Lo Schiit Audio Eitr 2 è un convertitore digitale-digitale con interfaccia Unison USB, uscite AES, coassiale e ottica fino a 192kHz e modulo Forkbeard opzionale per il controllo remoto via app
Nella filosofia di Schiit Audio, la pulizia del segnale digitale è il punto di partenza per qualsiasi sistema audio degno di questo nome. Con Eitr 2, l’azienda californiana aggiorna uno dei suoi prodotti meno conosciuti introducendo una soluzione che punta a rendere obsoleti tanto i costosi convertitori USB di fascia alta quanto gli streamer dal prezzo spropositato. Il risultato è un DDC (Digital-to-Digital Converter) che si inserisce tra la sorgente digitale e il DAC con lo scopo di offrire una conversione AES e S/PDIF assolutamente pulita.
Su queste pagine parliamo spessissimo di DAC (quasi mai di ADC), ma è solo la seconda volta che ci soffermiamo su un DDC. Per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di dispositivo, vale quindi la pena soffermarsi un attimo su questa tipologia di prodotti. Un DDC non converte il segnale digitale in analogico come fa un DAC, ma riceve un ingresso USB da computer, tablet o smartphone e lo restituisce trasformato in un’uscita S/PDIF, AES/EBU (o I²S su alcuni modelli) pronta per essere inviata a un DAC. In apparenza si tratta di un passaggio banale (o della proverbiale “stranezza audiofila”), ma nella pratica è un compito tutt’altro che banale.

Il protocollo USB non nasce infatti per l’audio e con esso arrivano jitter, rumore elettrico e artefatti che possono compromettere la resa finale anche dei DAC più sofisticati. “Reclockare” il segnale e isolare elettricamente la sorgente sono operazioni che cambiano concretamente la qualità d’ascolto e Schiit affronta questa delicato compito con la propria interfaccia Unison USB, una soluzione proprietaria basata su microprocessori Microchip a 32 bit e conforme allo standard UAC 2.
A differenza delle implementazioni generiche, Unison è stata progettata specificatamente per l’audio, con l’obiettivo di garantire una decodifica USB stabile e priva delle interferenze tipiche delle connessioni dirette. Le uscite AES e coassiale montano trasformatori di isolamento per contribuire ulteriormente alla pulizia del segnale, mentre l’uscita ottica supporta frequenze di campionamento fino a 192kHz, offrendo un’alternativa valida anche per chi lavora con materiale audio ad alta risoluzione.

La vera novità rispetto all’Eitr di prima generazione uscito nel 2017 risiede nell’integrazione opzionale del modulo Forkbeard, già introdotto da Schiit su altri prodotti del suo listino. Scegliendo la più costosa versione Digital Preamp con questo modulo, Eitr 2 acquisisce capacità che vanno ben oltre la semplice conversione (volume, bilanciamento, equalizzazione parametrica e loudness), che diventano regolabili da remoto tramite un’applicazione gratuita disponibile per iOS e Android. In questo modo, tramite Eitr 2+Forkbeard, si può ad esempio collegare un DAC privo di funzione pre direttamente a un amplificatore di potenza senza bisogno di un preamplificatore separato.
Ciò che distingue Forkbeard da soluzioni analoghe presenti sul mercato è l’approccio radicalmente “frictionless”. Non è infatti richiesta alcuna procedura di pairing, non occorre creare un account e Schiit dichiara esplicitamente di non raccogliere dati degli utenti. La configurazione è inoltre immediata e il sistema supporta teoricamente un numero illimitato di dispositivi in un numero illimitato di impianti.

Per quanto riguarda l’alimentazione, Eitr 2 offre due modalità. Nella configurazione base, il dispositivo si alimenta direttamente dalla porta USB, semplificando la gestione dei cavi e rendendolo adatto anche all’uso in mobilità. In alternativa, il Linear Override permette di utilizzare un alimentatore esterno da 6VAC per azzerare il consumo energetico dalla connessione USB, una soluzione preferibile in impianti fissi dove si vuole massimizzare l’isolamento dalla sorgente.

Va sottolineato che la compatibilità è ampia ma non universale. Essendo infatti un dispositivo UAC 2, Eitr 2 non funziona con sistemi operativi obsoleti come Windows XP o Windows 7, né con alcuni smartphone Android particolarmente datati. Una limitazione comunque comprensibile, considerato che quei sistemi non andrebbero comunque connessi a reti moderne.
In attesa di conoscere i prezzi italiani, Eitr 2 è disponibile nella versione Converter Only a 99 dollari (circa 85 euro), che include le sole uscite AES, coassiale e ottica, e nella versione Digital Preamp a 149 dollari (circa 127 euro) con il modulo Forkbeard integrato. Ricordiamo infine che Schiit mantiene la produzione interamente negli Stati Uniti e che ogni unità viene testata sia strumentalmente, sia all’ascolto, una prassi che nel settore non è affatto scontata soprattutto per prodotti così economici.
I prodotti Schiit Audio sono distribuiti in Italia da ProAudio.
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