Ci siamo ricascati un’altra volta! Dopo la prova delle piccole Totem Acoustic Loon, abbiamo testato nuovamente una coppia di diffusori bookshelf anche se queste Elac Vela BS 404.2 sono dei bookshelf decisamente più grandi dei precedenti. Il punto però, non sono tanto le dimensioni quanto, in questo primo approccio, l’aspetto estetico. Le Elac Vela BS 404.2 in questa finitura nera laccata, colpiscono fin dal primo sguardo per un design moderno ed elegante dove ogni minimo dettaglio estetico è curato con estrema precisione.
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Elac Vela BS 404.2 introduzione
La nuova ELAC Vela BS 404.2 non rappresenta soltanto un aggiornamento rispetto al precedente modello, ma incarna la volontà del produttore di Kiel di ridefinire le potenzialità del diffusore da stand, portando le tecnologie della linea ammiraglia Concentro in un formato più accessibile. Se ve lo state chiedendo, il prezzo di listino parte da 3.450 Euro e per maggiori informazioni su disponibilità e rivenditori potete consultare il sito del distributore italiano LP Audio.
La Linea Vela 2.0 è composta oltre che dalle BS 404.2, dalle sorelle minori BS403.2, dai modelli da pavimento FS407.2 FS408.2, FS 409.2 ed infine dal canale centrale CC401.2. Per chi non lo sapesse, Elac ha alle spalle un secolo di storia, è stata fondata nel 1926. In questo articolo abbiamo ripercorso le tappe salienti di un brand che è un pozzo di storia e di scienza. L’era dei diffusori Elac, inizia a svilupparsi appieno negli anni ’80, il brand è diventato sinonimo di precisione meccanica grazie ai suoi giradischi e alle testine, ma è con l’introduzione delle line up di diffusori e soprattuto con l’introduzione del tweeter JET nel 1993 che ELAC ha segnato una svolta indelebile nel mercato. La serie Vela 2.0, di cui la BS 404.2 è la massima espressione tra i modelli da scaffale, celebra questo retaggio introducendo la sesta generazione del trasduttore JET, promettendo una risoluzione mai raggiunta prima in questa fascia di prezzo. Neil Armstrong nel 1969 disse:
“That’s one small step for [a] man, one giant leap for mankind”
E in un certo senso, queste Elac della serie Vela rappresentano il risultato di un percorso fatto di piccoli passi, compiuti con costanza nel corso degli anni. Un’evoluzione che, con quest’ultima generazione, ha portato a una maturità timbrica e tonale ancora più raffinata, capace di migliorare alcuni aspetti della versione precedente.

L’architettura del cabinet delle Elac Vela BS 404.2: geometria al servizio del suono
Il design delle Elac Vela 2.0 BS 404.2 colpisce immediatamente per la sua forma trapezoidale, uno dei tratti distintivi è una leggera inclinazione verso il posteriore. Non si tratta solamente di una velleità di tipo estetico, ma è una soluzione ingegneristica mirata a combattere uno dei nemici principali della riproduzione sonora: le onde stazionarie interne. Semplificando al massimo un concetto abbastanza complesso, possiamo dire che in un cabinet con pareti parallele, le onde sonore riflesse all’interno tendono a sovrapporsi, creando risonanze che colorano il suono in modo indesiderato.
La struttura cosi realizzata, non parallela, riduce drasticamente questo fenomeno, garantendo che l’emissione dei driver sia influenzata il meno possibile dalle riflessioni del mobile. Ovviamente tutto questo ha un costo maggiore rispetto ad un cabinet tradizionale, ma Elac, riesce a massimizzare questo aspetto grazie alle grandi capacità del suo team ed ai macchinari presenti in fabbrica che gli consentono di realizzare la maggior parte delle lavorazioni direttamente in house.
Sempre riguardo i cabinet, ci sono altri aspetti da attenzionare, ad esempio l’utilizzo di alluminio pressofuso per la piastra di base e per quella superiore. I pannelli laterali sono, molto probabilmente, in MDF ad alta densità con finiture laccate a mano. Internamente il cabinet è dotato di rinforzi e di tantissimo materiale fonoassorbente. A proposito di laccatura, queste Elac Vela BS 404.2 sono un chiaro esempio di una cura costruttiva tipicamente tedesca. Le finiture disponibili sono color noce, bianco laccato, oppure, come nel nostro caso, il bellissimo nero laccato. Ora però torniamo un momento alla base in alluminio che è un elemento molto importante sia perché e in grado di conferire stabilità ed una estetica moderna ma anche perché ha il compito di smorzare le vibrazioni oltre ad essere l’interfaccia perfetta per il condotto reflex.
