Il mondo dell’alta fedeltà tedesca è costellata di nomi che hanno definito la storia dell’audio, ma pochi brand possiedono una profondità storica e una capacità di reinvenzione paragonabili a ELAC (Electroacustic GmbH). Il 1° settembre 1926 a Kiel, una città portuale situata nel nord della Germania, Heinrich Hecht, Wilhelm Rudolph e da Gerhard Schmidt fondano il brand. L’azienda ha vissuto sulla propria pelle le epoche più turbolente del XX secolo, passando da pioniere della tecnologia sonar a leader mondiale nella progettazione di diffusori acustici d’avanguardia.
La genesi di ELAC non è legata alla musica in senso stretto, bensì allo studio rigoroso della propagazione delle onde sonore, una base scientifica che ancora oggi permea ogni singolo trasduttore che esce dai laboratori dell’azienda.
La storia di Elac: le radici scientifiche: l’era del sonar e della ricerca
Il percorso di ELAC inizia con una missione puramente tecnica e di ricerca. Sotto la guida del Dr. Heinrich Hecht, del Dr. Wilhelm Rudolph e di Gerhard Schmidt, la Electroacustic GmbH fu istituita per esplorare le frontiere della tecnologia idroacustica. Negli anni Venti, la comprensione del comportamento del suono sott’acqua era una priorità non solo per la sicurezza della navigazione civile, ma anche per le nascenti esigenze di difesa navale. Il laboratorio dedicato della società divenne rapidamente un centro d’eccellenza per lo sviluppo di sistemi di eco-scandaglio, portando nel 1928 al rilascio di uno dei primi sistemi commerciali per la navigazione civile.

Durante gli anni Trenta, ELAC consolidò la propria posizione di leader in questo settore. Nel 1931, avviene un ulteriore punto di svolta con l’introduzione di innovazioni come l’Elektrolot e il “Fish Magnifier” che permise all’azienda di assicurarsi i primi brevetti internazionali, segnando il passaggio da un laboratorio di ricerca a un’entità industriale di rilievo. Localizzare con precisione gli oggetti sommersi e calcolare le profondità marine richiedeva massima attenzione nella costruzione dei trasduttori, aspetto che sarebbe diventato fondamentale negli anni futuri per la costruzione dei driver per diffusori.

Nel 1937 l’azienda fissò nuovi standard tecnici con un sistema multicanale per l’individuazione della direzione del suono, anche questo uno studio che si rivelerà importante per la realizzazione dei diffusori.
Elac cresce sempre di più e lo stabilimento di Kiel cresce sia per dimensioni che per personale. Pensate che avevano addirittura installato un bacino di prova per le simulazioni sottomarine.

La Transizione Industriale del Dopoguerra (1945-1948)
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ELAC si trovò a dover operare in un contesto sicuramente non semplice e si optò per la conversione della produzione in beni di consumo tra cui pompe per biciclette, componenti per auto e macchine da cucire. Tuttavia, la vera svolta verso l’elettronica di consumo avvenne grazie a un contratto con Siemens per la produzione di apparecchi radio. Questo fu il primo passo verso l’industria dell’intrattenimento domestico. Nel 1947 il fonorivelatore a cristallo KST 1 divenne uno dei primi successi commerciali nel settore audio, preparando il terreno per il lancio, il 14 dicembre 1948, del primo giradischi ELAC, il PW 1. Un giradischi di qualità ma allo stesso accessibile in termini economici.

L’Epoca d’oro del vinile: Il marchio Miracord e la leadership mondiale
Il lancio del PW 1 segnò l’inizio di un’era in cui ELAC divenne sinonimo di precisione meccanica applicata alla riproduzione del vinile. Se oggi Elac è famosissima per i suoi diffusori, dovete sapere che negli anni Cinquanta e Sessanta, l’azienda non si limitò a costruire giradischi, ma divenne uno dei principali produttori mondiali di testine e componenti fonografici. Nel 1956, ELAC, insieme a competitor come Dual e Perpetuum-Ebner, controllava circa il 90% della produzione globale di giradischi!
Il nome “Miracord” nacque nel 1953 con i modelli PW 3 e PW 5, tra gli appassionati questi modelli erano sinonimo oltre che di performance anche di affidabilità, il classico oggetto da mettere in casa e tenere per una vita. I giradischi Miracord erano caratterizzati da meccanismi di cambio automatico complessi ma robusti, progettati per durare decenni. Giusto per farvi capire i livelli di know-how del brand, nel 1951, l’azienda tedesca brevetta le testine a magnete mobile, standard che come ben sapete è il più diffuso ancora oggi. Altro anno importante è il 1967, che vede la nascita del Miracord 50 H, ricercatissimo tutt’oggi tra i collezionisti per le soluzioni tecniche adottate.

