Entertainment • Hi-Fi • Musica • Notizie • Streaming

Per Spotify Premium Family arriva la stretta sui controlli: 7 giorni per verificare l’account o scatta il blocco di 12 mesi

spotify windows

Spotify intensifica i controlli sugli abbonamenti Premium Family con QR code dinamici, verifiche di persona e restrizioni fino a 12 mesi. Ecco cosa cambia

Spotify ha deciso di rendere decisamente più complicata la condivisione degli abbonamenti Premium Family, introducendo un sistema di verifica che richiede la presenza fisica di due persone nello stesso luogo. Alcuni utenti devono infatti scansionare un QR code dinamico generato sullo smartphone dell’intestatario del piano, dimostrando così di condividere effettivamente l’abitazione con chi paga l’abbonamento. Il tutto entro sette giorni dalla notifica di Spotify, pena una restrizione di dodici mesi sulla possibilità di aderire a un altro piano Family o Duo. È l’ennesimo capitolo della battaglia delle piattaforme streaming contro la condivisione degli abbonamenti, una pratica che negli ultimi anni ha progressivamente trasformato offerte pensate per i nuclei domestici in convenienti strumenti per suddividere le spese tra amici e conoscenti.

Il meccanismo descritto nella documentazione ufficiale di Spotify è piuttosto semplice, almeno sulla carta. Il gestore dell’abbonamento deve aprire l’applicazione sul proprio smartphone, accedere alla sezione Il tuo Premium e successivamente a Gestisci, dove viene generato il QR code. Il componente della famiglia sottoposto al controllo deve inquadrarlo utilizzando la fotocamera del proprio telefono. La particolarità è che il codice viene aggiornato ogni pochi secondi, rendendo sostanzialmente inutile salvarne uno screenshot e inviarlo successivamente a un’altra persona. La procedura richiede inoltre versioni aggiornate dell’applicazione su entrambi i dispositivi.

Spotify family

Spotify precisa che questa verifica può essere richiesta soltanto ad alcuni abbonati Premium Family, ma al momento non sono stati comunicati criteri di selezione, percentuali di utenti coinvolti o informazioni dettagliate sui Paesi interessati. Il sistema, peraltro, non rappresenta una novità assoluta. Già nel dicembre 2025 erano infatti apparse testimonianze su Reddit relative a controlli mediante codici dinamici. Le segnalazioni odierne indicano quindi una maggiore attenzione verso questa procedura, senza dimostrare necessariamente l’avvio di un’estensione generalizzata.


L’aspetto più controverso riguarda le conseguenze del mancato controllo. Chi non completa la scansione entro sette giorni, oppure non riesce a superarla, non può aderire a un diverso abbonamento Family o Duo per i successivi dodici mesi, mentre rimangono disponibili il piano gratuito e gli abbonamenti individuali. Il problema potenziale riguarda soprattutto gli abbonati perfettamente in regola. Un componente della famiglia temporaneamente lontano da casa per lavoro, vacanza o altri impegni potrebbe infatti avere difficoltà a completare la procedura nei tempi stabiliti. Lo stesso dicasi, ad esempio, per i figli universitari che vivono stabilmente altrove, visto che il semplice legame familiare non soddisfa il requisito della residenza condivisa previsto dal contratto.

Spotify dichiara di non tracciare la posizione degli utenti nelle tradizionali verifiche dell’indirizzo, ma questo non chiarisce completamente quali informazioni vengano elaborate attraverso il nuovo controllo. Lo scopo di questa nuova stretta non è difficile da capire. In Italia Spotify Premium Family costa attualmente 20,99 euro mensili, permette di utilizzare fino a sei account indipendenti e rimane particolarmente conveniente rispetto ai 11,99 euro richiesti per un abbonamento Individual (Premium Duo costa invece 16,99 euro). La possibilità di dividere il costo tra sei persone rappresenta un incentivo economico considerevole, soprattutto quando gli utilizzatori abitano in luoghi differenti.

Nel recente report Music in the Air del 15 ottobre, Goldman Sachs ha evidenziato come un’applicazione più rigorosa dei requisiti di residenza possa generare ulteriori ricavi per le piattaforme musicali. Inoltre, secondo gli analisti, una quota significativa degli abbonamenti condivisi coinvolgerebbe persone estranee allo stesso nucleo domestico. Trasformare anche soltanto una parte di questi utenti in clienti “singoli” potrebbe quindi aumentare sensibilmente i ricavi medi per abbonato.

Chi considera eccessivamente invasiva questa politica potrebbe valutare un servizio concorrente, anche se non deve aspettarsi necessariamente condizioni più permissive. YouTube Music richiede anch’esso che tutti i componenti dell’abbonamento familiare condividano la medesima residenza e Google prevede un controllo elettronico ogni trenta giorni, rendendo difficile considerarlo un’alternativa priva di verifiche. Più interessante, soprattutto per chi attribuisce particolare importanza alla qualità sonora, è Apple Music. Il piano Famiglia costa in Italia 19,99 euro al mese e la piattaforma non contempla un sistema di verifica fisica tramite QR code equivalente a quello di Spotify, sebbene rimangano applicabili le condizioni di idoneità del gruppo familiare e i vincoli geografici.

© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI






    MBEditore network

    Loading RSS Feed

    Pin It on Pinterest