A differenza dei diffusori con sbocco sulla parete posteriore, solitamente più critici nel posizionamento, in quanto richiedono una certa distanza dalle pareti posteriori, le Elac Vela BS 404.2 utilizzano un sistema”down-firing” che convoglia l’aria verso il basso. Questa configurazione vi aiuterà nel sistemare al meglio i diffusori, soprattutto se, per quieto vivere familiare, dovrete collocarli a ridosso della parete di fondo. Sempre riguardo la base, troverete delle filettature per far si che possiate fissare i diffusori agli stand Elac LS60. Altra trovata intelligente è il rivestimento in gomma morbida alla base che oltre ad offrire un grip eccellente in abbinamento con i nostri stand Solidsteel, evita che la base si graffi durante il fine tuning.
Sul retro poi, troviamo una morsettiera che consente il biamping/biwirng, che abbiamo testato con questo finale. In sintesi, un cabinet che non si accontenta di essere bello ma che vuole anche essere funzionale e far si che si ottengano le migliori performance sonore possibili. Un diffusore non è solo la somma dei suoi driver, ma la capacità di farli lavorare assieme.
Nelle Elac Vela BS 404.2, il crossover è stato ottimizzato e rivisto per la versione 2.0. ELAC utilizza una rete di filtri ad alta pendenza che minimizza la zona di sovrapposizione tra woofer e tweeter. Il cablaggio è affidato alla Van den Hul con conduttori in rame argentato ad alta purezza. I doppi terminali bi-wiring, inoltre, sono collegati internamente con ponticelli di alta qualita (inclusi nella confezione).
Il Tweeter JET 6: la sesta generazione di uno dei cavalli di battaglia di Elac
Uno dei fiori all’occhiello di queste Elac Vela BS 404.2 è il famoso tweeter di ultimissima generazione JET 6. Un trasduttore basato sul principio dell’Air Motion Transformer (AMT) inventato dal Dr. Oskar Heil. Mentre un tweeter a cupola tradizionale spinge l’aria come un pistone, la membrana del JET 6 è ripiegata come una fisarmonica.
Quando il segnale elettrico attraversa la lamina, le pieghe si comprimono e si espandono, “spremendo” l’aria all’esterno con una velocità superiore a quella del movimento fisico della membrana stessa. Pur trattandosi di due realizzazioni differenti, Peter Comeau progettista delle Wharfedale Elysian, in una intervista che trovate qui, ci aveva spiegato con parole semplici come funziona un AMT. Questo meccanismo porta a una risposta ai transienti fulminea e a una capacità di muovere grandi volumi d’aria con escursioni minime, riducendo drasticamente la distorsione ed ottenendo una risposta in frequenza con una estensione in alto da primato.
tweeter JET 6 lavorazione e assemblaggio nella fabbrica di Kiel in Germania
Le innovazioni specifiche del JET 6 includono un nuovo layout della lamina e un pannello frontale ridisegnato che migliora la linearità della risposta in frequenza sopra i 20 kHz e, soprattutto, ottimizza la dispersione orizzontale. Il risultato e un’estensione che raggiunge i 50.000 Hz, garantendo che le risonanze siano spostate ben oltre la soglia udibile dall’uomo.
In questo video con Lars Baumann parliamo e facciamo vedere come si realizza il tweeter JET
Infine date uno sguardo anche alla flangia del tweeter che è stata studiata appositamente per abbattere le interazioni nocive tra driver e ambiente e che risulta meglio integrata rispetto al modello precedente.
Woofer AS-XR: la tecnologia “Crystal Membrane”
A supporto delle alte frequenze prodotte dal JET 6, Elac ha implementato un woofer da 180 mm con tecnologia AS-XR (Aluminum Sandwich – Extended Range). La membrana presenta una superficie che ricorda la struttura di un cristallo, una scelta che non è solo un vezzo estetico. Si tratta infatti di una soluzione per aumentare la rigidità strutturale del cono senza aggiungerne massa. La costruzione a sandwich combina la leggerezza e lo smorzamento interno della cellulosa con la rigidità di torsione dell’alluminio. Questo permette al woofer di lavorare come un pistone su un intervallo di frequenze molto ampio, riducendo i fenomeni di “break-up” che solitamente affliggono i driver di grandi dimensioni quando devono incrociarsi con un tweeter.
Nelle Vela BS 404.2, questo driver è chiamato a gestire non solo la gamma bassa, ma anche le medie frequenze fino al punto di crossover fissato a circa 2.400 Hz, un compito delicato che richiede una precisione millimetrica per mantenere la coerenza timbrica con il velocissimo tweeter JET. Saranno riusciti a realizzare un incrocio come si deve? ne parleremo dopo nelle impressioni di ascolto.
