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Decoder esterno DVB-T2 – Non buttate la televisione!

A metà 2021 il primo passaggio al nuovo digitale terrestre DVB-T2, meglio prepararsi prima scegliendo con calma e risparmiare

Se il televisore è stato acquistato prima del 2017 è probabile che col passaggio al sistema di trasmissione DVB-T2 previsto per metà 2021 non si vedranno più i canali del digitale terrestre. Il ‘vecchio’ DVB-T dovrebbe chiudere i battenti entro fine giugno 2022, liberando spazio alla banda dei 700 MHz per favorire il 5G. Proprio come accaduto col passaggio dall’analogico al digitale anche in questo caso è possibile attrezzarsi ed evitare di sostituire il televisore collegando esternamente il nuovo decoder, a partire da un costo di poche decine di euro. Per scoprire se il televisore è pronto per il DVB-T2 è sufficiente eseguire una nuova sintonizzazione completa dei canali e poi selezionare il nr. 100 oppure 200.

Se non fosse proprio presente o lo schermo restasse nero significa che il ricevitore interno non è predisposto per il passaggio al DVB-T2, caso contrario se viene visualizzata una schermata bianca su fondo blu con la scritta “TEST HEVC Main10” (segnale operativo da gennaio 2020) c’è compatibilità e non occorre fare nulla. Con la nuova codifica e il nuovo standard l’auspicio è quello di vedere sempre più canali Full HD 1080 ma anche i primi canali UHD – 4K. Cosa ben più importante scegliendo il ricevitore esterno DVB-T2 (di base compatibile con l’MPEG-4) è che sia anche compatibile Main 10 – 10 bit.

DVB-T2

Il decoder base è quello che mostra solo i canali in chiaro, la risoluzione dell’immagine non va oltre la standard definition / PAL, è quello che costa meno di tutti. C’è poi il ricevitore che dispone dello spazio per l’inserimento della scheda di abbonamento e consente la visione di programmi a pagamento. Salendo ulteriormente di livello ci sono poi i ricevitori che gestiscono anche programmi in alta definizione Full HD / 2K ma anche UHD / 4K, solo con questi la visione dei canali DVB-T2 sarà completa in termini di offerta e qualità video e audio.

Quando il ricevitore è particolarmente evoluto può offrire anche la funzione di registrazione, in tal caso lo spazio per archiviare le informazioni può risiedere all’interno ma anche esternamente tramite hard disk o chiavetta USB connessa alla relativa porta.

DVB-T2

Ci sono poi dispositivi che offrono anche slot di espansione di memoria o dando l’opportunità di visionare un programma mentre se ne registra un altro. Meglio se il ricevitore offre anche la gestione del parental control per impedire la visione di programmi non adatti ai più piccoli, così come eventuale chiave di accesso all’uso. Quanto alle connessioni è opportuno che il dispositivo, se 2K / 4K, offrisse un’uscita HDMI 2.0. Difficile trovare un’offerta con doppia HDMI di cui una in uscita, dove far transitare in misura diversa il solo audio al vecchiotto sintoampli che di HDMI magari ha solo la versione 1.4.

Altre uscite interessanti sono l’audio digitale ottico / coassiale per l’ascolto di qualità tramite il sintoamplificatore. In alternativa al ricevitore digitale terrestre ci si può sempre attrezzare con un ricevitore satellitare puntato sull’offerta tivusat, che consente la visione dei canali principali del digitale terrestre tra Rai e Mediaset ma non quelli delle tv locali più piccole, mentre si aggiungerebbero altri canali 2K e 4K che non transitano per il DVB-T2. Ricordiamo inoltre che a seconda del modello ISEE è possibile ottenere un bonus fino a un massimo di 50 euro per nucleo familiare. Link Amazon alla proposta GTMedia V7 Full HD 2K a 36,99 euro, link Amazon alla proposta GTMedia V8 UHD 4K da 77 euro.

DVB-T2

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