In quegli anni in cui il mondo dell’alta fedeltà era in pieno sviluppo e si presentavano tantissime occasioni, ELAC non si limitò alla “sola” produzione ma divenne anche distributore esclusivo di brand del calibro di Sony, Fisher e Nakamichi. I grandi colossi giapponesi e americani era finalmente arrivati in Europa! Nonostante tutti questi successi sia commerciali che tecnici, Elac non si siede sugli allori e continua il suo processo di R&D. Nasce così nel 1972 la RD 100, una radio-sveglia a “flip-clock” che oltre ad essere un concentrato di tecnologia è anche un esempio di design moderno. Nasce poi il Quadrosound 1000T un sistema quadrifonico tanto in voga in quegli anni. Nel 1981 c’è una importante svolta a livello societario, la famiglia John acquisisce insieme ad altri partners la distribuzione e il marketing di ELAC.

La svolta del 1984: la nascita dell’ingegneria dei diffusori
Nonostante la fama legata ai giradischi, la ELAC che conosciamo oggi è nata da una decisione strategica presa a metà degli anni Ottanta. Nel 1984 l’azienda iniziò ufficialmente la progettazione di diffusori acustici, integrando le competenze di AXIOM Elektroakustik, uno specialista di altoparlanti situato vicino a Francoforte. Il modello Elac EL 105 segnò il debutto in questo settore, ma fu l’anno successivo, il 1985, a sancire l’ingresso di ELAC nell’ elite mondiale dei costruttori.
L’introduzione del tweeter omnidirezionale 4Pi rappresentò una rivoluzione copernicana. Invece di emettere il suono in una sola direzione, il 4Pi diffondeva le alte frequenze a 360 gradi, eliminando o quantomeno attenuando il problema dello “sweet spot” troppo ristretto e ricreando una scena sonora incredibilmente ampia e naturale. Questo trasduttore, basato su un nastro ultrasottile da 5 micrometri, divenne il simbolo del brand, una tecnologia che ancora oggi, nella sua quinta generazione (4Pi Plus V), rappresenta il vertice della riproduzione delle alte frequenze. Intanto nel 1986 l’azienda inaugura una nuova sede più moderna consentendo la produzione interna di cabinet, cestelli e componenti chiave in quel di Kiel. I diffusori diventano pian piano sempre più il core business tanto che nel 1997 cessa la produzione di fonorivelatori.

A cavallo tra il 2013 e il 2014 vede la luce la linea attiva AIR-X, che coniuga le prestazioni delle BS 403 ed FS 407 corredandole di un amplificazione interna. Elac, tra le altre cose, non era nuova nella realizzazione di diffusori attivi considerando che già nel lontano 1987 aveva partorito EL Aktiv una line-up di diffusori attivi all’epoca decisamente avanti per i tempi.
Il tweeter JET: il cuore pulsante dell’identità ELAC
Se il 4Pi ha dato a ELAC fama a livello mondiale, è il tweeter JET ad averne definito il successo globale. Acquisito nel 1993 i diritti per la produzione dei tweeter di tipo Heil e successivamente riprogettato da ELAC su basi acustiche completamente nuove, il JET è un trasduttore basato sul principio dell’Air Motion Transformer (AMT) di Dr. Oskar Heil, probabilmente una delle scoperte più rivoluzionarie degli ultimi cinquant’anni in campo elettroacustico.
Il meccanismo di funzionamento del JET è decisamente diverso dai tweeter a cupola tradizionali. Invece di un movimento a pistone avanti e indietro, il JET utilizza una membrana in lamina ripiegata, simile a un soffietto di una fisarmonica. Quando il segnale elettrico attraversa la membrana, le pieghe si comprimono ed espandono, “spruzzando” l’aria fuori a una velocità circa cinque volte maggiore rispetto al movimento della struttura stessa. Pensate di spremere un limone tagliato a metà tanto per fare un esempio forse brutale ma esplicativo.