L’ascolto delle Elac Vela BS 404.2
L’ascolto delle ELAC Vela BS 404.2 rivela immediatamente la loro natura di diffusori “adulti”. Nonostante il formato da supporto, il range di frequenze che riescono a riprodurre è molto completo, tanto da poter competere con molti diffusori a torre di fascia media. O per dirla con meno giri di parole, ancora una volta un diffusore bookshelf, in un ambiente domestico, non troppo grande e soprattutto non ottimizzato per l’ascolto, riesce a riempire la stanza di musica. Per dare un minimo di contesto, abbiamo provato le Elac Vela BS 404.2 in due ambiente differenti. Il primo, è una stanza di circa 25 metri quadrati senza nessun particolare accorgimento dal punto di vista acustico, il secondo è un ambiente di circa 45 metri quadrati con un un trattamento acustico passivo.
Per quel che riguarda le catene, in considerazione degli 87 dB di sensibilità e soprattutto del modulo di impedenza, la scelta ci ha fatto propendere per amplificazioni a stato solido robuste ma, dopo aver sentito le sorelle maggiori Elac Vela BS 407.2 con il Prima Luna Evo 400 all’ultimo Roma Hi-Fidelity, non vi nascondiamo che non ci sarebbe dispiaciuto bissare l’accoppiata e non è da escludere che nel prossimo futuro non leggerete qualcosa a riguardo. Noi le abbiamo ascoltate prima con l’Exposure 2510, a seguire con un finale Audiophonics poi con finale con moduli IcePower 1200AS1 ed infine con l’integrato ItaliAcoustic HSA-02S. Dobbiamo dire che piu si sale di qualità e piu queste Elac Vela BS 404.2 riescono a dare il meglio di loro e questo potrebbe essere sia un pregio che un difetto. Le sorgenti utilizzate sono state il piccolo WiiM Ultra sempre e comunque collegato l’ADI2 FS RME e l’Audiolab 9000N. Per quanto riguarda l’analogico abbiamo utilizzato il nuovo Technics SL-40CBT di cui vi parleremo a breve.
Il tweeter JET 6 dopo un bel periodo di rodaggio decisamente indispensabile, si presenta come un ottimo protagonista. La sensazione di aria attorno agli strumenti è palpabile, con una ricostruzione del palcoscenico sonoro che si estende ben oltre i limiti fisici dei diffusori. In registrazioni orchestrali complesse, è possibile individuare la posizione esatta di ogni sezione, con i dettagli dei micro-transienti (come lo sfregamento dell’archetto sulle corde o il respiro dei fiati) che emergono con grande naturalezza. La dispersione, migliorata rispetto alla serie precedente, permette di godere di un’immagine stabile anche se non ci si trova perfettamente al centro del triangolo d’ascolto, un vantaggio non da poco per l’uso quotidiano in ambienti non dedicati. Le medie frequenze sono articolate e piacevoli anche a basso volume, con un pizzico di calore che, pur essendo leggermente caratterizzante, si rivela piacevole.
Le voci femminili sono riprodotte con estensione, luminosità e allo stesso tempo definizione. Per intenderci, le tanto temute sibilanti di Mina pur restando coerenti per tonalità e timbrica, sono risultate decisamente alla portata di questo JET 6 e credeteci, non è un compito semplice. Andando a memoria, questo è uno degli aspetti che ci sembra essere migliorato rispetto al modello precedente. Durante il classico tormentone audiofilo The Sound of Silence di Geoff Castellucci, rimaniamo sorpresi dall’estensione in gamma bassa di questo driver:
“I bassi ci sono e si sentono!”
Il woofer da 180 mm in un cabinet di questo litraggio è quasi una sfida alla fisica che Elac ha vinto grazie a un controllo millimetrico. Il basso non risulta gonfio o monocorde, al contrario è veloce, teso e capace appunto di scendere a frequenze insospettabili. In base a quanto ascoltato ci viene da pensare che in Elac oltre a misurare questo diffusore, lo hanno anche ascoltato per diverse ore ed il risultato è un incrocio tra woofer e tweeter che sembra non mostrare buchi e che anzi, ci sembra davvero ben riuscito. Ovviamente non avrete quel senso di fisicità tipico di driver più grandi, ma per una normale stanza domestica potrebbe essere anche troppo. La dinamica è un altro punto di forza: le Elac Vela BS 404.2 gestiscono le variazioni dinamiche senza scomporsi, anche quando si decide di raggiungere pressioni sonore oltre le regole del buon vicinato. A tal proposito, permetteteci una piccola digressione: uno dei punti fermi dell’alta fedeltà è che il componente su cui conviene investire maggiormente è il diffusore, in quanto è l’elemento che più caratterizza la resa sonora e che ha l’impatto più evidente sulla personalità dell’impianto. Tuttavia, nel caso delle Elac Vela BS 404.2, questo principio può essere interpretato in modo leggermente diverso. Si tratta di diffusori estremamente trasparenti e rivelatori, capaci di mettere in luce ogni sfumatura della catena a monte. Per questo motivo, pur restando centrale la qualità del diffusore, le Vela 404.2 danno il meglio di sè quando abbinate a elettroniche di livello superiore: amplificazioni raffinate e sorgenti di qualità permettono loro di esprimere appieno dinamica, microdettaglio e scena sonora.

