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L’economia dello streaming secondo Spotify: più artisti guadagnano e dominano funk brasiliano e K-Pop

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Il nuovo report di Spotify evidenzia la crescita delle entrate da streaming e il numero record di artisti che nel 2025 hanno guadagnato oltre 100.000 dollari

L’ultima edizione del report annuale Loud & Clear, pubblicato da Spotify per analizzare l’economia dello streaming, fotografa un ecosistema in espansione, caratterizzato da un aumento significativo delle entrate e da un ampliamento delle opportunità per gli artisti. I dati raccolti evidenziano come lo streaming abbia progressivamente trasformato la struttura del mercato musicale, soprattutto nel corso dell’ultimo decennio.

Uno degli indicatori più significativi riguarda il volume complessivo delle royalties generate. Nel 2025, Spotify, che ricordiamo essere la piattaforma di streaming musicale più frequentata al mondo (circa 700 milioni tra utenti free e a pagamento), ha distribuito all’industria musicale oltre 11 miliardi di dollari, consolidando il proprio ruolo come principale piattaforma di pagamento nel settore.

Si tratta di una crescita superiore al 10% rispetto all’anno precedente, una dinamica che secondo il report supera di oltre il doppio il ritmo di incremento registrato da altre fonti di reddito della musica registrata. Considerando l’intero periodo dalla fondazione della piattaforma (2008), il totale delle somme versate ha ormai raggiunto una cifra vicina ai 70 miliardi di dollari. Un elemento rilevante riguarda la distribuzione di queste entrate, visto che circa la metà delle royalties complessive continua a essere generata da artisti e etichette indipendenti, segno di un ecosistema sempre meno dominato esclusivamente dalle major.


L’evoluzione del mercato si riflette anche nel numero di musicisti che riescono a generare entrate significative attraverso lo streaming. Nel 2025, oltre 13.800 artisti hanno superato la soglia dei 100.000 dollari di guadagni annuali provenienti esclusivamente da Spotify, con un incremento di circa 1.400 unità rispetto all’anno precedente. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con la situazione di cinque anni fa, quando il numero di artisti che guadagnavano almeno la metà di questa cifra era inferiore a quello attuale.

Parallelamente, è emersa una fascia sempre più ampia di professionisti della musica capaci di raggiungere livelli di reddito molto più elevati. Oggi circa 80 artisti superano i 10 milioni di dollari di royalties annuali sulla piattaforma, una soglia che dieci anni fa veniva raggiunta per la prima volta da un singolo artista.

Allo stesso tempo si è sviluppata una categoria intermedia di musicisti con carriere consolidate, con oltre 1.500 artisti che hanno generato più di un milione di dollari di royalties nel corso del 2025. Secondo le stime riportate nel documento, anche una quota relativamente piccola dell’audience globale può tradursi in ricavi significativi: intercettare l’1% degli stream prodotti dall’1% degli ascoltatori della piattaforma può infatti essere sufficiente per raggiungere il milione di dollari annuo.

Un’altra dinamica interessante riguarda la crescita dei guadagni anche nelle fasce meno visibili del mercato. L’artista classificato alla posizione numero 100.000 per ricavi su Spotify ha generato nel 2025 oltre 7.300 dollari di royalties, mentre nel 2015 la stessa posizione corrispondeva a circa 350 dollari. L’incremento supera quindi le venti volte in un arco temporale di dieci anni, suggerendo che la crescita dello streaming non riguarda soltanto le superstar, ma coinvolge anche artisti in fasi più iniziali del loro percorso.

Una parte di queste carriere trova origine proprio negli strumenti di scoperta integrati nella piattaforma. Playlist editoriali dedicate agli emergenti, come l’ecosistema Fresh Finds, hanno contribuito a dare visibilità iniziale a molti musicisti indipendenti. Secondo i dati del report, più di un decimo degli artisti che oggi superano i 100.000 dollari di guadagni annui su Spotify era stato inserito per la prima volta in queste playlist nelle prime fasi della propria carriera, per un totale di oltre 1.600 casi.

La dimensione globale dello streaming rappresenta un altro elemento centrale della trasformazione del settore. In media, due anni dopo il debutto, più della metà delle entrate di un artista proviene da ascolti al di fuori del proprio Paese di origine. Questa circolazione internazionale dell’audience ha ampliato notevolmente la geografia dei musicisti che raggiungono ricavi significativi. Nel 2025, gli artisti con oltre 500.000 dollari di royalties annuali provenivano da 75 Paesi diversi, mentre quelli con guadagni superiori a 10.000 dollari erano distribuiti in più di 150 nazioni.

Infine, anche la varietà linguistica della musica popolare riflette questa espansione globale. Nel 2025, brani cantati in 16 lingue differenti sono entrati nella classifica Global Top 50 di Spotify, più del doppio rispetto al 2020. Tra i generi musicali che generano oltre 100 milioni di dollari di royalties sulla piattaforma, alcuni dei tassi di crescita più rapidi appartengono a scene internazionali particolarmente dinamiche, come il funk brasiliano, il K-Pop e diverse declinazioni della musica latina urbana.

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