Vi state avvicinando alla musica liquida e cercate una soluzione semplice per iniziare? Oppure siete già utenti esperti e volete organizzare al meglio la vostra libreria musicale? Questo articolo è perfetto per voi e potrebbe riservare più di una sorpresa.
Asustor Flashstore 6: Il NAS dal Cuore Musicale
Gli appassionati di musica liquida, soprattutto coloro che hanno accumulato nel tempo una vasta collezione di album, sanno quanto possa essere impegnativo gestire una libreria musicale. Chi si affida ancora a pennette USB o SSD collegati a computer o streamer in maniera volante, conosce bene i limiti di questa soluzione. Qual è, quindi, l’approccio migliore? Esiste un modo per gestire una vasta libreria musicale in modo semplice, affidabile ed economico? Per rispondere a questa domanda scopriamo prima cos’è un NAS e quale ruolo può avere in un sistema HiFi, anche di alto livello.
Da ‘Scatola di Dati’ a Music Server
In passato questi dispositivi denominati Network Attached Storage (N.A.S. per l’appunto) erano poco più che “dischi di rete”, semplici contenitori di dati il cui unico scopo era offrire spazio di archiviazione condiviso. Erano strumenti funzionali, ma lontani dalle raffinatezze richieste da un impianto audio. Tuttavia, la loro traiettoria evolutiva è stata rapida e profonda. L’introduzione di sistemi operativi dedicati, come l’ADM (ASUSTOR Data Master) di Asustor, dotati di interfacce grafiche intuitive accessibili via browser, ha segnato una prima svolta. La vera rivoluzione, però, è arrivata con gli “App Center”, che hanno trasformato questi dispositivi in veri e propri server multifunzione [Steve Jobs insegna]. Similmente a uno smartphone, è diventato possibile installare applicazioni per espandere le funzionalità del NAS ben oltre la semplice archiviazione, trasformandoli in computer a basso consumo energetico, progettati per rimanere sempre accesi e svolgere una vasta gamma di compiti: da server multimediali per lo streaming di video 4K a centrali di backup, da cloud personali a sistemi di videosorveglianza.
Flashstor 6: Archiviazione e streaming per l’audiofilo

Ma veniamo finalmente al protagonista di questa recensione, l’Asustor Flashstor 6 (FS6706T), un prodotto decisamente intrigante. Non è solo un NAS versatile, ma un dispositivo che, attraverso scelte progettuali mirate, “strizza l’occhio” direttamente al mondo dell’alta Fedeltà. Come ci riesce? Innanzitutto, con un’architettura 100% “solid-state” e, cosa ancora più importante, con la capacità di connettersi direttamente alle porte digitali del vostro amplificatore integrato o DAC. Questo significa che il Flashstor 6 non è solo il posto dove memorizzare la libreria musicale, ma diventa all’occorrenza un componente attivo del vostro impianto, capace di funzionare anche come un eccellente streamer e trasporto digitale.
Il Segreto della Silenziosità: Design e raffreddamento nell’architettura All-Flash

Per cogliere il potenziale del Flashstor 6 in un contesto audiofilo, è fondamentale analizzare la sua caratteristica più distintiva: l’architettura “All-Flash”. A differenza dei NAS tradizionali, progettati per ospitare rumorosi dischi rigidi meccanici da 3,5 pollici, il Flashstor 6 li abbandona completamente in favore di sei slot M.2 NVMe. Questa scelta rappresenta un vero cambio di paradigma e detta ogni aspetto del suo design. Il telaio, non più vincolato dalle dimensioni degli hard disk, diventa compatto, basso e dalle linee decise, più simile a una console da videogames. Sebbene l’estetica possa inizialmente spiazzare, il suo design moderno non è fine a se stesso. Questa forma sottile, angolare a quadrilatero serve a minimizzare le onde stazionarie a bassa frequenza e il riverbero eccessivo.

