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Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Consigli, riflessioni e qualche accessorio per chi ha iniziato ad amare il suono analogico del vinile e desidera migliorarlo

Vinile croce e delizia: non è conveniente perché non dura nel tempo (cosa lo è?), non è economico, non è accessibile, ingombra, pesa, va più che mai protetto ma c’è comunque qualcosa di geniale quanto alternativo nel possedere, suonare e ascoltare i dischi. Che si tratti del suono, delle imperfezioni, della forma fisica, delle opere d’arte quali posso essere le copertine e che in tal senso non hanno rivali (e chi sta pensando al compact disc è decisamente fuori strada). Per questo e altro il vinile va ancora forte a oltre 100 anni dalla sua invenzione.

Che si sia amanti del vinile di lunga data o dell’ultimo minuto resta importante fare del proprio meglio per ottenere il miglior suono possibile e possibilmente mantenerlo inalterato nel tempo (non ascoltarlo non vale). Il miglior punto di partenza quello di assicurarsi l’acquisto del miglior giradischi su piazza e adatto alle proprie esigenze, in seguito accertarsi al meglio delle proprie conoscenze che l’apparato sia correttamente configurato. Proprio come in passato i piatti hanno costi variabili e per tutte le tasche, da poche centinaia di euro fino a superare il mezzo milione.Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Hardware diverso per diverse catene di ascolto e certo diverse tasche, ma status symbol totale a parte (l’Av Design Haus’ Dereneville VPM 2010-1 si aggira sui 650.000 dollari) quando si mettono le mani su un eccellente prodotto a mercato si può rimanere, per il solo giradischi, anche al di sotto dei duemila euro. Anche così il risultato potrà essere comunque molto convincente, offrire lunghe sessioni di ascolto anche per chi approccia per la prima volta la cultura del suono analogico e del vinile.

E allora qualche idea rivolta in particolare a chi ha avvicinato da poco questo meraviglioso mondo, alla scoperta di quanto sia possibile migliorare il risultato finale anche senza ipotecare casa. Il vinile è vivo, il vinile è morto, lunga vita al vinile! Dopo anni di decrescita e proclami d’ingloriosa fine il pesante supporto è tornato in auge riprendendo a macinare milioni di euro di fatturato (a doppia cifra guardando il nostro Paese), con proiezioni di crescita che ovviamente non sono passate inosservate all’industria discografica. Una nicchia che poi così nicchia non è, che per quanto con numeri in salita non ha alcuna intenzione di soverchiare lo status del digitale e del liquido. A farne le spese più il settore dei CD così come li abbiamo conosciuti, acquistati, (tanto tempo fa) noleggiati, supporti (idealmente) indistruttibili che non sono riusciti a convertire in massa il popolo del vinile, eccetto coloro che non sono mai riusciti a fare pace col concetto di rapido deperimento dell’agognato album, oggi più che mai acquistato a caro prezzo.Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

C’è la questione fisica, del piatto che non può venire collocato ovunque, dei sistemi per evitare che le vibrazioni si ripercuotano sull’ascolto, sulle distanze da tenere con i diffusori, in particolare il subwoofer, del peso e dello spazio necessario. Non ultimo uno dei fondamenti del culto della meccanica del disco, quello della posizione su di un piano (ovviamente più in alto rispetto al pavimento) che non soffra di inclinazioni, affinché la rotazione sia la più uniforme possibile. Perché il vinile è molto sensibile alle particelle che possono posarsi su di esso, su cui la testina potrebbe transitare segnandolo indelebilmente. Può altrettanto irreparabilmente deformarsi se si commette il grave errore di accatastare i dischi uno sull’altro (qualcuno ancora lo fa?). Consumo che può venire rallentato se alla protezione interna del vinile se ne affianca una esterna a difesa del materiale principalmente cartaceo di cui è composta la custodia. Non ultima la minaccia dell’elettricità statica, acerrima nemica che può venire combattuta con spazzole, panni antistatici o anche pistole sotto pressione ad aria ionizzata.

