In vista del CES 2026, LG ha annunciato i suoi primi TV Micro RGB, modelli LCD di fascia alta con retroilluminazione Micro RGB, IA avanzata e copertura colore totale, pensati per ridefinire il futuro dei TV oltre l’OLED
In vista del CES 2026, LG ha annunciato la serie Micro RGB evo MRGB95B, composta da tre TV LCD 4K che si collocano deliberatamente fuori dal tradizionale asse OLED su cui il brand coreano ha costruito oltre un decennio di leadership tecnologica.
La tecnologia Micro RGB (o RGB LED), che abbiamo approfondito in questo speciale, è un’evoluzione concettuale e pratica dei TV Mini LED tradizionali che elimina la classica retroilluminazione a LED bianchi o blu per sostituirla con matrici densissime di LED rossi, verdi e blu controllati individualmente. In questo modo, la sorgente luminosa smette di essere l’anello debole della catena LCD, aprendo la strada a un controllo molto più fine di colore, luminosità e contrasto.
Nel dettaglio, il passaggio da RGB-MiniLED a Micro RGB LED segna una differenza sostanziale nelle dimensioni dei diodi. Se nel primo caso si parla di LED dell’ordine dei 100–200 micrometri, nel secondo si scende sotto la soglia dei 100 micrometri, consentendo una densità nettamente superiore e una gestione della luce più precisa. Questo approccio permette, almeno in teoria, di rinunciare del tutto a filtri colore e strati Quantum Dot, alleggerendo la struttura ottica del pannello e riducendo le perdite intrinseche. È in pratica un LCD che cerca di liberarsi delle “stampelle” storiche della tecnologia.

LG rivendica di aver trasferito nel progetto Micro RGB evo oltre tredici anni di esperienza maturata con l’OLED in termini di precisione cromatica, gestione della luce e calibrazione. A orchestrare questa complessità entra in gioco il processore α11 AI Processor Gen 3 basato su una architettura Dual AI Engine. La funzione di Dual Super Upscaling consente di eseguire due processi di upscaling basati su intelligenza artificiale in parallelo, con l’obiettivo di migliorare la nitidezza senza introdurre artefatti evidenti. L’approccio dichiarato da LG punta a un’immagine più equilibrata e naturale, lontana dagli eccessi da showroom che spesso penalizzano la visione quotidiana.
Sul piano cromatico, la funzione RGB Primary Color Ultra rappresenta uno degli elementi chiave della proposta Micro RGB evo. LG afferma che questa implementazione consente di raggiungere una copertura completa dei principali spazi colore di riferimento, tanto da aver ottenuto la certificazione Intertek per il 100% di BT.2020, DCI-P3 e Adobe RGB. Si tratta, almeno sulla carta, del massimo teoricamente raggiungibile con gli standard video e imaging attuali, che sposta il focus dalla semplice luminosità di picco alla fedeltà cromatica come parametro centrale di qualità.
A supporto di questa ambizione interviene il sistema Micro Dimming Ultra, che gestisce oltre mille zone di local dimming indipendenti con l’obiettivo di mantenere un controllo rigoroso della luminosità preservando dettaglio sia nelle alte luci sia nelle scene più scure, territori in cui anche molti LCD di fascia alta mostrano ancora limiti evidenti.

A livello di utilizzo, i TV Micro RGB evo MRGB95B, dei quali LG non ha ancora comunicato prezzi, dettagli sul sistema audio integrato e valori di luminosità (ipotizziamo comunque più di 5000 nit di picco), adotteranno il sistema operativo webOS nella versione 2025, arricchito da una serie di funzioni IA orientate alla personalizzazione. Voice ID, AI Picture Wizard e AI Sound Wizard lavorano per adattare immagine e suono alle preferenze individuali, mentre la schermata My Page prova a trasformare l’interfaccia in uno spazio realmente su misura.
Dal punto di vista strategico, colpisce la scelta delle diagonali. A differenza di Samsung e Hisense con i loro modelli rispettivamente da 115 e 116 pollici, LG non ha infatti inseguito da subito il gigantismo estremo, ma è partita da tagli un po’ più “realistici” per il mercato domestico, con il modello base da 75 pollici che sarà affiancato dai fratelli maggiori da 86 e 100 pollici. È un segnale che suggerisce la volontà da parte di LG di portare la tecnologia Micro RGB fuori dalla dimensione puramente dimostrativa o dalle sale home cinema di stampo luxury, rendendola potenzialmente scalabile e commercialmente sostenibile seppur in una fascia di mercato che resta comunque premium.
A scanso di equivoci (le sigle sono molto simili), resta fondamentale distinguere questa tecnologia dal MicroLED “puro”, che elimina del tutto il pannello LCD e la retroilluminazione e che ha prezzi ancora inavvicinabili per i comuni mortali, e ricordare che al momento l’OLED rimane l’unica soluzione in grado di garantire neri assoluti e angoli di visione perfetti. Tuttavia, la distanza si sta riducendo e al CES 2026 qualcosa ci dice ne vedremo delle belle.
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