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Stormland VR – La rivoluzione parte dall’open world

Si chiama Stormland VR ed è un progetto di realtà virtuale di Oculus Studios e Insomniac Games insieme per offrire quello che potrebbe rivelarsi il più grande ed espansivo gioco di realtà virtuale mai realizzato

Stormland VR è un game open-world che mette fisicamente il giocatore nel corpo di un androide, la cui esistenza quotidiana implica inizialmente compiti di giardinaggio su un remoto pianeta alieno. Dopo l’arrivo di una minaccia ostile tutto cambia e il droide si mette all’opera per ripararsi e rendere più efficace il proprio sistema, intraprendendo una missione per unire le forze con altri androidi e combattere varie minacce.

A differenza dei precedenti giochi VR che in genere mettono i giocatori su un percorso limitato e controllato questo Stormland è più simile a progetti open-world come Fallout. Insomniac ha affermato che la maggiore ispirazione è giunta da The Legend of Zelda: Breath of the Wild, game esclusivo per Nintendo Switch, incentivando l’esplorazione e premiando i giocatori alla volta di un mondo tutto da scoprire. Esteticamente Stormland mostra una certa influenza tra cinema d’animazione (Wall-E) piuttosto che da alcune opere del sudafricano Neill Blomkamp come Humandroid – Chappie o Elysium.

Stormland sarà in uscita nel 2019 e di fatto sarà il game VR più grande, costoso e immersivo mai realizzato per la piattaforma Rift sino a oggi e anche per Insomniac Games rappresenta il culmine di anni di investimenti in ambito realtà virtuale.

Il bello è che Stormland disporrà sia di una modalità giocatore singolo che multiplayer, permettendo a più partecipanti di esplorare in compagnia, con diversi tipi di movimenti VR che lo sviluppatore ha acquisito e sviluppato nel tempo tra cui l’arrampicata e certo sarà tutto da scoprire quanto potrebbe rivelarsi impegnativo in termini di movimento reale.

Per il mercato VR questo Stormland potrebbe avere un grande impatto non solo commerciale, dimostrando le potenzialità dell’intero environment. La VR è ancora una tecnologia molto giovane, con produzioni spesso rivolte all’ambito professionale, dove i game più importanti e riusciti sino a oggi sono stati esercizi di storytelling lineari e concentrati, come Lone Echo e Wilson’s Heart ma anche semplici arcade come Robo Recall. Non si è ancora visto un gioco che spinga davvero i limiti di ciò che il mezzo è in grado di supportare – che ridefinisca il gaming VR attraverso un progetto dal budget cinematografico.

Le incognite dell’open-world VR sono molte e importanti per quanto riguarda il livello di comfort richiesto per manovrare, dove apparentemente non dovrebbero esserci restrizioni al movimento e ancora la quantità di spazio (fisico) minimo necessario per sentirsi davvero in un ambiente open sino a domandarsi quanto tempo potrebbe durare una singola sessione in funzione dell’affaticamento del gamer. Cosa accadrebbe se al posto di un ‘semplice’ paio di cuffie il gamer avesse a disposizione una diffusione multicanale a metadati dinamici come Dolby ATMOS, DTS:X o Auro-3D?

Sono proprio progetti come Stormland che potrebbero fare la differenza, dimostrare le reali potenzialità di tecnologie nate solo pochi anni fa, contribuendo a un balzo generazionale che potrebbe aprire le porte a una vera e propria rivoluzione del comparto gaming.

(VR) Revolution is coming…

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