Il vinile implica un approccio diverso soprattutto nell’ascolto del disco, più riflessivo e volendo impegnativo in quanto non è possibile fare ‘zapping’ saltando da un brano all’altro senza soluzione di continuità. Mette un freno al caos della percezione superficiale, quando il disco inizia a girare sul piatto (in genere) è perché lo si vuole ascoltare davvero. Preservarlo nel tempo riversandolo con vari metodi su file digitale sarebbe buona pratica ma non è quello a cui è interessato il cultore del fisico, che il disco lo ‘coccola’, lava, pulisce, è (quasi) ossessionato dal VTF (Vertical Tracking Force) e al peso indotto dal braccio sul vinile.Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Troppo basso e lo stilo sbatte contro le pareti della scanalatura danneggiando l’incisione, troppo elevato e il consumo aumenta rapidamente. E allora si va di contrappesi regolabili, ricerca del numero assoluto in grammi per non rendersi complici di un’accelerazione del consumo. Una cosa è (pressoché certa): non lo si acquista per caso, magari lo si parcheggia tra le frenetiche pieghe della propria vita per poi tornare al culto, riscoprendone l’intrinseca natura. Queste dure settimane di confinamento casalingo per la pandemia in corso potrebbero portare alla riscoperta del giradischi, magari solo un po’ impolverato ma sempre pronto a far tornare il sorriso e ‘scaldare’.

Qui di seguito una manciata di pratici consigli per stabilizzare, se non migliorare l’ascolto su vinile. Perché quando si arriva a percepire la sensazione di essere riusciti a ottenere il massimo da vinile e giradischi potrebbe essere il momento in cui realizzare che c’è qualcosa in più che ancora si potrebbe fare. Dagli amplificatori phono ai pesi dei giradischi, cavi, panni, sistemi refrattari alle vibrazioni, la scelta è vasta. Ecco qualche proposta.

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Cambridge Audio Duo MC/MM phono amp

Non si va da nessuna parte senza un amplificatore phono o uno stadio phono. Questo funge da preamplificatore, aumentando il segnale del giradischi rendendolo intellegibile prima che raggiunga l’amplificatore. Alcuni amplificatori hanno uno stadio phono incorporato – basta cercare l’ingresso con tale dicitura – ma in caso contrario occorre usare un dispositivo separato. Un box a parte è anche un modo per aggiornare il suono: è probabile che un preamplificatore esterno funzioni meglio di uno fisso in un’unità integrata. Nel caso specifico trattasi della flessibile ed economica offerta della britannica Cambridge. Funziona con le testine MM ma anche MC, quindi qualsiasi giradischi e può anche funzionare come amplificatore per cuffie. Ha un bell’aspetto, è facile da usare e offre un suono corposo. Come concorrente più o meno diretto ci sarebbe il Rega Fono MM MK3, che offre ancor più corposità e rotondità sonora.

Cambridge Audio Duo MC/MM su Amazon

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Arcam rPhono phono amp

Disponendo di un più costoso giradischi ci si potrebbe spingere più in la rispetto allo stage phono, come nel caso dell’Arcam rPhono. Si tratta di una piccola unità con involucro in alluminio – delle dimensioni di un tipico libro tascabile – che lascia da subito l’impressione di essere solida come un mattone. È magnificamente rifinita, bordi nitidi, aspetto elegante e discreto. Anche in questo caso la compatibilità è per testine sia MM che MC, silenzioso quando operativo offre grande dettaglio e certo sa come intrattenere nell’ascolto del vinile.

Arcam rPhono in vendita su Ebay

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Neoteck digital stylus gauge

Abbiamo parlato di VTF (Vertical Tracking Force) e del peso sotto il quale il disco va a ruotare. Questo piccolo gadget aiuta nell’operazione, andando a misurare la forza dello stilo quando viene posizionato sul disco. Ciò dovrebbe essere parte integrante del processo di installazione e configurazione, quando si prepara qualsiasi giradischi per assicurarsi di ottenere il miglior suono. Da una puntina stabile ci si aspetta che non danneggi i dischi a causa di un carico inutilmente abbondante. Questo strumento è semplice, appoggia la puntina sulla bilancia per regolarne il peso di conseguenza. In genere la maggior parte dei giradischi dovrebbe essere accompagnato dalle relative raccomandazioni sui pesi, caso contrario consigliamo caldamente di approfondire la questione sondando per esempio il Web.

