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Speaker attivi Kanto Audio TUK: la recensione

Si chiamano TUK e sono una coppia di altoparlanti alimentati tutto fare per soddisfare l’ascolto analogico, digitale ma anche wireless ad alta risoluzione

TUK è il più recente progetto sviluppato dall’azienda canadese Kanto Audio, nota per la produzione di altoparlanti molto accattivanti. Talmente interessanti che il piccolo modello Kanto YU5 wireless ha persino arricchito il sistema audio della Casa Bianca durante il mandato di Barack Obama.

Gli altoparlanti TUK prendono il nome da ‘Tuktoyaktuk’, remota frazione presso il circolo polare artico dove spesso si può osservare il magnifico fenomeno ottico/luminoso con bande luminose cromatiche noto come Aurora Boreale. Kanto afferma di aver emulato questa emozionante esperienza visiva riproponendola nel suono. Si tratta di altoparlanti alimentati che offrono molte delle funzionalità che ci si aspetta da un sistema musicale attivo e completo, inclusi ingressi sia digitali che analogici e l’evoluzione del Bluetooth aptX, ovvero l’aptX HD che consente lo streaming di audio wireless ma con qualità hi-res (come ampiamente spiegato in questo articolo). C’è anche uno stadio phono a magnete mobile che rende le Kanto Audio TUK collegabili a un’ampia gamma di apparati come telefono, tablet, TV e giradischi.Tuk

Presente un jack per cuffie 3,5 mm e un connettore RCA Sub Out dedicato all’integrazione di un subwoofer esterno – dove l’azienda suggerisce l’impiego dei modelli Kanto sub6 o sub8. Restando in tale ambito è presente un pulsante ‘SUB’ sul telecomando in dotazione per silenziare tale uscita secondaria oltre a un filtro crossover a 80Hz che, quando attivato, convoglia le frequenze dei bassi al subwoofer collegato permettendo alla coppia TUK di concentrarsi sulla gamma media e sugli alti.

Buone notizie in termini di opzioni di integrazione a parte, testando gli altoparlanti la prima operazione è stata quella di comunicare al software che l’altoparlante principale si trova sulla destra (per default la gestione funzioni è impostata sul canale sinistro). Per farlo è stato sufficiente tenere premuto il pulsante di avanzamento traccia sul telecomando, come feedback il LED blu relativo all’altoparlante principale è così passato sul canale destro.

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Il tweeter AMT (Air Motion Transformer) da 28 x 35 mm e il woofer minimalista in alluminio da 13 cm conferiscono agli altoparlanti un aspetto pulito, nonostante la pesantezza della plastica. La finitura bianca del nostro modello (disponibile anche in nero opaco) è molto gradevole. Presente una porta bass reflex sul retro di ciascun diffusore e, mentre Kanto afferma che il posizionamento ideale è ad almeno 20 cm da una parete posteriore, scopriamo che posizionarli a circa 15 cm dalla stessa nella nostra sala di ascolto ne favorisce lo splendore musicale.

La potenza dichiarata è 65 W per canale, senza dimenticare che trattasi di altoparlanti alimentati e non realmente attivi dove l’amplificazione sarebbe presente e dedicata su ciascuno. Qui si trova alloggiata nella cassa dell’altoparlante principale, con un collegamento via cavo al partner passivo. Laddove un sistema attivo presenta un amplificatore dedicato per ciascun driver l’approccio Kanto dovrebbe essere considerato più simile a un sistema tradizionale passivo, in cui l’amplificatore (in questo caso di classe D) viene semplicemente eliminato all’interno di uno dei contenitori. Una volta connesso il cavo di alimentazione alla presa di corrente l’installazione è completata senza problemi.

