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Produzione LCD: investimenti in picchiata a favore dell’OLED

tv toshiba

Ancora due o tre anni e anche i grandi produttori cinesi cesseranno di investire nella produzione di pannelli LCD, per puntare invece su OLED e tecnologie ibride

Che la tecnologia LCD fosse sul viale del tramonto non era difficile da immaginare. Non tanto come vendite, visto che i TV LCD continuano a farla da padrone in modo schiacciante rispetto agli OLED, ma come innovazione e investimenti in ricerca e sviluppo, sebbene recenti tecnologie come il QLED (con Samsung come portabandiera) e Mini LED di TCL provino a spingere al massimo il concetto di TV LCD. Non mancano poi le tecnologie “ibride” come QD-OLED di Samsung e H-QLED sempre di TCL, ma per la pura retroilluminazione (Direct o Edge che sia) sembra essere arrivati a un punto in cui è ormai difficile migliorare.

Tant’è che, come riporta IHS Markit in una sua recente analisi, gli ultimi importanti investimenti nella tecnologia LCD da parte dei principali produttori mondiali di pannelli termineranno nel 2022. Il sito coreano The Elec riporta addirittura il 2020 come ultimo anno in cui avverranno gli investimenti più importanti, riferendosi alle fabbriche cinesi di BOE China Star Optoelectronics che realizzano pannelli LCD Gen 10.5.

Secondo IHS Markit questo forte rallentamento nella produzione di pannelli LCD è dovuto proprio alla volontà dei produttori di investire in tecnologie più recenti come l’OLED, tanto che, spinte anche da questa fortissima concorrenza cinese, LG Display e Samsung Display hanno deciso di disinvestire pesantemente nella produzione di pannelli LCD.

Produzione LCD: investimenti in picchiata a favore dell’OLED

La prima infatti convertirà quasi tutte le sue linee di produzione di display LCD in pannelli OLED entro il prossimo anno, mentre Samsung Display investirà circa 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per adattare le sue linee produttive LCD a quelle QD-OLED, con una nuova linea produttiva (chiamata Q1) che già nel 2021 dovrebbe riuscire a sfornare mensilmente 30.000 pannelli QD-OLED da 65’’.

Anche i produttori cinesi investiranno fortemente sull’OLED (si parla di 8 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni), puntando soprattutto sugli OLED flessibili di sesta generazione per il settore mobile e sulla tecnologia di stampa diretta, considerata il metodo più efficiente per produrre OLED (si parla infatti di costi ridotti del 25%). Un esempio di ciò è l’inkjet printing messo a punto dal produttore giapponese JOLED, che funziona senza camere sottovuoto e senza maschere e stampa direttamente lo strato elettroluminescente RGB, invece di ricorrere al più tradizionale e costoso sistema di evaporazione RGB.

IHS Markit e The Elec non hanno invece fatto riferimento alla tecnologia Micro-LED e ciò, come già sospettavamo, suggerisce che i display di questo tipo saranno inavvicinabili ancora per diversi anni da parte dell’utenza consumer a livello di prezzi, rimanendo ancora per molto soluzioni adatte quasi esclusivamente all’ambito professionale. In ogni caso aspettiamoci prezzi dei TV OLED sempre più bassi e un futuro in cui gli “ibridi” di Samsung e TCL potranno fare una grande differenza, mentre gli LCD puri saranno relegati sempre più alle gamme medio-basse dei listini dei produttori.

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