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Nobsound peso per vinile

Parlando di appesantire le cose che dire di questo peso da record? Per consentire prestazioni (ulteriormente) ottimali, la puntina deve muoversi il meno possibile. Un peso manterrà le vibrazioni al minimo, il che dovrebbe significare un suono più pulito con meno distorsioni, oltre al fatto che in tal modo si possano riprodurre dischi tutt’altro che perfettamente piatti – mantenerli tali aiuta nuovamente a garantire un tracciamento ottimale e un suono migliore. Ci sono diverse scuole di pensiero in tal senso, che ritengono in diversa misura quanto tale elemento sia più o meno essenziale al fine di un upgrade sonoro. Varrebbe quanto meno la pena sperimentarne l’uso. Nel caso specifico il Nobsound permette anche di verificare se il giradischi stia effettivamente girando alla giusta velocità.

Nobsound record weight su Amazon

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Chord Company Showline

Non sarà forse l’accessorio più sexy e intrigante che si possa pensare di utilizzare, ma il cavo di interconnessione stereo può rivelarsi un concreto, semplice ed efficace aggiornamento al proprio sistema. A condizione che il giradischi non abbia un cavo phono cablato, che in quanto tale non si può disconnettere dallo stesso, è probabile che un aggiornamento in tal senso possa contribuire a migliorare le prestazioni. Chord Company produce cavi a cinque stelle da che si ha memoria e la linea Showline è un altro ottimo esempio di produzione anche se a un prezzo impegnativo. Naturalmente l’impiego è possibile ovunque sia necessario un cavo audio analogico di alta qualità.

Chord Company Showline su Amazon

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Amazon panni in microfibra

Restando in ambito accessori per niente sexy e accattivanti ci sarebbero i panni in microfibra. L’arte di mantenere puliti i propri dischi è un altro modo per aiutare l’impianto a suonare senza evidenziare problemi. Mentre alcuni potrebbero dire che non sarebbe un vinile senza un po’ di tick e crepitii va da se che la maledetta polvere sui dischi si farà inevitabilmente strada verso lo stilo e, in definitiva, verso ciò che si sta ascoltando dai diffusori o addirittura si rischia di non ascoltare. Non ci sono particolari motivi per spendere cifre iperboliche in tale ambito, ma una rapida pulizia di tanto in tanto contribuirà a mantenere il vinile suadente e pulito.

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Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Vinyl Guru protezioni trasparenti per album

Un altro modo per garantire che le fastidiose particelle di polvere siano ridotte al minimo è quello di mantenere protetto l’archivio musicale. Non occorre niente di speciale per scegliere la migliore protezione trasparente, se non l’accortezza di scegliere del materiale resistente, delle dimensioni e spessore giusto a contenere LP singoli o doppi senza incorrere in pericoli di strappo.

Vinyl Guru protezioni trasparenti per copertine vinile 33′ giri su Amazon

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Goldring 1042 cartridge

L’argomento testina è molto delicato e non si può certo sciorinare in un paio di battute. In quanto in costante contatto fisico col disco è opportuno prendere in considerazione la sostituzione se dovesse saltare di continuo, o se emettesse crepitii peggio di un camino con legna bagnata, se il suono risultasse addirittura distorto piuttosto che proveniente da un unico canale. Ortofon, Shure, Stanton, Audio Technica sono alcuni dei brand più conosciuti. Ma alla scoperta dell’affascinante mondo del vinile e delle testine ci si potrebbe anche imbattere in Goldring, ovvero la più antica società di testine della Gran Bretagna, quindi quando si tratta di aggiornare uno dei componenti più importanti del sistema di riproduzione, il catalogo di questa società è un buon posto dove cercare. Il modello 1042 non è nuovo, né trattasi di un pezzo di affascinante tecnologia ma grazie a un design rigido e alla qualità del suono – tanto per cominciare c’è da aspettarsi rumore ridotto e maggiori dettagli – rimane una scelta superba per chiunque possieda un giradischi di gamma medio-alta.

