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TV fino a 4000 nit: ma ci serve davvero tutta questa luminosità?

luminosità tv

Mai come quest’anno abbiamo visto così tanta attenzione alla luminosità come elemento fondamentale per la scelta di un TV. Ma ci servono davvero modelli così luminosi?

Mai come quest’anno, come è evidente dopo la scorpacciata di news dal CES 2023, abbiamo visto così tanta attenzione alla luminosità come elemento fondamentale di un televisore. Certo, questo parametro è sempre stato importante nell’analisi di un TV, ma in passato i produttori non avevano mai insistito così tanto sui “picchi” di luminanza come quest’anno nella cornice dell’evento di Las Vegas.

TCL, Hisense, LG, Panasonic e ovviamente Samsung hanno infatti spinto i propri modelli top di gamma attesi quest’anno come capaci di raggiungere valori di cd/mq (candele al metro quadro) tali da farci preoccupare per la salute dei nostri occhi, con il MiniLED QM8 di TCL da 98’’ che promette addirittura una luminanza di picco di ben 3000 cd/mq

Ovviamente, quando si leggono numeri simili non li si devono considerare applicati all’intero schermo ma solo a una minima percentuale (il picco nei TV OLED, ad esempio, corrisponde di solito al 10% dello schermo), ma resta il fatto che, forse in assenza di altre grandi innovazioni tecnologiche da sbandierare ai quattro venti, il mantra di quest’anno per quanto riguarda i TV di fascia alta è proprio il picco di luminanza.


Ovviamente, trattandosi di una tecnologia basata su retroilluminazione, gli LCD MiniLED continuano a farla da padrone su questo versante. Oltre al mostruoso modello di TCL appena citato, i nuovi Neo QLED di Samsung non saranno da meno e per la serie 8K QN900C si parla addirittura di un picco di luminanza di 4.000 nit, sebbene restino da capire le modalità in cui si raggiungerà un simile livello. Hisense ha invece mostrato il gigantesco ULED X 8K da 110 pollici con 2500 cd/mq di luminanza di picco e controllo della retroilluminazione a 16 bit.

Al CES 2023 sono però stati gli OLED a catturare maggiormente l’attenzione, anche perché questa tecnologia è sempre stata in svantaggio rispetto a quella LCD proprio sul versante della luminanza. Molto era cambiato già lo scorso anno con la serie G2 di LG e con i primi QD-OLED di Samsung e Sony, che però non si erano nemmeno avvicinati agli spunti di luminanza più elevati dei migliori Neo QLED di Samsung.

Quest’anno invece la stessa Samsung promette per i suoi prossimi QD-OLED della serie S95C picchi di 2000 cd/m² impensabili fino allo scorso anno, mentre per Sony, che non ha presentato alcun nuovo TV al CES 2023, bisognerà attendere ancora un po’. LG porterà invece sul mercato la serie OLED G3 evo con Brightness Booster Max e pannello MLA (Meta-lit Lens Array), un’accoppiata che, anche grazie a un dissipatore inserito dietro lo schermo, promette il 70% di luminosità in più rispetto a un OLED convenzionale come il B3.

Lo stesso farà Panasonic con la sua nuova serie OLED MZ2000, che tra MLA, un nuovo modulo personalizzato Master OLED Ultimate e un nuovo sistema di gestione del calore sviluppato appositamente dagli ingegneri Panasonic promette una luminanza di picco superiore del 150%. Dalle ultime indiscrezioni si parla di quasi 1500 nit in una finestra del 10% e di oltre 1000 nits su porzioni di schermo più grandi del 10% rispetto all’LZ2000 dello scorso anno, mentre non si è ben capito a quale modello dello scorso anno si riferisca quel +150% di picco di cui parla Panasonic per la nuova serie.

Come dicevamo prima, tutti questi valori e numeri si riferiscono alle specifiche tecniche annunciate dai vari produttori, che però non devono essere prese alla lettera (che dire ad esempio dell’incidenza più o meno invadente dell’Automatic Brightness Limiter nei TV OLED?). Prendiamo il caso del TV QD-OLED S95C da 77’’ di Samsung presentato sempre al CES 2023 e analizzato in profondità dal noto “tester” Vincent Teoh di HDTVtest. In condizioni standard il picco luminoso arrivava a quasi 2.100 nit su una porzione di schermo del 3% e basandosi su un bianco con una temperatura decisamente fredda (9.500 K).

Portando il bianco a una temperatura di riferimento dopo un’attenta calibrazione, nel test successivo si è passati a 1.313 nits su una schermata con il bianco al 10%, oltre 300nits in più rispetto alle stesse condizioni sui QD-OLED dello scorso anno. Teoh ha riportato anche un valore di 250 nits contro i 210 del modello 2022 per quanto riguarda il bianco full-screen. Questo per far capire che mentre un aumento di picco è inevitabile tra una generazione di TV e l’altra, in realtà è molto difficile capire quanto sia davvero sostanzioso e le specifiche tecniche dei produttori, che riportano unicamente il valore di picco senza specificare la percentuale dello schermo e la temperatura del bianco, lasciano un po’ il tempo che trovano e alla fine servono per lo più come arma di marketing.

Anche perché (diciamocela tutta), a che servono simili livelli di luminosità e quanto andranno a impattare sui consumi elettrici delle nostre case? Ovvio che più un TV raggiunge una certa luminosità, più consuma e anche se Samsung ha promesso per i suoi nuovi QD-OLED consumi inferiori del 25%, resta il fatto che i prossimi TV top di gamma (soprattutto i MiniLED) saranno più energivori di quelli attuali.

TV così luminosi hanno ovviamente il grande pregio di vedersi meglio in ambienti molto luminosi per la presenza di forti luci naturali e/o artificiali. Questo è verissimo, ma bisogna anche considerare altri fattori importanti in questi particolari casi d’uso come la presenza o meno di un rivestimento antiriflesso applicato sullo schermo, o di tecnologie per migliorare l’angolo di visione se si guarda il TV da una certa angolazione.

Insomma, va bene proporre TV sempre più luminosi e capiamo benissimo che numeri altisonanti facciano il loro effetto, ma cercate sempre di considerare anche questi ultimi aspetti e di attendere qualche test accurato per capire se veramente delle roboanti specifiche tecniche siano tali anche all’atto pratico. E, soprattutto, chiedetevi se vi serve davvero un TV così luminoso. Molto probabilmente la risposta sarà no.

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