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AUDIO AMARCORD

Le passioni, soprattutto quelle brucianti e travolgenti, hanno la malaugurata tendenza a raffreddarsi presto, si esauriscono in fretta senza – talvolta – lasciare traccia dentro di noi. Nel caso dell’appassionato di alta fedeltà, si passa da un interesse sfumato a veri e propri atteggiamenti ossessivo compulsivi, qualcosa che può essere ricondotta all’infanzia, momento nel quale ci si innamora perdutamente di qualcosa, molto spesso per sempre. Questo articolo, sorta di audio amarcord a metà tra il nostalgico ed il tecnico, intende sottolinearne l’imprescindibile legame emotivo che funge da collante.

 

AUDIO AMARCORD: LA BASE DI PARTENZA

Sono piuttosto convinto che non faremmo un buon servizio ai nostri amati lettori se – oltre che portare alla loro attenzione quanto di meglio disponibile sul mercato dell’audio di qualità – evitassimo di discutere aspetti meno tecnici ma non certo di minore importanza: quelli emozionali.

Fin dall’inizio di questa passione, l’audiofilo viene in contatto con un mondo inizialmente sconosciuto ed ancora da esplorare, un universo variegato fatto di cognizioni tecniche non sempre assimilabili in modo rapido, anzi, molto spesso prima di comprendere bene il funzionamento di qualche cosa è necessario frequentare l’ambiente al fine di fare esperienza, l’unico modo per poter avere un riscontro diretto e tangibile per correlare le proprie sensazioni a ciò che ascoltiamo attraverso l’impianto.


Ed è proprio l’esperienza che ci porta ad individuare quelli che possono essere i limiti di una riproduzione che non ci soddisfa, diversamente continueremmo a chiederci cosa non va senza ottenere una valida risposta.

La curiosità e la voglia di approfondire sono la base di partenza per poter incrementare la conoscenza; la lettura di articoli tecnici che spieghino con dovizia di particolari il funzionamento delle nostre amate elettroniche, dei fenomeni elettroacustici che percepiamo, fanno si che le nostre scelte siano sempre più consapevoli.

Quanti acquisti avremmo evitato se solo fossimo stati a conoscenza di circostanze potenzialmente negative? Quanti soldi, soprattutto, avremmo evitato di investire inutilmente?

AUDIO AMARCORD: EMOZIONI

A volte ripenso al mio personale percorso all’interno di questo splendido hobby, qualcosa che ebbe inizio quando sbarbatello quattordicenne mi aggiravo curioso nei negozi di settore con la bava alla bocca.

Probabilmente, già stuzzicato dalla radio della nonna – soprattutto dal verde occhio magico di una meravigliosa Telefunken T83 a valvole (ovviamente) che mi dilettavo ad ascoltare pressoché quotidianamente – era già nato in me quell’interesse che di li a poco sarebbe emerso prepotentemente contribuendo ad avvicinarmi all’alta fedeltà.

Se ripenso a quel suono, tutto sommato proveniente da un singolo altoparlante a larga banda, rammento qualcosa di morbido, suadente, assolutamente piacevole pur nella sua – necessariamente – limitata estensione in frequenza.

Mi rendo altresì conto di quanto l’ascolto fosse molto meno legato a fattori tecnici, la percezione era più emozionale e diretta, fatta di ascolti ripetuti, di leva e metti continuo relativamente ai vari 45 giri (ed anche alcuni 78) di cui disponevo all’epoca, di sintonizzazione delle varie stazioni radio disponibili; soprattutto rammento il profumo emanato dal legno riscaldato dalle valvole.

Assolutamente mai mi sono domandato se l’involucro di cui erano composti la radio – una splendida radica di noce perfettamente lucidata – presentasse risonanze in grado di alterare il suono, oppure se il mobile sul quale era poggiata fosse ben isolato (o accoppiato) col pavimento, ascoltavo, punto.

Le valvole del circuito contenuto al suo interno erano selezionate? E chi lo sa, ricordo solo che il suono era fantastico, pur nel suo essere semplicemente ben più che monofonico.

Era toccante – riusciva a veicolare le emozioni degli artisti – vi pare poco?

AUDIO AMARCORD: MEMORIES

Questa specie di retrospettiva mi serve per sottolineare quanto forse si perda nel concentrarsi eccessivamente sul connotato tecnico perdendo irrimediabilmente di vista l’emozione dell’ascolto, qualcosa che quasi inevitabilmente prima o poi si presenta alla porta, entra ed invade il nostro spazio emotivo raffreddando la passione, rendendola non dico sterile ma distaccata.

Ed è talvolta questo distacco che porta ad intraprendere un ossessionante viaggio verso il miglioramento, si innesta qualcosa di clinico nell’emozione, qualcosa che ne connota in modo freddo la sua natura.

Ed inizia la scalata, un percorso irto di ostacoli, fatto di continue sostituzioni, prove e contro prove, acquisti e rivendite incessanti, una perenne insoddisfazione – che in compenso apporta estrema soddisfazione ai commercianti, per i quali un simile e malleabile soggetto costituisce un notevole vitalizio – sempre alla ricerca del meglio, notoriamente, nemico del bene.

AUDIO AMARCORD: L’IMPORTANZA DEL MOMENTO

Le emozioni vanno assaporate, godute fino in fondo, necessariamente, in modo tale da assimilare fino all’ultima goccia di piacere, come se si trattasse di un ottimo whiskey – che so, un morbidissimo Laphroaig ad esempio – il cui persistente retrogusto torbato dura a lungo nella cavità orale.

La musica, se il fine è quello di goderne a pieno l’essenza, richiede un approccio calmo, meditato, una connessione emotiva che qualsiasi appassionato conosce, un aspetto che sovente è tralasciato in favore di quel mordi e fuggi che oggi sembra andare per la maggiore.

Ecco, il nostro invito è quello di restare sempre connessi, sempre sensibilmente protesi verso l’emozione, d’altronde – come ebbe a dire il filosofo bulgaro Todorov nell’omonimo libro – è la bellezza che salverà il mondo.

E cos’è talvolta la musica se non pura bellezza?

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

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