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iFi hip-dac 2: il DAC/ampli cuffie “a fiaschetta” si rifà il trucco

hip-dac 2

Quasi due anni dopo l’uscita dell’acclamato hip-dac, iFi lancia sul mercato hip-dac 2, revisione che punta tutto su un nuovo chip XMOS e sulla decodifica MQA completa

“Sorvolando sull’autonomia al di sotto delle dodici ore dichiarate, a un prezzo attuale di circa 170 euro questo DAC potrebbe essere lo strumento giusto per allietare senza limiti la propria voglia di musica hi-res”. Così parlavamo dell’iFi hip-dac nella nostra recensione dello scorso anno e, in tutti questi mesi, questo DAC portatile è diventato uno dei prodotti più apprezzati e iconici di iFi.

Non deve quindi stupire l’annuncio dell’hip-dac 2, già disponibile in Italia a 209 euro nella nuova colorazione “arancione tramonto” con molte novità sotto il cofano. Il chip XMOS a 8 core dell’hip-dac originale è stato sostituito da un chip XMOS a 16 core di nuova generazione che vanta il doppio della velocità di clock e quattro volte la memoria. Questo processore è stato inizialmente introdotto nei DAC più costosi di iFi, come l’iDSD Diablo, ma ora sta arrivando anche a bordo dei dispositivi entry-level del produttore britannico.

Il nuovo chip consente tra le altre cose una decodifica MQA completa e ciò significa che l’intero processo di decodifica viene eseguito internamente, cosa che con il modello precedente avveniva solo nello stage finale della decodifica. Un’ottima notizia per chi è abbonato a Tidal e vuole sfruttare al meglio i brani Masters in alta risoluzione in formato MQA. L’iFi hip-dac 2 utilizza anche una versione aggiornata del circuito GMT (Global Master Timing), con un nuovo clock al cristallo che promette di eliminare ulteriormente il jitter nel processo di conversione da digitale ad analogico.

Oltre a queste modifiche, l’hip-dac 2 mantiene tutte le caratteristiche del modello originale, rimanendo così un DAC USB/amplificatore per cuffie portatile di assoluto livello. Ritroviamo così il DAC Burr-Brown che supporta file PCM e DXD a frequenze di campionamento fino a 384kHz, insieme a DSD da 2,8 MHz a 12,4 MHz (DSD64, 128 e 256).

Lo stadio dell’amplificatore cuffie promette di fornire 400 mW su un carico da 32 ohm, garantendo così la compatibilità con un’ampia gamma di tipi di cuffie e auricolari. iFi assicura agli utenti che anche le cuffie ad alta impedenza vengono gestite con facilità, grazie alla tensione di uscita di 6,3 V su 600 ohm (dall’uscita bilanciata). Ritroviamo anche XBass, funzione selezionabile dall’utente che agisce come una versione sofisticata di un tipico bass boost e che punta a migliorare le basse frequenze senza confondere la gamma media.

Come connessioni troviamo due porte USB (tipo A per i dati audio e USB-C per la ricarica), un’uscita per jack da 3,5 mm e una Pentaconn da 4,4 mm per cuffie dotate di connettività bilanciata. La batteria da 2200 mAh dell’hip-dac 2 dovrebbe durare dalle otto alle 12 ore di riproduzione a seconda del livello del volume e del tipo di cuffie collegate e quindi, anche su questo versante, non si riscontrano differenze rispetto al primo modello.

Nella confezione iFi ha inserito un cavo USB-C OTG (On-The-Go), ideale per collegare dispositivi Android e PC/Mac con porte USB-C, un cavo USB-A e un cavo di ricarica da USB-A a USB-C (l’adattatore Apple da Lightning a USB necessario per collegare i dispositivi iOS va quindi acquistato separatamente). Ne esce insomma una revisione molto interessante soprattutto in chiave MQA, ma se volete spendere ancora meno l’hip-dac originale è ancora disponibile nel listino di iFi a 169 euro.

I prodotti di iFi sono distribuiti da ProAudio Italia.

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