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Netflix e gli abbonati scomparsi

Netflix

Nonostante buone performance economiche, Netflix genera preoccupazione tra gli investitori per il calo di abbonamenti. Analizziamo il perchè.

Poco tempo fa abbiamo affrontato il tema sui costanti rinvii delle uscite cinematografiche, provando ad analizzare i motivi per cui major e player del settore preferiscano ritardare – anche a tempo indefinito – le release, piuttosto che uscire subito in streaming. Sebbene le ragioni delle grosse corporation siano esclusivamente finanziarie si è notato comunque la “smarcatura” di alcuni, i quali hanno perseguito una strategia di release on-line onde “spingere” le rispettive piattaforme. Si veda il caso Warner Bros/HBO. Una modalità lecita ma pericolosa nel medio-lungo termine, per i conti.

Netflix Calibrated Mode

Ciò – curiosamente – è esattamente quanto sta accadendo a Netflix in questi giorni. E’ assodato del resto come Netflix possa contare esclusivamente sul suo parco abbonati per generare entrate, fatto che lo penalizza parecchio rispetto la concorrenza: Disney, Warner, Paramount & Co. oltre gli introiti on-line possono sfruttare le sale, l’home video fisico ed i circuiti Pay-Tv più diverse altre esclusive. Di converso i contenuti autoprodotti risultano piuttosto costosi, sicchè a meno canali di rientro corrispondono inevitabilmente maggiori passività.  Quindi maggiori indebitamenti. Eppure a Netflix gli investitori non sono mai mancati. Il motivo è presto spiegato: crescita continua.

Come tutta la finanza creativa che si rispetti l’apparenza conta – spesso – più della sostanza. La conseguenza è che un forte indebitamento provocato da grossi e continui investimenti per attrarre abbonati venga percepito come “solvibile” dal costante incremento di utenza. Tuttavia, anche a causa della piega discendente presa dalla pandemia covid – la quale andrà verosimilmente scemando a fine anno, estinguendosi durante il 2022 a seguito della campagna vaccinale – già si nota un sensibile calo di abbonati relazionato alla riapertura delle attività di sala e non solo. L’effetto del rallentamento porta inevitabilmente i conti di Netflix a scottare.

Netflix calo abbonati

Il succo principale della notizia non è il calo dell’utenza – fisiologico e pur sempre notevole specialmente rispetto altri player – ma il fatto che lo stop nella crescita introduca perplessità sulla capacità potenziale di Netflix nel sostenere i rilevanti passivi. Non per nulla la stessa società sta sondando da qualche tempo canali alternativi, rivolgendosi ai cinema ed ai gruppi televisivi: prima o poi infatti il conto verrà presentato, meglio quindi coprirsi le spalle con tutti i mezzi possibili. Questa dinamica, se vogliamo, conferma indirettamente le politiche attendiste delle major: persino Disney che con la sua piattaforma ha ratei di crescita notevoli è molto restia nell’immettere grossi titoli, spaventata probabimente dalla congiuntura post-pandemica. Nel caso Warner Bros resta da valutare quanto efficace sia stata la scelta di uscire in contemporanea su HBO: considerato come l’aumento di abbonati registrato fino ad ora risulti sotto le aspettative non sorprende come Dune verrà – quasi sicuramente – riservato alla sala.*

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