Quali sono i vantaggi in campo audio?
- Operatività a Minimo Impatto Acustico e Meccanico
L’adozione di unità NVMe elimina alla radice il rumore e le vibrazioni tipiche dei dischi meccanici. Il sistema di raffreddamento è progettato per la massima discrezione: un dissipatore passivo agisce sulla CPU, mentre una singola ventola a bassissima rumorosità mantiene le temperature ideali per le unità M.2. I nostri test confermano che il suo impatto è trascurabile: il rumore di fondo al punto d’ascolto non subisce variazioni misurabili, rendendo il Flashstor 6 un componente acusticamente non invasivo, requisito essenziale in un ambiente Hi-Fi.

- Velocità e Reattività del Sistema
Le unità NVMe garantiscono un accesso fulmineo alla libreria musicale. La navigazione, la ricerca e il caricamento delle tracce avvengono con una reattività che i dischi tradizionali non possono eguagliare, offrendo un’esperienza d’uso fluida e immediata. - Affidabilità ed Efficienza Energetica
Prive di parti in movimento, le unità a stato solido sono intrinsecamente più robuste e durevoli nel tempo. Inoltre, il loro consumo energetico ridotto si traduce in una minore produzione di calore e in un sistema complessivamente più stabile ed efficiente.
Sebbene l’archiviazione all-flash comporti un costo per gigabyte superiore (un aspetto che analizzeremo in dettaglio più avanti), i vantaggi in termini di capacità e prestazioni sono innegabili. Con la possibilità di installare fino a 24 TB di spazio utilizzando sei unità da 4 TB, anche le collezioni musicali più vaste e in alta risoluzione, sia in formato PCM che DSD, troveranno una dimora sicura e incredibilmente reattiva.
Hardware Ottimizzato per Roon e streaming Hi-Res

Il cuore del Flashstor 6 è il processore Intel Celeron N5105 Quad-Core. Curioso il fatto che sia esattamente la stessa CPU utilizzata nel Nucleus One di Roon.
Sebbene non sia un chip da desktop ad alte prestazioni, la sua architettura è ottimizzata per l’efficienza energetica e la bassa emissione di calore. Quella che potrebbe sembrare una limitazione si rivela un vantaggio decisivo per un server audio pensato per restare acceso 24/7. Minor consumo e meno calore si traducono infatti in una maggiore silenziosità, fattore cruciale per un’integrazione perfetta in un ambiente Hi-Fi. A supporto del processore troviamo 4GB di RAM DDR4, facilmente espandibili fino a 16GB — un upgrade fondamentale per eseguire in modo ottimale applicazioni esigenti come Roon Server. Effettuare l’upgrade della RAM è molto facile, come spiegato in questo video del produttore.
Connettività: La Prospettiva dell’Audiofilo

Il pannello posteriore offre una dotazione di porte completa, pensata per performance e multimedialità:
- Rete: Due porte 2.5 Gigabit Ethernet con supporto all’aggregazione SMB Multichannel, per raggiungere velocità di trasferimento e una larghezza di banda sovrabbondanti per lo streaming audio hi-res e multicanale.
- Dati e Periferiche: Due porte USB 3.2 Gen 2 (10Gbps) per backup rapidi e unità esterne, più due porte USB 2.0.
- Audio/Video: Una porta HDMI 2.0b per il collegamento a un display e una interessante uscita audio ottica S/PDIF (TOSLINK), che ne sottolinea la vocazione audiofila.
Il Flashstor 6 come cuore e cervello per un raffinato sistema basato su Roon
Missione Music Server: Dall’un-boxing alla musica in pochi semplici passi
L’installazione dell’ASUSTOR Flashstor 6 è incredibilmente semplice. Essa inizia con l’installazione delle unità M.2 (consulta il video guida disponibile). Si collega quindi il NAS alla rete e lo si gestisce da remoto tramite l’app ASUSTOR Control Center. Una volta completata la configurazione, si installa Roon accedendo ad App Central, cercando l’app e seguendo la procedura guidata, tutto in maniera semplice ed intuitiva.
La catena della musica liquida: Controller, Server, Endpoint
L’architettura di un sistema di streaming audio di alta qualità si basa (salvo eccezioni) su tre elementi chiave:
- Controller: L’applicazione su tablet o smartphone per gestire la riproduzione musicale (Selezione del brano, Play, Stop, etc)
- Music Server: il cuore digitale che ospita la vostra libreria musicale ed il software di gestione
- Endpoint (o streamer): È il dispositivo che funge da ponte tra la rete e l’impianto Hi-Fi. Il suo delicato compito è ricevere il flusso audio digitale — proveniente sia dal Music Server locale che da servizi online — e consegnarlo al DAC (Convertitore Digitale-Analogico) per la conversione in suono. È importante sottolineare che, a seconda del prodotto, streamer e DAC possono essere integrati in un unico apparecchio oppure esistere come due elettroniche separate. Non esiste una soluzione migliore in assoluto; la validità dipende sempre dalla qualità e dalla categoria del singolo apparecchio.
Questa suddivisione dei ruoli non è casuale, ma una scelta progettuale deliberata mirata a massimizzare la fedeltà audio. Separando l’interfaccia utente (Controller) e il cervello computazionale (Music Server), si isolano i componenti elettricamente “rumorosi” per proteggere il percorso del segnale audio, che ha nell’Endpoint il suo punto più delicato e sensibile.
Roon e Flashstor 6, il sistema di streaming ad alta fedeltà

