L’Accuphase DP-570S rinnova il concetto di lettore SACD/CD high-end con meccanica dedicata, conversione MDS+ con ANCC e funzioni DAC avanzate, diventando il cuore digitale di sistemi hi-fi di riferimento
Accuphase DP-570S: 10.000 euro
Da decenni Accuphase è sinonimo di precisione maniacale e ingegneria senza compromessi, con una coerenza di visione che resiste ancora oggi alla spinta verso soluzioni streaming. Non deve quindi stupire l’annuncio del DP-570S, lettore SACD/CD di fascia hi-end a breve disponibile in Italia che tratta il supporto fisico come sorgente principale ma lo affianca a una sezione di conversione D/A, capace di valorizzare al massimo anche i flussi digitali esterni.
L’unità di lettura SACD/CD è stata sviluppata ad hoc e montata su una struttura multistrato a baricentro molto basso, con lo scopo di domare vibrazioni e micro-risonanze già nel punto in cui il segnale viene letto. Il carrello è guidato da un meccanismo smorzato e scorrevole, mentre i piedini in metallo ad alto contenuto di carbonio, abbinati al telaio massiccio (il peso del player sfiora i 19 Kg), contribuiscono a isolare l’intera meccanica dal resto dell’ambiente. Il tutto si traduce in una rotazione estremamente stabile del disco e in una lettura dati più regolare, condizione fondamentale per estrarre da SACD, CD audio e dischi dati un flusso digitale pulito e costante.

Il processo di conversione del DP-570S è affidato a un DAC MDS+ (Multiple Delta Sigma), che impiega quattro circuiti di conversione in parallelo per migliorare linearità, rapporto segnale/rumore e distorsione rispetto a un DAC tradizionale. L’idea è quella di sfruttare la somma statistica di più convertitori per ridurre l’errore globale e mantenere le prestazioni costanti su tutta la banda di frequenze, inclusi i segnali a livello molto basso.
A questo schema si abbina la tecnologia proprietaria ANCC (Accuphase Noise and Distortion Cancelling Circuit), un circuito di cancellazione feedforward che sopprime le componenti di rumore e distorsione generate nella conversione I/V (corrente-tensione), proprio dove molti design digitali mostrano i loro limiti. In ascolto, questi accorgimenti mirano a dare più rilievo alle microdinamiche e ai dettagli minuti, soprattutto nelle code di riverbero, nei pianissimo orchestrali e nei passaggi acustici più delicati.

La sezione analogica non è meno radicale. Accuphase ha infatti adottato una topologia Direct Balanced Filter con percorsi di segnale completamente separati per le uscite sbilanciate e quelle bilanciate, ciascuna servita da stadi di amplificazione dedicati. Questa separazione fisica riduce il crosstalk e contribuisce a preservare l’integrità del segnale, così che il carattere timbrico resti coerente indipendentemente dal tipo di collegamento utilizzato. Sul pannello posteriore è presente anche un selettore di fase per l’uscita bilanciata, pensato per adattare con precisione il lettore a preamplificatori ed elettroniche di diversa impostazione. Un dettaglio non comune che può tornare molto utile nei sistemi più stratificati o in presenza di lunghe tratte di segnale.
Come già accennato, la vocazione del DP-570S però non si esaurisce nella lettura dei dischi. Il lettore infatti funziona a tutti gli effetti come DAC esterno, grazie a un set completo di ingressi digitali che comprende USB di tipo B, HS-LINK proprietario, S/PDIF coassiale e ottico. Tramite USB e HS-LINK è possibile inviare flussi PCM fino a 32 bit/384 kHz, mentre sugli ingressi coassiale e ottico il limite è rispettivamente 24 bit/192 kHz e 24 bit/96 kHz. Sul versante DSD, il DP-570S supporta formati fino a DSD256 via USB e HS-LINK, aprendo la strada alla riproduzione di file ad altissima risoluzione e di immagini di studio master.

Non manca una sezione di uscite digitali, utile per integrare nel flusso un Voicing Equalizer o altri processori esterni, mantenendo comunque il DP-570S come fulcro della catena digitale. In questo modo il lettore può diventare la vera “centrale di smistamento” del sistema, sia che l’utente voglia sperimentare curve di equalizzazione personalizzate, sia che desideri interfacciarlo con elettroniche Accuphase di generazione differente.
La filosofia di utilizzo rimane volutamente classica, con comandi diretti sul frontale e un robusto telecomando che richiama l’estetica tradizionale del brand nipponico. Il display frontale mostra anche frequenza di campionamento e profondità in bit del segnale in ingresso quando il lettore viene impiegato come DAC, funzione utile per chi desidera tenere sempre sotto controllo il flusso digitale. Le playlist programmabili permettono di definire e memorizzare sequenze di brani personalizzate, un valore aggiunto soprattutto per gli ascoltatori con grandi collezioni di SACD e CD che amano costruire percorsi tematici o sessioni di ascolto strutturate.

L’unica nota dolente riguarda il prezzo. Parliamo infatti di circa 10.000 euro, cifra che se non è una novità in casa Accuphase (il top di gamma DP-770 costa quasi il doppio) restringe notevolmente i possibili acquirenti.
© 2026, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.
























