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OLED contro RGB LED: la nuova sfida nel mercato dei TV premium si gioca tutta sui costi produttivi

oled rgb led

OLED e RGB LED si contendono il mercato dei TV premium e, a decretare il vincitore, saranno soprattutto i costi di produzione dei pannelli

Ha quasi del pazzesco constatare come nell’arco di solo alcuni mesi il panorama dei TV top di gamma sia ormai segnato dallo scontro tra una tecnologia con 13 anni alle spalle (OLED) e un’altra (RGB LED) che fino al 2024 non esisteva ancora e che rappresenta l’ultima evoluzione in ordine di tempo dei TV LCD. Certo, anche in passato l’OLED aveva dovuto affrontare il progresso tecnologico degli LCD (si pensi solo all’arrivo dei modelli miniLED nel 2019), ma nella fascia alta del mercato non si era mai assistito a una rivalità così forte in così poco tempo.

La novità centrale dei TV RGB LED risiede nella retroilluminazione, che sostituisce i tradizionali LED bianchi o blu usati negli LCD con micro LED in tre colori distinti (rosso, verde e blu). Questi micro LED sono disposti in una matrice ultra fine dietro il pannello LCD, permettendo un controllo estremamente preciso di ogni singolo subpixel rosso, verde o blu. Un approccio molto più sofisticato rispetto ai mini LED convenzionali, che utilizzano LED bianchi più piccoli ma non colorati singolarmente. Rispetto agli attuali TV LCD miniLED, la retroilluminazione RGB consente in pratica tre vantaggi fondamentali, ovvero un’elevatissima fedeltà cromatica, contrasto e luminosità superiori e una maggior efficienza energetica.

Ecco perché questi nuovi TV stanno preoccupando non poco i produttori di pannelli OLED (con in testa, ovviamente, LG Display). Negli ultimi mesi, TCL, Samsung e Hisense hanno lanciato sul mercato le prime generazioni di TV RGB LED, ottenendo valutazioni sorprendenti per nitidezza e fedeltà cromatica. Pur rimanendo ancora indietro rispetto agli OLED nella gestione del nero e nel contrasto, i nuovi pannelli hanno infatti ridotto in maniera significativa le debolezze storiche degli LCD e rappresentano il primo vero tentativo di sottrarre quote di mercato agli OLED nel segmento premium.


La guerra è appena cominciata

Quindi LG Display ha già perso la sfida? Assolutamente no. Tanto per cominciare, i TV RGB LED sono per ora disponibili solo in tagli (da 100 pollici in su) e prezzi che in pochissimi possono permettersi, anche se già a partire dal prossimo anno sono in arrivo modelli molto più piccoli e “umani” (per il 2026 Hisense ha già annunciato una lineup a partire da 55 pollici e Sony dovrebbe fare lo stesso).

Inoltre, LG Display è continuamente impegnata a ridurre i costi di produzione e migliorare la resa industriale dei suoi pannelli OLED. Nel 2020, produrne uno da 65 pollici costava al colosso coreano quasi 1.000 dollari, ma nel giro di pochi anni, grazie a ottimizzazioni delle linee produttive e all’aumento della resa, questo valore è sceso a circa 600 dollari. Le previsioni più recenti parlano di un ulteriore calo sotto i 500 dollari entro fine anno, con l’obiettivo di rafforzare la competitività rispetto alle alternative emergenti come appunto gli LCD RGB LED.

Questa corsa alla riduzione dei costi non è un dettaglio secondario. Nel mercato premium, dove i margini sono più alti ma la concorrenza si fa sempre più serrata, il prezzo del pannello gioca un ruolo determinante. Ed è proprio qui che le soluzioni RGB LED mostrano il loro limite, visto che i costi di produzione non risultano ancora inferiori a quelli degli OLED. I LED necessari per comporre la retroilluminazione RGB sono infatti numerosissimi (si parla di decine o centinaia di migliaia) e i processi di assemblaggio richiedono un’elevata precisione. Ogni difetto nel posizionamento o nell’uniformità della luce influisce sulla qualità del televisore, facendo lievitare i costi di ispezione e aumentando il rischio di scarti produttivi.

Secondo le stime riportate dal magazine coreano Biz Chosun, il costo di un pannello RGB LED da 65 pollici oscilla tra i 400 e i 600 dollari, in linea con gli OLED, se non addirittura superiore. Inoltre, la complessità strutturale e la maggiore quantità di materiali necessari rendono la tecnologia più difficile da industrializzare con rese stabili. Per questo motivo, diversi analisti del settore ritengono che, almeno per i prossimi due anni, l’OLED manterrà un vantaggio competitivo sul fronte del prezzo e della capacità produttiva.

Anche le ricerche di mercato confermano questa tendenza. Secondo Omdia, la quota di mercato dei TV OLED nella fascia premium (ossia modelli dal prezzo superiore a 1.500 dollari) continuerà a crescere, passando dal 36,7% dello scorso anno a oltre il 46% quest’anno, con una previsione di superare il 50% nel 2026. Parallelamente, le spedizioni di pannelli OLED sono attese in aumento del 20% su base annua, segno di una domanda ancora molto solida.

Gli analisti sottolineano inoltre come la redditività di LG Display non sia più strettamente legata all’andamento ciclico degli LCD, ma si basi sempre più sui fondamentali dell’OLED. Il colosso sudcoreano, infatti, è riuscito a trasformare questa tecnologia nella sua principale fonte di profitto, con la prospettiva di generare oltre un trilione di won di utile operativo. Un risultato che rafforza la posizione dell’OLED come standard di riferimento nel segmento dei televisori di alta gamma.

E i prezzi al pubblico?

Ci piacerebbe però che questa tendenza verso costi di produzione sempre più bassi dei pannelli OLED si rispecchiasse di più nei prezzi al pubblico, che sono sicuramente calati negli ultimi anni ma non con le stesse percentuali appena viste per quanto riguarda i costi produttivi. Prendendo ad esempio i TV OLED LG del 2024 e 2025, l’unico calo significativo dei prezzi si è avuto per i modelli da 77 pollici.

Il C4 del 2024 costava 3999 euro, mentre il C5 del 2025 è sceso a ben 3499 euro e un calo molto simile si è avuto anche per la serie top di gamma G5. I prezzi di tutti gli altri tagli sono invece rimasti gli stessi, con addirittura il G5 e il C5 da 65 pollici che sono aumentati di 100 euro rispetto al C4 e al G4 dello scorso anno. Una situazione che quindi non rispecchia il calo costante dei costi produttivi e, per non rischiare di perdere ancora più terreno di fronte agli RGB LED di grandi dimensioni, LG Display dovrebbe puntare a rendere i pannelli OLED da 83 pollici meno costosi, seguendo l’esempio del modello ancora più grande.

Lo scorso anno l’M4 da 97 pollici (il modello “wireless” di LG) costava infatti 29.999 euro, mentre l’attuale M5 è sceso a 27.999 euro (circa lo stesso prezzo dell’RGB LED Samsung da 115 pollici). Sono ancora tantissimi soldi, ma se non altro questo calo di circa il 7% potrebbe aumentare ulteriormente per la gamma del 2026, nella quale il prossimo M6 (sempre se ci sarà) potrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 25.000 euro. Ancora troppo, soprattutto se consideriamo che gli LG da 97 pollici sono addirittura più arretrati rispetto ai modelli più piccoli a livello di pannelli.

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