a un prezzo simile.

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Le sorprese continuano poi con il concept studiato per alimentare il tutto. Troviamo infatti ben 25 alimentazioni interne separate alimentate a loro volta da due unità esterne: una dedicata alla sezione analogica e l’altra a quella digitale. Se siete intenzionati a spendere oltre 20000 euro per un DAC, ha allora senso spenderne altri 6000 (circa) per l’alimentatore esterno Nagra MPS. Una volta che avete sentito il miglioramento sonoro che l’MPS è in grado di portare su tutti i fronti, sarà impossibile farne a meno.

Per ottenere il meglio da questa costosissima coppia hi-end, bisogna naturalmente abbinare i giusti compagni musicali. Diamo quindi per scontata una sorgente audio altrettanto capace come lo streamer Naim NDS/555PS utilizzato per la maggior parte di questo test, ma non abbiamo affatto disdegnato un MacBook Pro del 2017 con installato il software multimediale Pure Music e con a disposizione un sacco di file ad alta risoluzione di ottima qualità.

Per la sezione finale abbiamo invece fatto affidamento sul nostro fido Gamut D200i e sul Nagra Classic AMP, mentre per i diffusori la scelta è caduta sugli ATC SCM50 e sui Spender Classic 2/3; tutti i cavi sono invece della gamma premium di Chord. Ma c’è da fare qualcosa di più per l’ottimizzazione dell’HD DAC oltre alla ricerca di partner di qualità. Come la maggior parte delle apparecchiature hi-end, anche questo DAC è infatti sensibile al supporto su cui è posizionato e quindi utilizzate un rack o uno scaffale a bassa risonanza per avere i risultati migliori, meglio ancora se offre anche un buon grado di isolamento.

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Qualità audio

Non ci vuole più di qualche secondo per capire che le prestazioni del Nagra HD DAC sono da primo della classe. Iniziamo ad usarlo con il nostro preamplificatore di fiducia Gamut D3i e in seguito passiamo all’eccellente Nagra Classic Preamp, ma non ci vuole molto per decidere di utilizzare l’HD DAC direttamente con i due finali. Il sistema sembra più chiaro e naturale con una simile configurazione.

Facciamo partire Carmen Suite di Bizet e otteniamo un suono meravigliosamente organico. Se si è inclini a credere che le apparecchiature digitali non possano suonare naturali, questo DAC dimostra esattamente il contrario. La presentazione ha ampiezza e autorità, con un soundstage tanto espansivo quanto stabile. Gli strumenti sono bloccati nella loro posizione naturale e le cose non suonano mai disordinate; il DAC mantiene un piacevole senso di spazio intorno alla strumentazione, indipendentemente da quanto densa o complessa sia la musica. È facile seguire i fili strumentali bizetiani anche quando sono in sottofondo.

Il Nagra è bilanciato equamente e ammirevolmente neutrale, quindi gli strumenti (e le voci quando sono presenti nella registrazione) sono credibili, con trame autentiche e un piacevole livello di corposità. Se da un lato c’è tanta raffinatezza e riscontriamo una totale mancanza di durezza indesiderata, dall’altro rimane comunque una buona dose di punch dinamico quando richiesto. Le violente oscillazioni dinamiche in Carmen Suite sono rese con sicurezza ed entusiasmo e il passaggio da silenzioso a forte e viceversa è gestito con una fluidità rara.

Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara

Mentre l’ascolto prosegue, ci rendiamo conto che il Nagra HD DAC sta facendo emergere una quantità insolita di dettagli, anche considerando il prezzo elevato. Questo dettaglio non viene lanciato verso l’ascoltatore nel tentativo di impressionare, ma è strettamente organizzato e correttamente proporzionato per mettersi a servizio della registrazione. In poche parole, il Nagra non anela alle luci della ribalta, ma è come se si mettesse da parte per lasciare che sia la musica ad attirare la nostra attenzione.

Cambiamo completamente genere con qualche brano dei Nine Inch Nails e c’è un sacco di attacco e impatto, mentre con 22, Million di Bon Iver l’eccellente organizzazione del Nagra, abbinata a una superba coesione ritmica, rende quasi semplice da ascoltare la complessa produzione dell’album. Anche quando si tratta di voci (Dr Feelgood di Aretha Franklin o Hometown Glory di Adele), l’HD DAC suona puro e trasparente e risulta davvero un tuttofare brillante ed esaltante. Sensazioni altrettanto positive infine attraverso l’uscita cuffie. D’altronde l’HD DAC non ha alcun problema a pilotare ad alti livelli modelli impegnativi come le Beyerdynamic T1 e le Grado RS1, mantenendo al tempo stesso ammirevoli caratteristiche sonore già apprezzate tramite le altre uscite.

Verdetto

La combinazione DCS Rossini DAC/Master Clock rimane una proposta formidabile e ha l’ulteriore attrattiva di uno streamer UPnP integrato che può accedere alla musica attraverso la rete domestica, ma per noi il Nagra HD DAC rimane più allettante e naturale. Il Chord DAVE ha dalla sua un rapporto qualità-prezzo insuperabile rispetto al dCS o al Nagra, ma a ben vedere non è così valido su tutti i fronti come i due più costosi rivali. Tre DAC top di gamma che a loro modo sono tutti eccellenti, ma se dovessimo scegliere i nostri soldi andrebbero al Nagra.

  • Verdetto
5

Riassunto

Ci vuole un budget da nababbi e l’accoppiata dCS Rossini DAC/Master Clock è forse più versatile, ma a livello puramente audio nessuno batte il Nagra HD DAC.

Pro
Sound naturale, fluido e dettagliato
Capacità ritmica ed espressività dinamica al top
Costruzione sbalorditiva

Contro
Il display non è proprio il massimo

Scheda tecnica
Formati compatibili: PCM fino a 24-bit/384 kHz, DXD, DSDx2
Risposta in frequenza: 5Hz-40 kHz (+0 – 3dB)
Livello di rumore: -128 dBr
Distorsione: < 0.02% (a -20dBFS)
Ingressi: 2 x S/DIF, 2 AES/EBU, Ottico, USB, I2S (formato Nagra)
Uscite: 1 stereo RCA, stereo XLR
Dimensioni: 277 x 350 x 76mm
Prezzo: 21000 euro
Sito del produttore: www.nagraaudio.com

© 2020, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara e Nagra HD DAC: quando l’eccellenza audio costa cara dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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