Una delle più raffinate implementazioni di questa architettura di streaming è il famoso ecosistema Roon. I nomi cambiano, ma la sostanza resta la stessa: il Music Server si chiama Roon Core, il controller è il cosiddetto Roon Remote e l’Endpoint sarà uno dei dispositivi audio certificati Roon Ready o Roon Tested
- Il Roon Core è il direttore centrale: consolida musica da file locali e servizi come TIDAL/Qobuz in una libreria unificata, arricchita da metadati dettagliati (copertine, biografie, testi). Gestisce decodifica (FLAC, WAV, DSD, MQA), DSP personalizzato e trasmissione bit-perfect agli Endpoint. Richiede CPU sufficientemente potente, RAM abbondante e storage veloce. Il Flashstor 6 è certificato come Roon Core da Roon Labs, grazie alle sue risorse hardware adeguate (CPU, RAM, velocità di archiviazione) per eseguire il software Roon Server senza intoppi.
- Il Roon Remote è un controller puro su tablet/smartphone, che comunica via rete con il Core per comandi e visualizzazioni, senza influenzare la qualità audio.
- Gli Endpoint ricevono il flusso digitale dal Core e lo inviano al DAC (oppure fungono essi stessi da DAC).
- Roon Ready: Integrazione nativa con RAAT per configurazione zero, audio bit-perfect fino a 32-bit/768kHz PCM e DSD512, multi-room sincronizzato.
- Roon Tested: Compatibilità testata con protocolli standard (USB, AirPlay), ma con possibili limitazioni di risoluzione.

La doppia natura del Flashstor 6 è uno dei suoi punti di forza: non solo agisce da server Roon Core, ma anche da versatile Endpoint “Roon Ready”. Questa capacità è ben visibile nella schermata di Roon, dove entrambe le sue uscite digitali — quella ottica TOSLINK e quella USB vengono riconosciute come dispositivi audio distinti nella sezione Connected Audio Device.

Le performance delle uscite digitali, testate con i DAC in nostro possesso, come il TEAC VRDS-701 e il Mola Mola Tambaqui, sono state ragguardevoli:
- Uscita Ottica (TOSLINK): Ha superato il limite teorico dello standard (24/96), offrendo una riproduzione stabile e senza errori fino a 24-bit/192 kHz.
- Uscita USB: Si è dimostrata altrettanto stabile, supportando le massime risoluzioni, inclusi flussi PCM fino a 32-bit/384 kHz e DSD fino a DSD256.
La Prova sul Campo: Stress Test con Roon MUSE

