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Diapason: artigianato made in Italy.

Diapason: artigianato made in Italy.

Alessandro schiavi tecnico di registrazione nonchè musicista unisce le sue competenze e fonda la Diapason azienda produttrice di diffusori artiginali costruiti in Italia.

“restituire all’ascoltatore l’emozione di una performance musicale dal vivo, attraverso il pieno spettro di percezioni e sensazioni.” Questa la mission di Alessandro Schiavi, titolare della Diapason. L’azienda lombarda non è solo questo e basta guardare i diffusori in oggetto per capire il lavoro fatto da ebanisti e liutai .Diapason: artigianato made in Italy.

Produzione e filosofia Diapason

Il punto di partenza nel progettare i diffusori Diapason sono le sensazioni che provano gli appassionati durante un concerto. Con i diffusori di Schiavi troverete un palcoscenico sonoro realistico in grado di riprodurre con naturalezza il suono in una normale sala d’ascolto. La creazione di una sorgente puntiforme è un altro punto focale della produzione e la forma sferica dei cabinet oltre ad offrire un design interessante conferisce al suono una propagazione ottimale grazie alla mancanza di angoli del diffusore stesso.  Chiudendo gli occhi non riusciremo più ad individuare i diffusori ma ascolteremo solo musica.

Anche l’accordatura contribuisce ad una migliore propagazione del suono. Questo processo avviene tramite lo studio delle linee, delle forme sia interne che esterne dei cabinet e viene fatta direttamente da Alessandro Schiavi. Il legno utilizzato nei processi produttivi è il noce Canaletto del Nord America invecchiato venticinque anni.  Tale materiale conferisce ai cabinet rigidità e stabilità ottimali. Fanno eccezione i diffusori di grande litraggio che vengono realizzati con HDF .

Potrà sembrare curioso, ma durante l’assemblaggio , che avviene attraverso l’unione di doghe tagliate singolarmente, vengono rispettate le fasi lunari e le stagioni perché a detta del costruttore influenzano le proprietà del legno! Successivamente il cabinet viene lasciato a riposo per alcuni mesi per permettere un assestamento ulteriore della forma. Questo ricorda un pò ciò che si faceva con gli strumenti musicali.

Artigianato e made in Italy

Diapason utilizza altoparlanti  Seas sviluppati su specifiche richieste mentre effettuano i cablaggi  con cavo Van Den Hul. Alessandro Schiavi ci tiene molto a sottolineare il gran lavoro svolto sui cabinet tramite il lavoro di ebanisti di prim’ordine che si tramandano il mestiere da generazioni. Tanto per citare una curiosità all’interno dei cabinet viene applicata una rete di cotone che favorisce la stabilità e l’unione dei differenti pezzi.

Il risultato visivo è sicuramente un’ottima espressione di made in Italy, per quello sonoro non vi resta che guardare sul sito di Tecnofuturo, distributore per l’ Italia di Diapason, il negozio a voi più vicino. Per chi poi fosse di Brescia , è d’obbligo un salto presso Sound Center negozio di proprietà della famiglia Schiavi dove magari avrete la possibilità di ascoltare e parlare direttamente col progettista.

Diapason: artigianato made in Italy.
Diapason Astera

I diffusori

La produzione Diapason spazia dai mastodontici Dynamis, diffusori da pavimento a tre vie , con prezzi che vanno dai 46.500 ai 51.400 Euro , fino ad arrivare alle Micra III Excel, un mini diffusore con prezzo di partenza di 1.990 Euro .

Diapason: artigianato made in Italy.
Diapason Karis III

Inutile negare che il focus principale sono i mini diffusori. Facile intuirlo dalla vasta schiera di proposte presenti a listino. Oltre le Micra ricordiamo le Karis III equipaggiate con woofer da 11 cm con tecnologia Direct Drive sviluppato in collaborazione con Seas che regala ottime prestazioni in gamma bassa .Il  tweeter, sempre Seas, da 19mm e una pcb montata direttamente sui diffusori sono le altre caratteristiche principali di questo modello.

Diapason: artigianato made in Italy.
Lavorazione legno

Conclusioni e riflessioni

Abbiamo raggiunto telefonicamente Chiara Galinotti , responsabile del Marketing del marchio, ci ha illustrato il lavoro svolto in più di trent’anni di attività ed anche lei come altre realtà italiane di cui abbiamo parlato in questi mesi ci ha confermato che il loro fatturato è per il 90% costituito dai mercati stranieri.

La domanda che ci poniamo noi di Af Digitale è: “Perchè compriamo prodotti esteri pagando dazi , imposte e, forse, rischiando maggiori difficoltà di comunicazione per ovvie ragioni logistiche quando potremmo acquistare a due passi da casa magari ascoltando e confrontandoci direttamente con chi le cose le costruisce come il signor Alessandro Schiavi?” La domanda è rivolta a tutti: clienti, distributori e produttori.

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