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HiBy R5: silenziosamente DAP – Seconda parte

HiBy R5: silenziosamente DAP – Seconda parte

Concludiamo l’approfondimento sul DAP cinese HiBy R5, dotato di un interessante livello di neutralità ma anche capacità d’intervento tramite DSP

L’Hiby R5 è un flessibile e compatto strumento per divertirsi con la musica, con un’ampia batteria che offre fino a diciotto ore di ascolto continuato tramite uscite 3.5 sbilanciate. L’apparato è riposto in una scatola all’interno della quale si trova una discutibile custodia in silicone, cavo di ricarica USB-C, il tipico pin per aprire il lettore di schede microSD e un set di protezioni per lo schermo. In tal senso la qualità di tale materiale potrebbe non essere all’altezza dell’apparato stesso rendendosi quindi necessario cercare altrove la (fondamentale) protezione. Lo stesso dicasi per l’elemento in silicone che per giunta ha una dimensione che lascia a desiderare e anche qui un bel case in finta pelle sarebbe l’ideale, e poi si tratta di accessori poco costosi e molto utili.

Intuitivo e semplice l’uso come confermano la stessa app HiBy Music proprietaria, layout e posizionamento dei menu. Di fatto l’HiBy Music è un’applicazione completa che non necessita di altro per sfruttare al meglio le library con i file. In tal senso è presente lo specifico menù MSEB al suo interno, acronimo di “Mage Sound 8-Ball”, che consente di intervenire sul suono accanto all’equalizzatore base a 10 bande. Attraverso tale interfaccia si possono regolare diversi aspetti del suono, molto più di quanto si possa immaginare oltre al fatto che non si è in presenza di un gimmick ma della concreta capacità di intervenire sul suono. Ciò consente di rendere ulteriormente fruibile l’ascolto a seconda della tipologia di cuffie, andando per esempio a regolare la temperatura generale del suono da freddo a caldo, l’estensione dei bassi da leggera a profonda e la trama, lo spessore delle note o l’incisività delle voci. In sostanza l’MSEB è una combinazione di algoritmi multipli basati su equalizzatore parametrico (PEQ) e regolazioni del campo sonoro per meglio adattare il suono alle proprie preferenze.

HiBy R5: silenziosamente DAP – Seconda parte

È ovviamente una questione di gusti e certo i puristi e amanti del suono il più lineare e bilanciato possibile non terranno minimamente in considerazione un simile parco giochi audio. Varrebbe comunque la pena mettere quanto meno le mani sull’equalizzatore parametrico per dare ulteriore risalto all’intero spettro sonoro, così come provare ad edulcorare gli elementi nativi di cui è composto per dare una chance alle funzionalità DSP di sfoggiare una pletora di funzioni per manipolare il sound-stage che non lasciano per nulla a desiderare. Restando in tema di purezza del suono in particolare ai più oltranzisti si rivolge la modalità DTA (Direct Transfer Audio), sempre più presente nell’ambito dei player digitali portatili basati su OS Android. In sostanza si tratta della possibilità di aggirare il sistema audio del suddetto Android. Lo stream passa direttamente attraverso il DAC senza alcuna conversione della frequenza di campionamento da parte di Android.

Anche la regolazione del volume viene eseguita direttamente dal DAC senza ricalcoli. Per quanto detto i file oltre i 44,1 kHz non saranno interessati dalla conversione della frequenza di campionamento da parte di Android. La frequenza di campionamento che ne risulta viene visualizzata nella barra di stato nella parte alta dello schermo, accanto all’icona della batteria. In sostanza il sistema operativo non interferisce con il suono, potenzialità non solo legata all’app HiBy Music e che resta tale anche con i servizi TIDAL e Spotify, in tal modo qualsiasi file anche liquido in ascolto proviene direttamente dal DAC. Che poi tale opportunità si dimostri realmente efficace e sia in grado di restituire un suono sensibilmente meno elaborato e che ciò sia percettibile all’ascolto, questo resta un altro discorso. Sta di fatto che il DTA oggigiorno è un must tra i più richiesti nei player digitali di ultima generazione e non inserirlo potrebbe essere discriminante e allontanare dall’acquisto.

HiBy R5: silenziosamente DAP – Seconda parteL’HiBy R5 non è l’apparato reference del brand cinese, il prezzo non giustifica la presenza di DAC ancor più performanti eppure il livello di prestazioni di questo DAP non lascia per niente a desiderare. Sempre che si vada a indossare un paio di cuffie degne di un ascolto sopra la media, è senza meno possibile riconoscere un suono dinamico, con buon timing, pulito e notevole sound-stage. Bilanciatura e precisione tonale benché sia rilevabile una certa approssimazione in gamma alta ma al tempo stesso capace di offrire un suono più neutro e meno enfatizzato al netto dei possibili interventi via DSP.

Riguardo i bassi la risposta è molto buona ma si potrebbe sentire la necessità di maggior corpo e nel complesso l’impatto resta nella media, anche questo fa parte di quella linearità che preclude di base un ascolto carico di elementi aggiunti rispetto all’immagine reale del file audio. Le prestazioni complessive a livello bassi dell’R5 restano idealmente più neutrali e gradevoli quanto a presentazione, sempre che non si decida di chiamare in gioco i DSP e l’equalizzatore. Nel complesso ci si potrebbe trovare nella condizione di aggiungere qualcosa per aumentarne l’incisività. Anche meglio i medi sempre molto puliti, trasparenti nelle tonalità risaltando senza fare sconti qualsiasi strumento presente. Il che significa che più la qualità di base del file è elevata e più ci si può compiacere di un ascolto non elaborato e ricco.

Realistico e gradevole il posizionamento della voce, mantenendo il livello di trasparenza e neutralità, benché la timbrica resti un bel gradino sotto DAP di fascia più alta capaci di un sound-stage ancor più vivace e sensibile. Dove ci si potrebbe ritrovare a dover intervenire sull’equalizzatore parametrico è sugli alti, meno d’impatto e con un livello di brillantezza che lascia almeno in parte a desiderare. Se bilanciatura ed efficacia per l’intero spettro di frequenze fossero un imprescindibile must con l’HiBy R5 ci si potrebbe trovare in difficoltà, risentendo di una risoluzione che lascia qualche perplessità perlopiù in gamma alta, priva del medesimo dinamismo offerto sui medi.

Sound-stage con una profondità molto buona ma non eccezionale, nel complesso il risultato tecnico risulterà sopra la media per palati musicali non così esigenti. Quanto all’output l’impedenza è inferiore a 1 Ohm, il che significa che probabilmente non si avranno problemi con cuffie anche sensibili o che necessitano di molta energia. Anche l’output risulta essere notevole quanto a potenza, andando a soddisfare anche chi è solito ascoltare a volumi elevati senza innescare problematiche che non siano strettamente legate alle cuffie connesse all’R5.

A un prezzo attorno ai 400 euro l’HiBy R5 resta un player digitale con un notevole livello progettuale, compatto, versatile, capace di sorprendere con la sezione DSP, l’interfaccia utente, il Two-way LDAC Bluetooth. Attualmente risulta non disponibile su Amazon.it, un vero peccato dato che l’offerta italiana include in omaggio un adattatore da 2,5 mm a 4,4 mm.

Per ulteriori informazioni: link alla pagina HiBy per il DAP R5.

Link alla prima parte dello speciale

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