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Diffusori passivi e amplificatore: come trovare il giusto equilibrio

Amplificare diffusori passivi non è per nulla difficile. Basta avere chiare semplici nozioni e sfatare alcuni luoghi comuni. Ecco come

Può sembrare una banalità, ma non tutti (soprattutto chi è alle prime armi) trovano facile capire come amplificare al meglio un paio di diffusori. Perché, ad esempio, è importante l’impedenza e che potenza deve avere l’amplificatore per pilotare al meglio i diffusori? Tutte domande logiche che si pone chiunque si fermi un attimo a leggere le specifiche tecniche di qualsiasi diffusore passivo. Già, parliamo di modelli passivi visto che per quelli attivi non serve sapere granché se non la potenza espressa in Watt ed eventualmente le connessioni, la connettività o le possibili funzionalità smart.

Senza scendere troppo nei dettagli, vogliamo consigliare agli utenti meno esperti come amplificare nel modo migliore un paio di diffusori passivi e come interpretare dati, numeri e termini tecnici che molto spesso non fanno altro che confondere.

Impedenza di un diffusore

Partiamo da un elemento fondamentale come l’impedenza. I diffusori passivi sono essenzialmente circuiti elettrici che possono avere elementi induttivi, capacitivi e resistivi e seguire le regole dell’impedenza. L’impedenza che corrisponde all’uscita dell’amplificatore con l’ingresso del diffusore massimizza il trasferimento di potenza e consente all’amplificatore di funzionare nella sua gamma ottimale. La mancata corrispondenza di questi elementi può portare a una resa non ideale dei diffusori (poca potenza e volume basso) o, peggio ancora, a problemi di stabilità dell’amplificatore.

diffusori passivi

Per evitare situazioni simili, come prima cosa cercate nella scheda tecnica del diffusore il valore dell’impedenza nominale espressa in Ohm (o Ω). I valori tipici sono 4Ω, 8Ω e 16Ω. Ora controllate l’impendenza del vostro amplificatore integrato (o del finale, nel caso preferiate un set-up con componenti separati). Se il diffusore ha un’impedenza nominale di 4Ω, avrete bisogno di un amplificatore con un carico nominale in uscita di 4Ω o più alto. Tutto così semplice? Sì.

Una tipica connessione seriale

Le cose si complicano solo se volete collegare due diffusori a un solo canale dell’amplificatore, cosa che comunque non consigliamo di fare. Per le connessioni seriali, basta sommare le impedenze. Due diffusori da 4Ω collegati in serie avranno quindi un’impedenza di 8Ω, per due diffusori da 6Ω si passa a 12Ω e così via.

Collegamento di due diffusori passivi in parallelo

Il collegamento dei diffusori in parallelo è leggermente più complicato, poiché l’impedenza si riduce effettivamente per ciascun speaker collegato. In questo modo due diffusori da 4Ω in parallelo hanno un’impedenza combinata di 2Ω. Questo è importante da sapere perché le connessioni parallele possono caricare eccessivamente l’amplificatore causandone il surriscaldamento o lo spegnimento.

Quanta potenza dovrebbe fornire l’amplificatore?

I diffusori hanno una potenza nominale espressa in watt (W) che si trova nelle specifiche tecniche del modello, nel suo manuale o direttamente sul retro del diffusore stesso. Allo stesso modo, anche gli amplificatori hanno una potenza massima in uscita espressa in watt per canale (WPC). Prendete poi nota della sensibilità del diffusore (che è espressa in dBSPL per W a 1M), della distanza di ascolto tra voi e i diffusori e del volume desiderato (75-85 dB è un range di solito è sufficiente) e inserite il tutto in un utile e semplicissimo tool online come questo per ottenere la potenza richiesta dall’amplificatore per pilotare al meglio i diffusori.

Sarete sorpresi dalla poca potenza di cui la maggior parte dei diffusori ha effettivamente bisogno per suonare in modo decente. Anche un range da 10 W a 20 W è più che sufficiente per diffusori non “esoterici” in spazi di ascolto piuttosto piccoli e, in generale, un amplificatore da 50 W è più che sufficiente per l’ascolto domestico… e vi rimarrà anche parecchio margine in più. Naturalmente, visto che la potenza non è l’unico fattore decisivo, anche le caratteristiche relative alla distorsione e frequenza sono importanti quando si cerca un buon amplificatore.

Nel caso pensiate che un amplificatore con una potenza nominale leggermente inferiore rispetto a quella dei diffusori garantisca che non li rovinerete se ascoltate musica al massimo volume, vi sbagliate. Quando infatti si spinge l’amplificatore al punto in cui l’uscita va in clip, è molto probabile che la forma d’onda prodotta danneggi il diffusore collegato: il tweeter (il driver di un diffusore che riproduce le alte frequenze) è un componente molto sensibile e potrebbe rovinarsi in tali circostanze. Ecco perché è meglio cercare un amplificatore con una potenza nominale più elevata rispetto a quella dei diffusori e non esagerare con il volume.

Cos’è la polarità di un diffusore?

Dopo impedenza e potenza, occupiamoci della polarità di un diffusore. Qualsiasi modello dispone di due terminali di ingresso, etichettati con un simbolo + o – e contrassegnati rispettivamente dai colori rosso e nero. È importante assicurarsi che il terminale positivo (rosso) del diffusore sia collegato al terminale di uscita corrispondente sull’amplificatore. Molti cavi per diffusori presentano una caratteristica identificativa su uno dei conduttori per rendere il tutto “a prova di bambino”.

È essenziale compiere nel modo corretto questa semplice operazione perché, in caso contrario, potreste ritrovarvi con un canale fuori fase rispetto all’altro. Se ciò accade, qualsiasi contenuto mono si annullerà nella posizione di ascolto e, come conseguenza, anche gli elementi del mix in posizione centrale come basso, rullante e voce si annulleranno, lasciandovi con un suono “sottile” e per nulla soddisfacente.

Tirando le somme, non è poi così difficile capire come alimentare al meglio un paio di diffusori. Le regole fondamentali possono infatti essere riassunte in questi quattro passi:

  • L’amplificatore deve gestire l’impedenza del diffusore. Quindi assicuratevi che l’impedenza di ingresso del diffusore non sia inferiore alle specifiche di carico minimo del canale dell’amplificatore corrispondente
  • Controllate più attentamente l’impedenza quando collegate i diffusori in serie o in parallelo
  • Acquistate un amplificatore adatto alle vostre esigenze di potenza. Più watt non sono necessariamente migliori e anche la sottopotenza può essere un problema.
  • Fate attenzione alla polarità

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