Per mettere alla prova le sue reali capacità, abbiamo sottoposto il Flashstor 6 a un intenso stress test, facendogli gestire tre flussi audio simultanei e attivando, su uno di essi, la complessa elaborazione DSP di Roon per un resampling in tempo reale a DSD256.
Il risultato è stato notevole: il sistema ha mantenuto una velocità di elaborazione di 2.9x, quasi il triplo del necessario, a riprova di una riserva di potenza più che sufficiente per i carichi di lavoro più complessi.
È proprio questa performance a dimostrare la vera natura del dispositivo. Non lasciatevi ingannare dalle sue dimensioni contenute, soprattutto di fronte alla concorrenza: la sua forza non risiede nella stazza o nella potenza bruta, ma nel perfetto equilibrio tra prestazioni ed efficienza, che lo rende la scelta ideale per il suo scopo.
La vostra preziosa Libreria Musicale sempre al sicuro con la tecnologia RAID
Una delle ragioni fondamentali per scegliere un NAS come l’Asustor Flashstor 6, al posto di un comune mini-PC (come il classico Intel NUC), è la gestione avanzata della sicurezza dei dati. Mentre un NUC è spesso limitato a uno o due dischi senza reali opzioni di protezione, un NAS nasce per creare volumi di archiviazione resilienti tramite la tecnologia RAID.
Il concetto è semplice ma potentissimo: installando più unità M.2 nel Flashstor 6, il sistema le unisce in un unico grande spazio di archiviazione che protegge la tua preziosa collezione musicale. Se una delle unità dovesse guastarsi, niente panico: la tua musica rimane al sicuro e accessibile, tanto da non interrompere neanche un eventuale sessione di ascolto! Il NAS ti avviserà del problema e basterà sostituire il disco danneggiato e il sistema, in modo del tutto automatico, ricostruirà i dati mancanti, come se nulla fosse avvenuto.
La Soluzione Consigliata: RAID 5 per Equilibrio Perfetto
La configurazione che vi suggeriamo, per il miglior equilibrio tra sicurezza, capacità e prestazioni è il RAID 5. Utilizzando un minimo di tre dischi, garantisce un’eccellente combinazione di:
- Sicurezza: Protezione completa contro il guasto di una singola unità di memoria, lo scenario di rottura più comune.
- Efficienza dello Spazio: Ottimizza la capacità di archiviazione, “sacrificando” lo spazio di una sola unità per le informazioni di protezione (parità).
- Prestazioni: Offre velocità di lettura elevate, ideali per uno streaming musicale fluido e reattivo.
Esempio: Per creare un volume di 20 TB in RAID 5, servono 6 unità M.2 da 4 TB.
È importante ricordare che il RAID protegge dai guasti hardware, ma non da cancellazioni accidentali o disastri. Per questo, va sempre abbinato a una solida strategia di backup (ad esempio su un disco USB esterno o su un servizio cloud) per una tranquillità assoluta.
Considerazioni Finali
Dopo oltre due mesi di utilizzo quotidiano e intensivo, possiamo confermare la nostra piena soddisfazione per il Flashstor 6. Il dispositivo si è dimostrato incredibilmente stabile: in questo lungo periodo non abbiamo mai riscontrato un problema, un’incertezza o la necessità di un riavvio forzato. Le uniche interruzioni sono state quelle, canoniche, per installare gli aggiornamenti di sistema.

