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Il 3D (passivo) potrebbe risorgere grazie ai monitor gaming, ma è sui TV che vorremmo rivederlo

Samsung sembra sempre più intenzionata a rilanciare il 3D passivo con monitor gaming e il supporto per decine di videogiochi. Rivedremo presto la stereoscopia anche sui TV?

Ogni volta che abbiamo parlato di 3D in una news o un articolo di approfondimento, molti dei nostri lettori hanno espresso la speranza che questo formato torni prima o poi a quei livelli di diffusione che aveva fino a 15 anni fa. Non che il 3D sia del tutto scomparso (diversi proiettori lo supportano ancora tramite occhiali attivi), ma è indubbio come la sbornia stereoscopica vissuta in sala e in casa dal 2009 al 2013 sia oggi tramontata quasi definitivamente.

Eppure, qualcosa si sta muovendo per un ritorno del 3D casalingo, anche se per ora riguarda solo i videogiochi. Già lo scorso anno Samsung aveva portato sul mercato il monitor 3D passivo G90XF da 1500 euro, che al posto dei classici occhialini attivi sfruttava un sofisticato sistema di eye-tracking integrato per ricreare l’effetto stereoscopico.

Non l’abbiamo provato, ma chi l’ha fatto ha parlato generalmente di un effetto 3D convincente seppur ancora un po’ acerbo per limiti legati alla risoluzione percepita, alla stabilità dell’effetto e alla necessità di mantenere una posizione relativamente frontale rispetto allo schermo.


Il monitor Samsung Odyssey 3D G90XH

Quest’anno il produttore coreano raddoppierà la propria proposta di monitor 3D passivi sia con un più grande e prestante modello LCD 6K da 32 pollici (l’Odyssey 3D G90XH), sia con uno OLED, del quale però si hanno ancora pochissime notizie ma che speriamo possa concretizzarsi presto. Questo perché la combinazione “tipicamente OLED” tra contrasto elevato, tempi di risposta ridotti e maggiore controllo sulla luminanza per singolo pixel potrebbe incidere in modo significativo sulla qualità della profondità percepita, riducendo gli artefatti tipici delle implementazioni attuali.

Ancora più importante dell’hardware, è il discorso legato al software. Al momento, si contano circa 60 giochi in versione PC compatibili con il 3D del monitor Samsung, ma solo una minima parte di essi supporta nativamente il rendering 3D con piena integrazione dell’eye-tracking, ovvero il modo migliore per sfruttare il 3D con questo monitor.

La maggioranza dei titoli si affida invece a UEVR (Universal Unreal Engine VR injector), uno strumento che converte in 3D i giochi basati sui motori grafici Unreal Engine 4 e 5. Una soluzione ingegnosa ed efficace ma che rappresenta sempre e comunque un compromesso, visto che l’assenza del tracciamento degli occhi limita la precisione dell’effetto tridimensionale e introduce variabili che dipendono dalla configurazione software.

Lies of P è uno dei circa 60 giochi che supporta il 3D sul monitor Samsung

Secondo recenti dichiarazioni di Samsung fatte nel corso dell’evento videoludico GDC 2026 di San Francisco, l’obiettivo è superare i 120 titoli compatibili entro la fine del 2026, anche se non sappiamo quanti di questi supporteranno davvero il “vero 3D” e quanti si limiteranno a una conversione stereoscopica.

Nonostante ciò, il progetto di Samsung merita attenzione per la rapidità con cui è stato sviluppato. Portare sul mercato monitor 3D senza occhiali realmente funzionanti, accompagnati da decine di titoli compatibili nel giro di un anno e mezzo rappresenta infatti un risultato non trascurabile. È un segnale che il settore sta cercando nuove forme di differenziazione, soprattutto in un segmento come quello dei monitor gaming in cui l’evoluzione incrementale di refresh rate e tempi di risposta inizia a mostrare rendimenti marginali.

Resta da capire se questa direzione possa consolidarsi. Il vero salto qualitativo dipenderà infatti dalla capacità di Samsung di superare la fase attuale, caratterizzata da soluzioni ibride, e di costruire una filiera più integrata che coinvolga engine grafici, sviluppatori e middleware. Resta poi inevitabile il confronto con i visori VR o ibridi (l‘Apple Vision Pro è oggi una manna per i fan del 3D), dispositivi dedicati che offrono già oggi una resa tridimensionale più immersiva e tecnicamente coerente rispetto ai monitor, anche se la scomodità di tenerli indossati per molto tempo (peggio ancora se si tratta di modelli cablati) rimane un ostacolo non da poco alla diffusione del 3D casalingo.

I TV con 3D passivo torneranno prima o poi sul mercato?

La nostra speranza, da strenui sostenitori della visione stereoscopica quali siamo sempre stati, è che questo nuovo tentativo in ambito gaming abbia successo e funga da apripista a un ritorno del 3D (solo ed esclusivamente passivo) anche sui TV, meglio ancora se OLED. Per ora non c’è alcuna avvisaglia in tal senso, ma mai dire mai.

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