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Blu-ray UltraHD: è stato craccato l’AACS 2.0?

AACS

A meno di un anno dal debutto sul mercato del Blu-ray Ultra HD è comparsa su alcuni siti di file sharing una copia 1:1 de “I Puffi 2”. E’ stato dunque violato il nuovo sistema AACS 2.0? Dalle prime testimonianze parrebbe proprio di si.

Quando fu presentato ufficialmente lo standard del nuovo supporto Blu-ray Ultra HD, in aggiunta alle varie specifiche audio e video (le più avezze ai riflettori), furono parimenti emesse quelle per l’immancabile sistema di protezione antipirateria, il nuovo AACS 2.0. Rivisitazione stereoidizzata del già “bucato” AACS 1.0, presente di default sui Blu-ray standard.

Per quasi un anno ne sono state decantate impenetrabilità e sicurezza, pubblicizzando anche le “opinioni” dei due più “controversi” player sul mercato della rimozione protezioni, DvdFab e AnyDVD, sulla volontà di non avere piani per un “intervento” sul nuovo formato. Sottintendendo, nelle intenzioni degli intervistatori, l’eccessiva solidità e complessità del nuovo sistema.

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Tutto questo sembra però essersi infranto nelle ultime ore, quando su un noto sito di file sharing è comparsa la copia pirata del Blu-ray 4K de I Puffi 2. Testimonianze di coloro i quali lo hanno scaricato confermano si tratti di una copia 1:1 dell’originale, motivo per il quale tutto lascerebbe pensare il sistema AACS 2.0 sia stato effettivamente violato.

Il fatto, dovesse trovare conferma ulteriore, sarebbe l’ennesima debacle delle politiche di protezione “estrema” adottate dai produttori nel tentativo di arginare il fenomeno pirateria. Non possiamo infatti esimerci dal ricordare i tempi dei primi Blu-ray, quando i continui “aggiustamenti” ai sistemi di protezione portavano grossi problemi ai regolari acquirenti dei dischi. I quali non erano a volte in grado di usufruirne in quanto il lettore non aveva ancora ricevuto il necessario upgrade del firmware. Chi ha vissuto quell’epoca ben si ricorderà del Blu-ray “I Fantastici 4 e Silver Surfer“, in special modo della sua “innovativa” protezione BD+.

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Anche se nel caso dello standard Blu-ray 4K i sistemi di protezione sono stati gestiti decisamente meglio, purtroppo, bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà è che qualsivoglia sistema di protezione, basato su algoritmi informatici e soggetto ad una diffusione, sia hardware che software, così massiva, è soggetto prima o dopo ad essere violato. Anche perchè l’utilizzo di sistemi “più efficaci”, quali quelli in uso in campo di intelligence e militare per capirsi, comporterebbe spese e implementazioni inaccettabili per il settore “consumer”.

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La notizia pertanto non deve sorprendere, alla fin fine era solo questione di tempo. Nonostante ciò pensiamo che questo difficilmente potrà avere un grosso contraccolpo sulle vendite effettive o comunque minare la diffusione del formato. Stiamo sempre parlando di file di dimensioni consistenti (I Puffi 2 “pesa” da solo 53 Gb), per i quali è parecchio scomoda una movimentazione via internet (specie con le linee italiane attuali). Considerato poi che il supporto è rivolto ad uno specifico target di appassionati e/o collezionisti, i quali notoriamente disdegnano prodotti non originali, mentre il restante bacino di utenza del 4K può benissimo trovare nello streaming legale una possibilità più economica di fruire i contenuti ultra HD, si comprende subito come l’esborso necessario (sia finanziario che di tempo) a ottenere copie illegali non valga decisamente la pena.

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