Con il Foundry F12, PS Audio entra nel mercato dei subwoofer di fascia alta puntando su design sigillato, DSP avanzato e un’app mobile ricca di funzioni
Ce ne ha messo di tempo per proporre il suo primo subwoofer, ma alla fine anche l’azienda americana PS Audio ha deciso di scendere in campo e lo ha fatto andando sfidare due colossi del settore come SVS e REL nella fascia di prezzo attorno ai 3000 dollari, puntando quindi a un’utenza molto attenta alla qualità. Il subwoofer in oggetto si chiama Foundry F12, modello con cabinet sigillato ed emissione frontale che racconta molto della filosofia del progetto.

In un mercato dove il reflex resta una soluzione diffusa per aumentare la pressione sonora percepita, PS Audio punta invece su una risposta più controllata, meno dipendente da accordi artificiali e più facile da integrare in ambienti domestici reali. Secondo il brand USA, il Foundry F12 è pensato per lavorare con la stanza, non contro di essa, accettando il fatto che sotto i 200 Hz sia l’acustica a dettare le regole.

Come si evince dal nome, il Foundry F12 monta un woofer proprietario da 12 pollici (30,5 cm), con un’escursione generosa ma gestita con attenzione. I numeri raccontano di una capacità di spostare molta aria supportata da un amplificatore interno da 1.000W RMS (1800W di picco), con l’obiettivo di garantire movimenti lineari, partenze e arresti rapidi, assenza di code e compressioni che finiscono per impastare la gamma bassa, soprattutto in ambito musicale.

Per la risposta in frequenza, PS Audio parla di –6 dB a 20 Hz in campo anecoico, con un’estensione che in ambiente scende sotto questa soglia grazie al contributo del room gain. Ancora più indicativa è la linearità sull’intero range operativo (±0.5 dB fino a 500 Hz), con una tolleranza estremamente stretta che punta a facilitare l’integrazione con i diffusori principali, evitando quel senso di “basso separato” che tradisce molti subwoofer anche costosi.

Un ruolo centrale è affidato al DSP interno, che gestisce il crossover e interviene sull’interazione con l’ambiente. Attraverso l’app Foundry Control, è possibile accedere sia a regolazioni manuali, sia a procedure di misurazione automatica con equalizzazione dedicata, senza dover ricorrere a processori esterni. È una soluzione che strizza l’occhio a chi cerca precisione, ma non vuole trasformare ogni intervento in una sessione di calibrazione complessa.

Anche la connettività è pensata in modo trasversale. Ingressi RCA, XLR bilanciati e morsetti ad alto livello permettono al Foundry F12 di inserirsi in sistemi stereo tradizionali e in catene home theater più articolate, con in più la possibilità di adottare una trasmissione wireless opzionale tramite lo standard WiSA e di allestire configurazioni multi-sub.

Ogni unità dispone infatti di un’uscita dedicata per collegare altri subwoofer in cascata, semplificando la realizzazione di configurazioni multiple pensate per uniformare la risposta in ambiente. La possibilità di impilare fisicamente due o tre F12 utilizzando kit dedicati rafforza l’idea di un prodotto concepito come elemento modulare di un sistema più ampio, piuttosto che come soluzione isolata.

In attesa di conoscere i prezzi italiani dal distributore MPI Electronic, il PS Audio Foundry F12 è disponibile negli USA a 2799 dollari, a cui si possono aggiungere 199 dollari per il kit wireless e 99 dollari per uno Stacking Kit, che permette di impilare due F12 uno sopra l’altro (per un setup a 3 unità servirà un secondo kit).
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