Caratteristiche del tweeter JET nelle sue generazioni
Il JET è stato costantemente affinato per anni. Ad esempio il JET III, introdotto nel 2003, ha introdotto potenti magneti al neodimio, facendo si che la risposta in frequenza arrivasse fino a 50 kHz. Questo permette una riproduzione dei transienti rapidissima e una trasparenza che rende la riproduzione degli strumenti a corda e delle voci con una timbriche e tonalità molti vicine a quelle reali.
Il tweeter JET6, presente nelle serie Vela 2.0 e Solano, rappresenta il culmine di questa evoluzione. L’automazione della produzione tramite robot SCARA, introdotta nel 2000, ha permesso di mantenere una precisione microscopica costante, elemento essenziale per la qualità di un trasduttore così delicato.

Membrana a cristallo (AS-XR)
Per accompagnare la velocità del tweeter JET, ELAC ha sviluppato una tecnologia altrettanto innovativa per i woofer: la membrana a cristallo (Crystal Membrane AS-XR). A detta del produttore, quando un driver è sottoposto ad escursioni importanti aumenta la distorsione ed il suono risente di colorazioni indesiderate. La soluzione di ELAC a questa problematica è una struttura a sandwich di carta e alluminio (AS – Aluminum Sandwich), con una superficie esterna che viene stampata tramite un pattern sfaccettato che ricorda un cristallo. Questa geometria non è solo un vezzo di design, bensì agisce come un rinforzo strutturale che aumenta la rigidità del cono senza appesantirlo. Questo design estende la larghezza di banda del driver (XR – eXtended Range) di quasi un’ottava, facilitando l’incrocio con il tweeter JET e garantendo una coerenza timbrica perfetta tra le diverse frequenze.

I Diffusori iconici: una storia di forme e funzioni
Nel catalogo storico di ELAC, alcuni modelli si sono distinti per aver spostato in avanti i confini del possibile.
La Serie 300 e il “Piccolo Miracolo” bookshelf 312
Uno dei diffusori più celebri di ELAC è senza dubbio il bookshelf 312, lanciato negli anni Novanta. Questo diffusore da scaffale era rivoluzionario per l’uso di un cabinet interamente in alluminio estruso. L’alluminio permetteva pareti estremamente sottili ma incredibilmente rigide, massimizzando il volume interno nonostante le dimensioni esterne minuscole.
Il 312 divenne famoso per la sua capacità di generare un palcoscenico sonoro enorme e bassi profondi che sembravano impossibili per un oggetto così piccolo. Il design “baffle-free” (ovvero con una flangia anteriore ridotta al minimo) minimizzava le diffrazioni, rendendo il diffusore acusticamente “invisibile” nella stanza. Recentemente, ELAC ha celebrato il 30° anniversario di questo modello con una nuova edizione che mantiene lo spirito dell’originale pur integrando trasduttori moderni.

La Serie 500 e la tecnologia VX-JET
Con la linea 500, ELAC ha introdotto un concetto rivoluzionario di adattabilità ambientale: il driver VX-JET. Si tratta di un sistema coassiale dove il tweeter JET è montato al centro di un midrange ad anello con membrana a cristallo. La particolarità risiede in una manopola posteriore che permette di spostare l’intero gruppo driver avanti o indietro rispetto alla parete frontale del diffusore di circa 8 mm.
Questa regolazione permette di ottimizzare il rapporto tra suono diretto e suono riflesso. In ambienti molto “vivi” (con molto vetro o superfici nude), ritrarre il driver aiuta a migliorare la focalizzazione; in ambienti più assorbenti, portarlo in avanti espande la spazialità.

L’Era di Andrew Jones: la rivoluzione della serie Debut
Nel 2015, ELAC ha intrapreso una nuova direzione strategica con l’assunzione di Andrew Jones come Vice Presidente dell’Ingegneria per ELAC America. Jones, un designer leggendario con un curriculum che spazia da KEF a TAD , ha fatto quello che sono uun genio della sua portata poteva fare: realizzare un diffusore che si avvicinasse alla qualità dei diffusori high-end in diffusori dal costo estremamente contenuto. La cosa bella è che ci è riuscito alla grande! Sempre nello stesso anno, la famiglia John cede le sue quote dopo ben trentacinque anni di attività e nuova proprietà nomina come CEO, Gunter Kürten, profondo conoscitore del settore audio e grande imprenditore
Il risultato di queste novità è la serie Debut, che ha ridefinito il mercato dei diffusori entry-level. Jones ha pensato e progettato ogni singola parte delle Debut da zero, rifiutando l’uso di parti già in commercio. La Debut B6, e la successiva Debut 2.0 B6.2, sono diventate pietre di paragone per la trasparenza e la coerenza timbrica. Ricordo benissimo la prima volta che ascoltai la serie Debut e ancora oggi oggi è ben impresso nella mente del sottoscritto lo stupore nel leggere il prezzo
Caratteristiche tecniche della serie Debut 3.0 attualmente in produzione
La serie Debut 3.0 ha introdotto diverse migliorie fondamentali rispetto alla versioni precedenti:
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Woofer in Fibra Aramidica: Questo materiale offre un rapporto rigidità-peso superiore rispetto al polipropilene, permettendo bassi più veloci e medi più puliti.
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Nuova Guida d’Onda del Tweeter: Un tweeter a cupola in seta con risposta in frequenza fino a 35.000 Hz, con eccellente dispersione.
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Cabinet: struttura interna rinforzata e studiata per minimizzare risonanze e vibrazioni

