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NAD C 338: quando la completezza non è sufficiente

NAD C 338

È ricco di funzioni e connessioni, ma se cercate un amplificatore stereo con una qualità audio da primo della classe, il NAD C 338 non vi darà grandi soddisfazioni.

Anche se gli amplificatori stereo integrati attorno ai 700 euro capaci di streammare audio da Spotify, Tidal e Google Play Music non sono pochi, il NAD C 338 è, almeno sulla carta, uno dei più interessanti. Stiamo parlando infatti non solo dell’amplificatore più versatile di sempre del produttore canadese, ma anche di uno dei prodotti più flessibili e meglio equipaggiati in questa fascia di prezzo.

Funzioni

Non solo infatti il NAD C 338 incorpora un DAC (assente ad esempio in un rivale come l’eccellente Rega Brio), ma offre anche un parco connessioni a cui (Ethernet a parte) non manca davvero nulla, fra tre ingressi RCA (incluso un phono MM) e quattro input digitali (due coassiali e due ottici), mentre come connettività troviamo Bluetooth aptX (ricevitore e trasmettitore) e Wi-Fi.

NAD C 338

L’integrazione di Google Chromecast permette inoltre di streammare da diversi servizi musicali direttamente dallo smartphone/tablet tramite l’app Google Home. Si tratta di un’aggiunta che vorremmo trovare a bordo di molti più amplificatori stereo e che invece è relegata solo a pochi modelli.

Costruzione

Se con tutte queste connessioni il retro del NAD C 338 è piuttosto affollato, il pannello frontale rimane invece più essenziale, con solo un’uscita cuffia da 6,3mm, un piccolo display, la manopola del volume e i pulsanti per la selezione dell’ingresso e per il Bass EQ.

Non è uno degli ampli integrati più eleganti in circolazione, ma la classe non gli manca di certo nonostante il piccolo (e non comodissimo) telecomando in plastica, anche se per fortuna l’app NAD Remote permette di fare tutto quello che serve dal proprio dispositivo mobile.

Il DAC a 24-bit/192 kHz con doppio differenziale assicura una dinamica di 120dB, mentre l’amplificazione in Classe D eroga fino a 50W continui per canale a 8 ohm e segnaliamo anche lo stadio di alimentazione ad alta efficienza Asymmetrical PowerDrive.

NAD C 338

Qualità audio

Non c’è niente di sbagliato nella resa audio bilanciata e assolutamente gradevole del NAD C 338, come scopriamo subito ascoltando la voce di PJ Harvey in Black Hearted Love, brano in cui le chitarre e i piatti non mettono in mostra alcun segno di asprezza. Questa impronta sonora così “levigata” è evidente anche nel modo in cui il NAD restituisce i piatti molto acuti in Hey You dei The Cure.

Quello che non convince più che altro di questo ampli sono le prestazioni a livello di dettaglio, dinamica e precisione ritmica. Il piano di Ólafur Arnalds in Eria’s Waltz non si può classificare come monotono, ma il NAD fatica a restituire l’espressione dinamica del brano e fallisce nel comunicare le differenze di tonalità.

NAD C 338

Passando poi a qualcosa di più complesso, ritmico e articolato, due best-buy assoluti come il Rega Brio e il Cambridge CXA60 travolgono l’ascoltatore con i synth e la batteria di Unmake the Wild Light dei 65daysofstatic, mentre il NAD non riesce del tutto a fornire quella stessa carica travolgente, faticando nel coordinare i pattern ritmici con altrettanta precisione e coesione.

Con qualsiasi cosa si ascolti, da Patti Smith a Santana, non possiamo non notare questa ritrosia del NAD nel far fiorire davvero la musica che riproduce. In generale abbiamo preferito la resa degli ingressi analogici rispetto a quelli digitali, mentre lo streaming tramite Chromecast è risultato migliore di quello via Bluetooth per dettaglio e limpidezza.

NAD C 338

Sempre a livello di streaming abbiamo ascoltato la versione elettrica di Top Notch della Manchester Orchestra nella versione lossless di Tidal. La presentazione non ha la stessa spaziosità e la stessa coesione di quella ascoltata sullo streamer Naim Uniti Atom attraverso l’app di Tidal, pur offrendo un sound pulito e dettagliato che permette di localizzare con precisione la batteria e le voci.

Verdetto

Il NAD C 338 è certamente ricco di feature e offre un parco connessioni di tutto rispetto (peccato però l’assenza di una porta Ethernet), ma sul versante sonoro ci saremmo aspettati molto di più. Preferiamo di gran lunga un miglior compromesso tra funzioni e qualità audio come quello espresso dal Cambridge CXA60 e da altri ampli top in questa fascia di prezzo, mentre il NAD brilla troppo su un versante e troppo poco su un altro. A voi la scelta.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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