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Diffusori più costosi al mondo – Hart Audio D&W Aural Pleasure

Diffusori più costosi al mondo - Hart Audio D&W Aural Pleasure

Gli Hart Audio D&W Aural Pleasure sono i diffusori più costosi al mondo non solo per il livello di altissimo artigianato e concept ingegneristico

Parlando dei diffusori più costosi al mondo si potrebbe anche provare a stilare una classifica, ma resterebbe comunque una lista basata sulle caratteristiche tecniche dichiarate e francamente a questi livelli lascerebbe il tempo che trova. Non stiamo ovviamente parlando di coppie di diffusori ben suonanti, ma del sogno pressoché proibito per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale degli audiofili in cerca della perfezione assoluta e costretti a fare i conti col portafoglio. Questo non significa che la perfezione sonora non sia raggiungibile a prezzo, dimensioni, peso e ingombro molto più umani, come l’industria dell’Hi-Fi ha avuto più volte occasione di dimostrare. Ciò non toglie che fantasia, creatività e capacità ingegneristica abbiano portato a vertici qualitativi che in certi casi finiscono per sconfinare anche platealmente con l’opulenza assoluta, dove il risultato non è più solo tecnico ma anche status symbol assoluto.

È il caso delle Hart Audio D&W Aural Pleasure, cabinet alto 71,12 cm dal peso di poco meno di 50 Kg cadauno nel caso in cui il materiale principale impiegato fosse bronzo fosforoso. Se ne parla dal 2012, quando Hart’s Studio presso l’isola di Wight mise in produzione una sorta di “Himalaya dell’audio”, con un concept ingegneristico stupefacente partito dall’analisi della struttura dell’orecchio umano, dove per amplificare il suono alla coclea tre ossa vibrano in una zona interna dell’orecchio. La ricerca della perfezione assoluta ha quindi condotto a un cabinet totalmente silenzioso, con solidità e grado d’inerzia tali che la quasi totalità dell’energia viene profusa nel locale senza vibrare o risuonare all’interno di una struttura in legno, per quanto pregiato possa essere.

Diffusori più costosi al mondo - Hart Audio D&W Aural Pleasure

Arrivare a un cabinet a zero rumore e un suono totalmente pulito è condizione ultra rara, per non parlare degli ammortizzatori a gas su cui poggiano i diffusori. Per assemblare le Hart Audio D&W Aural Pleasure sono occorrse circa duecento ore di lavoro manuale, per una messa in opera che prevedeva 99 coppie in bronzo, 5 in argento e una sola coppia in oro massiccio. Il design cattura sicuramente l’occhio, arte contemporanea che potrà anche non piacere ma la forma accompagna inevitabilmente il suono. In tal senso il progetto prevede tre unità, dove il driver principale si occupa degli elementi in gamma bassa e media, tweeter e un un driver aggiuntivo posizionato in alto che il produttore descrive come un “super tweeter” in grado di fornire una vasta gamma di frequenze, aggiungendo ulteriore qualità al suono. Impedenza di 5 Ohm, gamma di frequenza da 47 Hz a 37 kHz, + – 4 dB e 39 Hz – 47 kHz + – 10 dB, sensibilità pari a 97 dB 1 Watt a 1 metro.

Nell’arco di poco tempo vennero prenotate una ventina di coppie in bronzo e una in argento, ma quello che rende in assoluto i diffusori più costosi al mondo è il fatto che per gli Hart Audio D&W Aural Pleasure è stata realizzata un’unica coppia in oro massiccio ventiquattro carati che hanno portato il costo totale a tre milioni di sterline, ovvero circa quattro milioni e settecentomila dollari e una quotazione attuale di cinque milioni di euro. Il modello in bronzo fosforo sarebbe quello da mettere alla prova, ma non dispiacerebbe un confronto tecnico diretto con quelli lavorati in argento. Il pezzo unico in oro massiccio lo possiamo immaginare nell’opulente magione di qualche sceicco, anche se qualcuno scherzosamente si è rammaricato dell’impossibilità di una configurazione multicanale (almeno) 5.1: la ricerca del centrale e del sub sarebbe stata davvero notevole per reggere il confronto, partendo da una doppia coppia in oro da dieci milioni di euro! Nel caso in cui foste interessati sappiate che al momento il sito Hart Audio è offline, ma ben difficilmente un coppia anche in bronzo sarà recuperabile nei consueti circuiti dell’usato in rete.

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