Questa esperienza d’uso impeccabile ci ha anche dato modo di testare un altro aspetto fondamentale: la reattività del supporto tecnico. La versione firmware iniziale, infatti, non abilitava nativamente l’uscita S/PDIF su TOSLINK, richiedendo l’installazione di un’app aggiuntiva per attivarla (X.Org). Abbiamo segnalato la cosa ad Asustor, suggerendo di integrare tale funzionalità a livello di sistema.
La nostra richiesta non solo è stata prontamente accolta, ma in breve tempo è stata rilasciata una nuova versione del sistema operativo che risolveva definitivamente la questione, rendendo l’uscita digitale immediatamente disponibile senza software aggiuntivo. Siamo stati felici di contribuire a questo miglioramento, e l’attenzione dimostrata dal produttore è un segnale inequivocabile della volontà dell’azienda di investire e perfezionare costantemente i propri prodotti.
A chi si rivolge questo dispositivo?
Il Flashstor 6 è progettato per soddisfare le esigenze di un pubblico vasto ed esigente. Il suo utente ideale è l’appassionato che utilizza Roon come centro del proprio ecosistema musicale, gestendo una libreria digitale di circa 10.000 album e circa 100.000 tracce. Questo profilo include anche chi sfrutta attivamente le complesse funzioni DSP di Roon. Va detto che alcune combinazioni particolarmente onerose, soprattutto se abbinano la decodifica DSD a funzioni DSP complesse, potrebbero superare le sue capacità. Ciononostante, nella gamma di utilizzo tipico, il Flashstor 6 offre un’esperienza reattiva, fluida e stabile, dimostrandosi un partner affidabile che supera le aspettative.
Serve Davvero Più Potenza?

Per la stragrande maggioranza degli utenti, la risposta è no. Il Flashstor 6 offre un equilibrio ottimale tra prestazioni mirate, efficienza energetica, silenziosità e dimensioni compatte, caratteristiche che lo rendono una scelta intelligente come server Roon dedicato.
L’unica vera eccezione riguarda gli audiofili che si affidano a software di terze parti come HQPlayer, per applicare filtri di upsampling complessi. Per questo specifico e intensivo caso d’uso, un sistema hardware più performante, con processori di fascia superiore, rimane la soluzione consigliata.
Analisi Critica del Mercato dei Music Server Esoterici
Per apprezzare pienamente il valore di questo approccio ottimizzato, è utile contestualizzarlo nel crescente mercato dei music server esoterici, dove esistono prodotti con costi di un altro ordine di grandezza. Questi dispositivi nascono da una filosofia “cost-no-object” che persegue la creazione della sorgente digitale definitiva tramite soluzioni ingegneristiche estreme.
Tuttavia, un’analisi critica rivela un errore concettuale: l’applicazione di principi propri dell’alta fedeltà analogica al dominio digitale, dove le sfide sono di natura diversa. Nel mondo dei music server digitali, il “segnale” è un robusto flusso di dati, non soggetto alle stesse vulnerabilità di un segnale analogico. La vera minaccia alla qualità audio è il rumore elettrico (EMI/RFI), che si propaga attraverso cavi (USB, Ethernet) e può compromettere lo stadio di conversione digitale-analogica (DAC).
Come abbiamo approfondito nel nostro apprezzato articolo Rumore di Rete: Il Nemico Invisibile dell’audio digitale (e come sconfiggerlo), la soluzione più efficace non risiede in un singolo dispositivo ultra-costoso, ma in un’architettura di rete ottimizzata. Dividendo la rete domestica in una “zona rumorosa” (router, computer, NAS) e una “zona pulita” (componenti audio, endpoint), si ottiene un miglioramento significativo a costi drasticamente inferiori. In quest’ottica, l’approccio “estremista” dei music server esoterici appare superfluo. La perfezione audio non si raggiunge con un unico componente costoso, ma con un sistema ben progettato che privilegi l’equilibrio complessivo.

Alternative, Limiti e Analisi dei Costi
Se nell’utilizzo come streamer diretto il Flashstor 6 mostra un limite per l’assenza del supporto nativo a tecnologie come TIDAL Connect e Qobuz Connect, come music server offre invece un’eccellente flessibilità. È infatti pienamente compatibile con l’ottimo software MinimServer: una soluzione UPnP/DLNA dal costo contenuto che rappresenta una valida alternativa per chi non desidera utilizzare Roon, tutto questo facilmente installabile, sempre tramite App Central.