La serie Uni-Fi e Adante: il ritorno della sorgente puntiforme
Forti del successo della serie Debut, Andrew Jones ha introdotto la tecnologia coassiale (o concentrica) nella serie Uni-Fi. Invece di avere tweeter e woofer separati, il tweeter è posizionato all’interno della bobina mobile del midrange. Soluzione già vista in altri produttori soprattutto britannici ma che per Elac segna una ulteriore innovazione. Tutto questo è stato pensato e realizzato per approssimare nel miglior modo possibile la “sorgente puntiforme”, in modo tale che le frequenze arrivino all’orecchio dell’ascoltatore nello stesso istante, migliorando drasticamente la precisione dell’immagine sonora e la coerenza del soundstage.
La serie Adante ha portato questa filosofia a un livello ancora superiore, utilizzando un cabinet multi-camera estremamente complesso. Il woofer attivo è montato all’interno del mobile e spinge l’aria attraverso una camera accordata verso un radiatore passivo frontale da 8 pollici. Questo sistema, chiamato Interport-Coupled Cavity, lo scopo era quello di ottenere la profondità di un diffusore reflex con la precisione e il controllo di una cassa chiusa, eliminando i rumori di turbolenza dell’aria tipici dei condotti reflex.

Concentro: il vertice dell’arte acustica
Se la serie Debut rappresenta la democratizzazione del suono, la serie Concentro rappresenta l’eccellenza assoluta senza compromessi. Il design del mobile Concentro è ispirato a forme organiche ed ellittiche, progettate per eliminare completamente le onde stazionarie interne e le diffrazioni esterne. Insomma non solo un vezzo estetico, ma un design funzionale alle prestazioni sonore.
Il modello Concentro S 507.2, ad esempio, utilizza il driver JET 6c e quattro woofer laterali da 150 mm in una configurazione push-push/pull-pull, che annulla le vibrazioni trasmesse al mobile, lasciando solo la purezza della musica. La tecnologia “DCR” (Directivity Control Rings) permette inoltre di adattare la dispersione del driver coassiale all’acustica della stanza tramite anelli intercambiabili, portando l’esperienza VX-JET in un formato più compatto e moderno.

Precisione tedesca e tradizione
Un aspetto distintivo di ELAC rispetto a molti altri produttori è l’integrazione verticale della produzione. Molti dei driver, sono ancora oggi progettati e realizzati internamente a Kiel. Le radici immerse nella precisione militare e scientifica si sono tramandate nel corso dei decenni e tutto ciò si nota nell’uso di componenti di altissima qualità non solo nei driver ma anche nei crossover. Troviamo infatti condensatori MKP e bobine in aria, spesso realizzati su specifiche esclusive per ELAC. Anche il cablaggio interno in molti modelli high-end è affidato a nomi prestigiosi come Van den Hul, dimostrando un’attenzione al dettaglio fuori dal comune.
Elac ed i suoi 100 anni di storia
Mentre ELAC si avvicina al traguardo dei 100 anni di attività (2026), il marchio si presenta più solido e innovativo che mai. La capacità di spaziare da diffusori attivi compatti e connessi a sistemi Hi-End come i Concentro, spaziando per una linea home theather senza dimenticarsi delle nuove frontiere della custom installation. Elac dà la possibilità a chiunque di riprodurre i propri contenuti audio preferiti spaziando dall’audio stereofonico puro, passando per il multicanale senza dimenticarsi delle soluzioni custom di ultima generazione. A tutto ciò si aggiunge una linea di elettroniche rinnovata che coniuga la tradizione del passato con le nuove tecnologie. Per chi volesse maggiore informazioni su rivenditori e disponibilità prodotto può consultare il sito del distributore italiano LP Audio.
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