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Rough Trade slipmat

Immaginandosi una sorta di novello Grandmaster Flash, il leggendario disc-jockey originario delle Barbados, che sta ultimando i preparativi onde scatenare una tempesta musicale ci si dovrebbe sentire nell’obbligo assoluto di aggiungere uno slipmat. Trattasi di tappetino parzialmente scivoloso che, contrariamente a quello in gomma che accompagna il giradischi, consenta la frizione del disco sullo stesso senza che la parte sottostante del vinile vada irreparabilmente a danneggiarsi. Anche qui diversi pesi e spessori possono o meno incontrare i gusti personali di aspiranti DJ. In questo senso non c’è che l’imbarazzo della scelta, mentre un pizzico in più di gusto personale e ricercatezza potrebbero portare a elementi meno comuni. È il caso del Rough Trade slipmat, direttamente dall’omonimo leggendario negozio di dischi londinese che varrebbe la pena essere (anche solo virtualmente) visitato.

‘Black on black’ slipmats presso Rough Trade

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Audio-Technica AT615 turntable spirit level

Come abbiamo già avuto modo di spiegare c’è il discorso del giradischi non perfettamente in piano, che se inclinato potrebbe arrivare a influenzare l’ascolto. Quindi anche in tal senso più attenzione si presta al giradischi, migliori saranno i risultati. Tutto conta in una certa misura e mentre non si dovrebbe perdere il sonno a causa di questi dettagli, se piacesse sperimentare con l’idea di migliorare la propria musica ecco qualcos’altro da provare: l’Audio-Technica AT615. Semplice ma efficace, questo prodotto di Audio-Techica è composto di alluminio lavorato a macchina e la fondamentale bolla centrale aiuta a ottenere la migliore regolazione orizzontale del giradischi. In genere la bolla centrale è presente anche sui pesi per appiattire il vinile.

Audio-Technica AT615 turntable level su Amazon

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Pro-Ject Ground-IT Deluxe isolation platform

Piano in bolla a parte come sopra accennato c’è anche il discorso dell’isolamento dalle vibrazioni, più facilmente raggiungibile attraverso una piattaforma appositamente studiata. Le vibrazioni sono nemiche della riproduzione dei dischi e questa piattaforma Pro-Ject è un modo per ridurle al minimo assoluto. Ha una base in MDF pesante riempito di granuli (il Medium Density Fibreboard è traducibile come “pannello di fibra a media densità” ed è un derivato del legno), dispone di piedini regolabili e una scelta in termini di dimensioni. Linea furba e minimale in virtù della finitura antracite.

Pro-Ject Ground-IT Deluxe isolation platform su Amazon

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Hi-Fi Racks Omnium8

Restando nel tema di mantenimento degli elementi livellati, un buon Hi-Fi o un rack AV è un must per qualsiasi sistema dai molteplici componenti, soprattutto quando si ha a che fare con un giradischi che è poi uno degli elementi più sensibili. Hi-Fi Racks produce da tempo mobili in legno semplici e solidi, il che dovrebbe contribuire a garantire che il sistema possa funzionare senza criticità e senza venire disturbato da vibrazioni esterne (notare i punti di appoggio a spillo, croce dei pavimenti in parquet). Omnium8 dispone di una gamma di opzioni e vario design che offrono un certo grado di flessibilità, sempre che piaccia lo stile di fondo.

Hi-Fi Racks Omnium8 presso Richer Sounds

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Atacama Apollo WT1 SE wall shelf

E se il mobile rack non funzionasse nel proprio locale per molteplici ragioni? Che sia a causa dello spazio, dei bambini o di un pavimento troppo elastico, si potrebbe essere costretti a cercare un’alternativa, ovvero optare per un supporto a parete. Usando questo ripiano si può sollevare il giradischi dal pavimento – e idealmente, montarlo all’altezza perfetta quando si va a posarvi il disco.

Atacama Apollo WT1 SE wall shelf su Ebay

Vinile amore mio: tra culto analogico e accessori

Audioquest anti-static record brush

Classicissimo record companion da sempre, la spazzola per liberare i dischi dalla polvere non dovrebbe mai mancare. Ci sono spazzole e pennello antistatici con varia densità di fibre, e almeno in tale contesto non è il caso di affidarsi al vintage quando fa rima con vecchio e consunto, bensì affidarsi a produzioni tra le più recenti e aggiornate. Atacama promette “fibre più piccole in quantità maggiore” per aiutare a rimuovere ogni particella dall’amata plastica.

Audioquest anti-static record brush su Amazon

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