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Come proteggere i tuoi dispositivi da virus e malware nel 2026

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Dagli antivirus agli aggiornamenti, dalle VPN alla scelta dei siti giusti: una guida pratica per difendere computer, smartphone e tablet dalle minacce informatiche più attuali.

I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio all’ottimismo. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 gli attacchi informatici censiti in Italia sono stati 507, con un incremento del 42% rispetto all’anno precedente. Il dato più allarmante riguarda il phishing e il social engineering, cresciuti del 75% anche grazie all’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei cybercriminali. Il ransomware, poi, ha registrato un’impennata impressionante a livello nazionale.

Se un tempo le minacce informatiche sembravano un problema riservato alle grandi aziende, oggi la realtà è diversa: chiunque utilizzi un computer, uno smartphone o un tablet è un potenziale bersaglio. La buona notizia è che proteggersi non richiede competenze da esperto. Bastano alcune accortezze e buone abitudini digitali per ridurre drasticamente i rischi. Vediamo quali.

Installare un buon antivirus e tenerlo aggiornato

Il primo passo per difendere qualsiasi dispositivo è dotarlo di un software antivirus affidabile. Un buon antivirus non si limita a eseguire scansioni periodiche, ma offre una protezione in tempo reale capace di intercettare le minacce nel momento stesso in cui si presentano. Tra le funzionalità da privilegiare ci sono la scansione personalizzata di file e cartelle, la protezione della webcam da accessi non autorizzati e un database costantemente aggiornato per riconoscere anche i malware di ultima generazione.


L’antivirus integrato nel sistema operativo rappresenta un buon punto di partenza, ma spesso non è sufficiente: le soluzioni dedicate offrono livelli di protezione decisamente più avanzati, come l’analisi cloud dei file sconosciuti prima che possano causare danni.

Aggiornare sempre sistema operativo e applicazioni

Gli aggiornamenti del sistema operativo e delle app non servono soltanto a introdurre nuove funzionalità: il loro scopo principale è correggere vulnerabilità di sicurezza che i criminali informatici possono sfruttare per infiltrarsi nei dispositivi. Ogni volta che si rimanda un aggiornamento si lascia aperta una porta che qualcuno potrebbe decidere di varcare. Questo vale per Windows, macOS, Android e iOS, così come per ogni singola applicazione installata. I dispositivi più datati, che non ricevono più aggiornamenti dal produttore, sono particolarmente esposti.

Se avete un vecchio smartphone nel cassetto e state pensando di rimetterlo in funzione, è bene valutare a cosa destinarlo: ci sono diversi utilizzi intelligenti per un vecchio smartphone che non richiedono di esporlo a rischi inutili, ma navigare sul web con un sistema non aggiornato è fortemente sconsigliato.

Attenzione a link sospetti e tentativi di phishing

Il phishing resta una delle trappole più insidiose e diffuse nel panorama della sicurezza informatica. I criminali inviano email, SMS o messaggi attraverso app di messaggistica contenenti link infetti o allegati malevoli, spesso mascherati da comunicazioni ufficiali di banche, corrieri o servizi online. Con l’intelligenza artificiale, questi messaggi sono diventati ancora più sofisticati e difficili da riconoscere: testi scritti in un italiano impeccabile, loghi perfettamente riprodotti e toni convincenti.

La regola d’oro è semplice: non aprire mai allegati e non cliccare su link provenienti da mittenti sconosciuti. E se un messaggio sospetto sembra arrivare da un contatto fidato, è sempre meglio verificare con una telefonata o un messaggio diretto prima di compiere qualsiasi azione.

Navigare solo su siti sicuri e affidabili

Non tutti i siti web sono uguali e alcuni rappresentano un rischio concreto per la sicurezza dei dispositivi. Il web è popolato di piattaforme poco affidabili, particolarmente diffuse in settori come il gioco d’azzardo e le scommesse online, dove abbondano portali non regolamentati che possono nascondere malware, tracciatori invasivi o tentativi di furto di dati personali. Diverso è il discorso per le piattaforme legali e certificate: esistono infatti siti di scommesse garantiti da diversi enti che ne certificano la sicurezza, il che li distingue nettamente dai portali illegali.

In generale, prima di inserire qualsiasi dato personale o finanziario su un sito, è fondamentale verificare che l’indirizzo inizi con HTTPS e che il portale goda di una buona reputazione online. Un minimo di cautela può evitare problemi molto seri.

Proteggere la rete WiFi e usare una VPN

La rete domestica è il punto di accesso a tutti i dispositivi connessi, e proteggerla adeguatamente è essenziale. Il primo passo è impostare una password robusta per il router WiFi, evitando combinazioni banali o quelle preimpostate dal produttore. Chi desidera approfondire le possibilità offerte dalla tecnologia per rendere più sicura la propria casa connessa può esplorare le soluzioni dedicate alla sicurezza smart home oggi disponibili sul mercato.

Quando ci si collega fuori casa, poi, le reti WiFi pubbliche rappresentano un rischio significativo: i dati trasmessi possono essere intercettati da malintenzionati. L’utilizzo di una VPN (Virtual Private Network) permette di cifrare tutto il traffico internet, proteggendo informazioni sensibili come credenziali di accesso e dati bancari.

Scaricare app solo da store ufficiali e controllare i permessi

Uno degli errori più comuni, soprattutto su dispositivi Android, è installare applicazioni da fonti non ufficiali. Il Google Play Store e l’App Store di Apple rappresentano le uniche fonti realmente affidabili, poiché le app pubblicate vengono sottoposte a controlli di sicurezza prima di essere rese disponibili.

Ma anche scaricando dagli store ufficiali è importante prestare attenzione ai permessi richiesti: un’app torcia che chiede accesso a contatti, fotocamera e microfono è quantomeno sospetta. Eliminare periodicamente le applicazioni inutilizzate è un’altra buona pratica, perché ogni app installata rappresenta una potenziale superficie d’attacco.

Backup regolari: l’ultima linea di difesa

Se nonostante tutte le precauzioni un attacco dovesse andare a segno, un backup aggiornato dei dati può fare la differenza tra un semplice fastidio e una perdita irreparabile. Questo è particolarmente vero nel caso dei ransomware, che bloccano l’accesso ai file e chiedono un riscatto per restituirli. Salvare periodicamente i propri dati su un servizio cloud o su un hard disk esterno richiede pochi minuti e garantisce la possibilità di ripristinare tutto in caso di emergenza. L’importante è la regolarità: un backup fatto sei mesi fa potrebbe non bastare.

La sicurezza digitale non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma un insieme di piccole abitudini quotidiane. Installare un buon antivirus, aggiornare i dispositivi, navigare con attenzione e fare backup regolari sono gesti semplici che, messi insieme, costruiscono una difesa solida contro le minacce del 2026. Non serve essere esperti: serve solo un po’ di costanza.

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