Flashstor 6 o Flashstor 12 Pro: Quale Scegliere?
Oltre al modello Flashstor 6 da noi testato, Asustor propone anche la versione Flashstor 12 Pro (FS6712X). Sebbene condividano lo stesso processore e la stessa dotazione di RAM base, le differenze sono:
- Capacità di archiviazione: La differenza più evidente è il numero di slot M.2 disponibili: 6 per il Flashstor 6 e ben 12 per il Flashstor 12 Pro. Questo rende il modello Pro la scelta ideale per chi possiede librerie musicali sterminate o prevede una crescita esponenziale della propria collezione.
- Connettività di rete: Il Flashstor 6 è equipaggiato con due porte 2.5 GbE, ampiamente sufficienti per lo streaming audio e per la maggior parte delle reti domestiche. Il Flashstor 12 Pro alza l’asticella con una porta 10 GbE, pensata per utenti avanzati che necessitano di trasferimenti dati ultra-rapidi, ad esempio per la gestione di file video di grandi dimensioni o per l’integrazione in reti aziendali ad alte prestazioni.
In sintesi, il Flashstor 6 rimane secondo noi la scelta più equilibrata e consigliata per l’uso come server Roon. Il Flashstor 12 Pro si rivolge invece a una nicchia di utenti “power user” che necessitano della massima capacità di archiviazione o della connettività di rete più veloce disponibile sul mercato.
Analisi dei Costi
Per una valutazione completa dell’investimento, è fondamentale considerare che al prezzo d’acquisto del Flashstor 6 si sommano alcuni costi aggiuntivi, alcuni necessari e altri opzionali, che definiscono la spesa finale.

- Le Unità di Archiviazione (M.2 NVMe): Il NAS viene venduto privo di unità di memoria. Sarà quindi indispensabile acquistare separatamente i moduli M.2 NVMe su cui installare il sistema operativo e la libreria musicale. Il costo varia in base alla capacità e alle prestazioni scelte. Ricordate che l’eventuale implementazione del sistema RAID aumenta il costo iniziale richiedendo più unità M.2. Per queste, raccomandiamo caldamente di scegliere solo modelli certificati dalla Lista di Compatibilità Hardware (HCL) e, preferibilmente, dotati di dissipatore passivo, tenendo conto di entrambi i fattori nel calcolo della spesa.
- L’Espansione di Memoria RAM (Opzionale): Sebbene i 4 GB di serie siano sufficienti per la maggior parte degli utilizzi, gli utenti con librerie musicali di grandi dimensioni o che fanno un uso intensivo delle funzioni DSP più complesse potrebbero beneficiare di un upgrade della RAM (fino a 16 GB) per garantire la massima fluidità nel lungo periodo. Questa ha un costo aggiuntivo.
- La Licenza Roon: Essendo un software di terze parti, Roon richiede la sottoscrizione di un abbonamento separato (con pagamento annuale o una tantum a vita). Questo è un fattore significativo da includere nel budget complessivo se non si possiede già una licenza.
Conclusioni
Al termine della nostra analisi, il verdetto è chiaro: l’ASUSTOR Flashstor 6 è un prodotto vincente. Non si tratta solo di un NAS, ma di un hub digitale che svolge il suo duplice ruolo con rigore ed equilibrio. Da un lato, funge da versatile music server per Roon Core. Dall’altro, offre capacità di streamer diretto verso il DAC. In quest’ultima funzione, l’uscita ottica digitale integrata rappresenta un valore aggiunto notevole. Essa offre un segnale pulito e galvanicamente isolato, raro da trovare in questa fascia di prezzo.
Il Flashtor 6 è la scelta ideale per l’audiofilo pragmatico, che privilegia la solidità di un dispositivo professionale, supportato da test rigorosi e un ecosistema software consolidato, anziché soluzioni fai-da-te o assemblate. Sebbene la configurazione RAID 5 comporti un incremento dei costi, garantisce una protezione essenziale contro guasti improvvisi, salvaguardando la preziosa libreria musicale.
Al momento della stesura di questo articolo, il Flashtor 6 (FS6706T), ha un prezzo di 559,00 € su Amazon, mentre il costo del Flashstor 12 Pro (FS6712X) è di 949,00 €
Trovate qui la lista dei dischi consiglia (HCL). Ed al seguente link la lista dei dissipatori passivi da installare sui moduli M.2
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