Sinergia e amplificazione: il partner ideale per le Elac Vela BS 404.2
Le ELAC Vela BS 404.2 dichiarano un’impedenza nominale di 4 Ohm, con un minimo di 3,2 Ohm a 240 Hz. Queste caratteristiche le rendono un carico mediamente impegnativo per l’amplificatore, che deve essere capace di erogare corrente in modo stabile su carichi bassi. Con una sensibilita di 87 dB ed i dati sopra elencati, non sono diffusori difficili in senso assoluto, ma ringraziano generosamente quando accoppiate ad elettroniche dotate di una buona riserva di potenza e, soprattutto, di un buon fattore di smorzamento per controllare le escursioni del woofer. Durante i nostri test, abbiamo notato che:
- Amplificatori Stato Solido di classe AB: offrono un ottimo equilibrio, garantendo calore in gamma media e controllo in basso.
- Classe D di nuova generazione: Moduli basati su tecnologia Hypex e Icepower estraggono ogni minimo dettaglio dal tweeter JET 6, offrendo una trasparenza quasi radiografica ed un controllo impeccabile in gamma bassa, perdendo però qualcosa in termini di liquidità della gamma media.
- Valvolari: non abbiamo avuto modo di provare un amplificatore valvolare all’altezza della situazione ma ci è rimasto ben impresso in mente il risultato ottenuto al Roma Hi-Fidelity dalle sorellone da pavimento 407.2 in abbinata al PrimaLuna EVO 400 che a dispetto di quanto potevamo immaginare si è rivelata una splendida accoppiata.

Posizionamento e Setup
Per estrarre il 100% delle prestazioni dalle Vela BS 404.2, il posizionamento in ambiente è fondamentale. Elac fornisce linee guida chiare e abbastanza prevedibili ma che potranno essere d’aiuto a chi è meno smaliziato. L’altezza ideale prevede che il tweeter sia allineato all’altezza delle orecchie dell’ascoltatore. Se possibile, posizionatele su stand di qualità, preferibilmente pesanti e dotati di punte per il disaccoppiamento dal pavimento. La distanza tra i due diffusori dovrebbe formare un triangolo equilatero con la posizione di ascolto. Grazie alla tecnologia JET 6, il “toe-in” (ovvero l’angolazione verso l’interno) puo essere meno marcata rispetto ad altri diffusori: una angolazione di circa 20 gradi ci è sembrata la soluzione migliore. Un aspetto particolarmente interessante riguarda l’interazione con l’ambiente domestico. Le Vela sono pensate per integrarsi in arredamenti moderni, spesso caratterizzati da superfici riflettenti. In questi contesti, la dispersione del JET 6 contribuisce a ridurre le riflessioni provenienti da soffitto e pavimento; tuttavia, quando possibile, l’inserimento di un tappeto pesante tra i diffusori e il punto d’ascolto rappresenta una scelta azzeccata.

Considerate le prestazioni generose in gamma bassa, è consigliabile lasciare spazio sia dalla parete posteriore che da quelle laterali, così da ottenere una scena sonora più tridimensionale e un’immagine più focalizzata. Avvicinando i diffusori alle pareti si nota si un incremento delle basse frequenze, ma a discapito dell’equilibrio e della resa sugli altri fronti. Va comunque sottolineato che le Elac Vela BS 404.2 risultano meno sensibili alla vicinanza delle pareti rispetto ad altri modelli competitor.
Conclusioni: Elac è sempre una certezza
Le ELAC Vela BS 404.2 rappresentano la maturità di un progetto che ha saputo evolversi senza tradire le proprie origini. La sesta generazione del tweeter JET segna un punto di svolta nella risoluzione delle alte frequenze per questa fascia di prezzo, offrendo una trasparenza che solitamente si trova in sistemi di fascia superiore. La capacità di unire queste prestazioni analitiche a un basso potente, controllato e a un design moderno e curato, le rendono uno dei modelli più interessanti nella loro categoria di appartenenza. Sono diffusori che chiedono di essere ascoltati con attenzione, che rivelano nuovi dettagli in dischi che pensavate di conoscere a memoria e che, con la giusta amplificazione, potranno ripagarvi di grandi ascolti. Attenzione però, in quanto precise, sono anche inesorabili con le registrazioni mediocri. Non abbiamo capito la scelta di fornire come optional le griglie parapolvere, ma in sintesi non possiamo che sentirci soddisfatti dei risultati ottenuti.
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