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Vinile a 100 euro

Ovviamente non ci riferiamo alla vendita al chilo, come si potrebbe pensare, ma alla cifra richiesta per un sistema completo basato su una sorgente analogica, carino a vedersi, onestamente ben realizzato pur nell’inevitabile economia richiesta per immettere sul mercato un simile prodotto. Non ci riferiamo ad un sistema ai massimi livelli ovviamente, ma a qualcosa che in fin dei conti rende possibile l’ascolto di un bel vinile nemmeno troppo gravato dai limiti solitamente ascritti a sistemi economici.

Una volta c’era l’impianto di Selezione – ovvero Reader’s Digest per chi lo ricorda – il famoso STEREORAMA 2000 De LUXE, un sistema che negli anni ’70 hanno posseduto in molti e che ha letteralmente contribuito ad irrobustire le ossa di coloro che sarebbero successivamente diventati appassionati di alta fedeltà.

Si potrebbe affermare che vinile e compatto Hi-Fi erano un binomio piuttosto frequentato all’epoca.

Una pubblicità dell’epoca relativa ad un tipico sistema all-in-one: l’uso di affermazioni eclatanti era la norma per attirare l’attenzione degli acquirenti

Era un sistema molto semplice: uno chassis in legno (?) nel quale erano inseriti un giradischi ed un amplificatore, nei casi maggiormente avanzati perfino una radio ed un lettore di cassette; non mancava un’uscita cuffia ovviamente, al fine di effettuare ascolti senza disturbare.


Almeno questo modello, ma vi erano anche esponenti che per certi versi potevano essere definiti alquanto avanzati – a marchio GRUNDIG e PHILIPS in special modo – ove i primi erano spesso equipaggiati con un giradischi DUAL (altro noto costruttore tedesco) e sovente iperdotati dal punto di vista tecnologico, ovvero muniti di equalizzatore e filtri vari allo scopo di migliorare la riproduzione.

Il compatto PHILIPS GF-908, uno degli esemplari di maggior successo: notare bene il giradischi, vi ricorda qualcosa?

Non mancavano i diffusori, esemplari che nei modelli maggiormente avanzati vantavano dimensioni abbastanza importanti – non certo da pavimento ma comunque assimilabili ad un bookshelf ipertrofico – e l’amplificazione era abbastanza potente, sebbene le cifre relative ai watt erano a talvolta un po’ troppo ottimistiche.

A ben vedere, malgrado si trattasse di sistemi destinati ad un uso che potremmo definire quotidiano – ovvero privo di quella sorta di cervellotica liturgia che in determinati casi l’appassionato riversa nella passione – questi sistemi avevano un loro perché: erano semplici, anche eleganti nella semplicità del design, quasi sempre le principali tarature erano fatte in fabbrica, semplici da gestire e garantivano un suono che, se non perfetto, consentiva di spaziare dal sottofondo al momento più infuocato senza troppi patemi d’animo.

Antesignani per certi versi degli odierni sistemi plug & play – che garantiscono a chiunque ascolti soddisfacenti senza paturnie da tecnicismo spesso ingestibile – hanno davvero rappresentato un’epoca.

E se volessimo acquistarne un esemplare al giorno d’oggi?

Quando mi sono sentito chiedere uno “stereo” il cui budget previsto era pari a circa 100 euro – pur col massimo rispetto di chi mi ha coinvolto nell’impresa di scovarlo – non nego che sulle prime m’è venuto da ridere, poi però ho (ri)pensato bene alla richiesta e mi sono messo alla ricerca.

Cavalcando l’onda del web ho identificato parecchi sistemi dedicati alla riproduzione del vinile prodotti in massima parte da ditte cinesi – CROSLEY ne rappresenta forse il massimo esponente e ne abbiamo già parlato qui – e sebbene l’impressione di qualità generale fosse ampiamente portata verso la delusione, alla fine ho identificato un compatto che per aspetto e dotazione pareva perfetto, su Amazon.

Il sistema descritto nell’articolo: qualità generale, estetica e suono più che accettabili

 

D’altronde – come anche suggerito dal collega di penna nell’articolo richiamato – pur essendo necessaria una certa onestà intellettuale non è possibile definire brutto questo sistema, ed inserito in ambiente posso assicurarvi che fa la sua figura. Il suono? Fatte le debite proporzioni non male, di certo non ci si devono attendere prestazioni telluriche in bassa frequenza o estensioni sonore da record, ma per un ascolto disimpegnato va benissimo.

La dotazione accessoria, basata su un ingresso linea attestato sia su RCA che su jack da 3.5 mm e Bluetooth, lo rende utilizzabile anche a prescindere dal vinile. L’amplificazione di bordo è pari a 15 w/ch ed i piccoli diffusori a corredo sono dotati di woofer da 4″, non certo una capacità di fuoco impressionante ma sufficiente ad esprimere una qual certa piacevolezza sonora.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

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