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DAC integrato 24 bit/96kHz, connettore USB posteriore oltre a porta RCA/SPDIF o ingresso ottico mentre almeno all’inizio abbiamo premuto la manopola del volume del TUK per scorrere le opzioni di input raggiungendo il Bluetooth, con facile accoppiamento nello specifico di un iPad. Partendo quindi in wireless dalla playlist “Retroactive2 di Tidal sul nostro iPad abbiamo percepito il coro giovanile in testa al brano dei Rolling Stones ‘You Can’t Always Get What You Want’ chiaro e convincente, spazioso e con una certa dose di dettaglio.

Mentre chitarra e corno solista si diffondono attraverso l’altoparlante sinistro, la voce di Mick Jagger si unisce a noi con un piacevole posizionamento centrale. Abbiamo quindi realizzato l’abilità delle TUK quando si tratta di offrire prestazioni dinamiche anche attraverso le frequenze medie. La voce di Jagger è diretta ma contenuta in un mix ben stratificato, dagli alti scintillanti ai medi competenti.

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Passando a un’altra pietra miliare del rock come Space Oddity i testi cupi e commoventi di David Bowie riecheggiano in misura coinvolgente mentre inizia il conto alla rovescia per il decollo. È facile individuare anche i passaggi musicali più tortuosi insieme alle rauche percussioni rumorose, lasciando brillare ogni elemento che le compone. La lacrimevole chitarra elettrica in testa a ‘Now You Are Gone’ di Whitesnake è proposta con zelo attraverso affinate alte frequenze.

Quando la batteria inizia a suonare le TUK sono più che all’altezza nel proferire la ritmica anche se manca un certo peso nei bassi. Verificata la posizione di non ingerenza delle possibili impostazioni di equalizzazione e la disattivazione del crossover (che implicherebbe inviare le frequenze basse a un subwoofer), ci rendiamo conto dei limiti in tale gamma.

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Mentre le TUK presentano un ascolto pulito e agile è al contempo sottile ed eccessivamente sbilanciato in avanti – intervenire con le impostazioni EQ di equalizzazione e avvicinarle fisicamente alla parete posteriore della sala di ascolto non bilancia completamente le cose. Collegato un laptop via cavo abbiamo selezionato il tema principale di Hans Zimmer dal film Batman Il cavaliere oscuro – The Dark Knight Rises – file FLAC ad alta risoluzione.

Agile l’acquisizione dei suoni da strumenti a corda, chiara parte di un’orchestra composta da musicisti, tuttavia il saldo complessivo non è del tutto corretto; i bassi sono reticenti e anche la gamma media manca di proiezione e solidità. Infine il brano ‘River’ di Joni Mitchell, altro file FLAC ma questa volta ascoltato con l’headset Grado SR125e ad ampia sonicità e parte della serie Prestige collegato all’altoparlante principale. Un mix espansivo in cui la voce di Mitchell sembra vicina al nostro orecchio come desiderato dall’artista, ma anche qui manca la forza vocale attraverso i registri inferiori.

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Verdetto

Per coloro che desiderano ardentemente una serie di altoparlanti alimentati plug-and-play che offrano connessioni a qualsiasi fonte esterna gli altoparlanti Kanto TUK rappresentano una proposta completa e ben fatta. Ci sono tutti gli ingredienti giusti ma l’equilibrio sonoro richiede lavoro, i bassi sottili rispetto al resto del mix e l’ascolto nel tempo tende a logorarsi.

Per ulteriori informazioni: link al sito Kanto

TUK by Kanto in vendita su Amazon

© 2020, MBEditore Srl. Riproduzione riservata.

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Sommario

PRO

Acuti puliti ed estesi
Buon attacco e solida costruzione
Ampie opzioni di connettività

CONTRO

Bassi sottili
Ampiezza sonica limitata

SCHEDA TECNICA

Drivers 28 x 35 mm tweeters, 13cm woofer
Potenza 65W per canale
Risposta in frequenza 50Hz – 20kHz
Bluetooth 4.2
Dimensioni (A x L x P) 27.6 x 18 x 21.5 cm
Peso altoparlante attivo 5 Kg, passivo 4,5 Kg

© 2020, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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