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Filmaker Mode – Il cinema secondo il Cinema

Filmaker Mode - Il cinema secondo il Cinema

Dall’UHD Alliance il “Filmaker Mode” offrirà una visione la più vicina possibile all’arte dei realizzatori, ma come e con quali risultati?

Filmaker Mode per gustarsi il cinema come dice il Cinema. Che si tratti di produzione analogica o digitale già in passato era palese, quanto meno agli addetti ai lavori, che la fabbrica dei sogni della settima arte e l’industria dell’elettronica di consumo non andassero proprio a braccetto.

Proprio nel corso del recente CES 2020 sono tornati nuovamente in auge nomi come quello del maestro Scorsese seguito da quelli altrettanto altisonanti di James Cameron, Paul Thomas Anderson, Christopher Nolan, J.J. Abrams, Ryan Coogler e Patty Jenkins che hanno intrapreso una fattiva collaborazione con la UHD Alliance. Il gruppo raccoglie adesioni da parte degli studi di Hollywood e produttori di elettronica di consumo per introdurre il concetto di visione che preservi l’intento creativo dei cineasti quando le loro opere transitato sui televisori e certo non di meno sui videoproiettori.

Mike Fidler, Presidente della UHD Alliance durante l’incontro al CES 2020

Filmaker Mode - Il cinema secondo il Cinema

Perché tra quanto concepito in sede di creatività e quanto poi giunge su schermo il divario può essere anche abissale. Le feature in continua evoluzione sviluppate dalle aziende implementate negli apparati e gestite con sempre maggiore coerenza dai microprocessori sarebbero li per migliorare, ma chi ne sente il bisogno e quanto differenziano la resa finale? Risultati anche clamorosamente diversi, in alcuni casi anche pericolosi: basti pensare ai rischi d’ingerenza di funzioni come quella volta a rendere le immagini più fluide, conosciuta come TruMotion, Smooth Motion Effect o per esempio Intelligent Frame Creation. L’errato impiego comporterebbe rischi di significativo scostamento rispetto al concept artistico all’origine.

Milioni di dollari investiti in ricerca e sviluppo per rendere più uniforme e ‘smooth’ – morbida e fluida – l’immagine, più adattiva e piacevole da guardare e ora c’è chi vorrebbe che tutto questo non venisse considerato? Il risultato sarebbe un quadro dove i panning laterali risulterebbero con un indice di “scattosità” di cui lo spettatore dovrebbe andare fiero dopo aver attivato il Filmaker Mode? Il messaggio che l’UHD Alliance vorrebbe giungesse è quello di disattivare qualsiasi ingerenza da parte del software integrato nell’apparato affidandosi a quest’unica modalità che offra la visione come intesa dal regista stesso.

The Irishman – Discusso mafia-movie di Scorsese è visionabile su Netflix con l’omonima modalità: quanto sarebbe diversa la Filmaker Mode?

Perché una volta che le immagini giungono a schermo sono già passate attraverso rielaborazione digitale anche pesante che potrebbe non trasmettere più l’emozione e il gusto in quanto snaturata e privata degli elementi base che la compongono. Filmaker Mode non è peraltro la prima a entrare sul mercato: la “Modalità Netflix” è stata sviluppata con la medesima filosofia per mantenere l’intento creativo ed è stata introdotta nel 2018 su alcuni TV, come alcuni Sony e Panasonic. Peraltro Netflix non è membro dell’UHD Alliance e al momento non risulta coinvolto.

Tra le motivazioni che hanno condotto a ulteriori riflessioni e considerazioni quelle che, benché appassionato di cinema, parte del mass market non abbia interesse ad apprendere ne tanto meno possegga know-how sufficiente per raccogliere il suggerimento di mettersi a studiare menù e sotto menù, al fine di raggiungere il risultato video ottimale. La modalità Filmaker Mode dovrebbe offrire l’immagine senza alterazioni di sorta per colore, contrasto, frame rate, proporzioni ma soprattutto lo ‘smoothing’ del movimento. Senza che sia richiesta cultura specifica.

Star Trek Into Darkness è un film di J.J. Abrams già disponibile in UHD, come implementare Filmaker Mode? 

Quello che al momento non è chiarissimo è se tale funzione prenderà o meno in considerazione l’eventuale bilanciamento del bianco e tarature affini per raggiungere il proprio scopo. Se per esempio su un pannello LG tra le ultime generazioni è possibile eseguire il programma AutoCal (quello di taratura semi-automatica sfruttando tanto di LUT 3D, in collaborazione con Calman) verrà o meno tenuta debita considerazione delle differenze specie alle basse e alte luci, evitando che Filmaker Mode muti in peggiorativo rispetto alla base di partenza.

Le informazioni verrebbero quindi scorporate da quanto presente su disco o nel file da visionare e rese intellegibili alla modalità Filmaker in modo da effettuare le correzioni e soprattutto le disattivazioni di qualsiasi altro preset. Tutto avverrebbe in misura trasparente all’utente finale e quindi senza preoccupazione alcuna che quanto si sta visionando non sia coerente con l’arte dei creativi, sempre che tale funzioni sia “ON”.

L’intervento di questi Maestri del Cinema è in inglese, ma potete attivare il Closed Caption

Come la mettiamo poi con le produzioni video più avanzate che contengono metadati dinamici? Possiamo immaginare che alle informazioni impostate da chi ha eseguito la color correction se ne aggiungeranno altre (sembra pochi bit senza occupare chissà quale spazio fisico) per un risultato ancor più fine quando in presenza di Dolby Vision e HDR-10+.

Importante è che sia lasciata sempre la scelta finale allo spettatore, obbligato a visionare in HDR in presenza di catena digitale compatibile ma con l’opzione del Filmaker Mode. Su quanti e quali Blu-ray UHD sono già presenti le informazioni intellegibili al preset Filmaker Mode? Mancando cosa succederà? Verrà prodotta una nuova versione o forniti i dati mancanti via web? Come la mettiamo con quanto già prodotto in Home Video?

Tenet – L’opera di Christopher Nolan potrebbe essere tra i primi Blu-ray UHD a contenere anche info tecniche Filmaker Mode

Staremo a vedere, anche perché tale implementazione dovrebbe iniziare a partire dalla prossima primavera coinvolgendo pannelli 4K e 8K in commercio, per quelli 2K non abbiamo informazioni certe. Tra le perplessità quella legata a quanto si andrà concretamente a vedere rispetto alla modalità quando attiva o disattiva e le differenze davvero significative.

Al netto di quella (sempre troppo piccola) parte di audience amante del cinema che considera la taratura parte integrante dello ‘spettacolo’ insito nell’acquisto di hardware di livello medio-alto resta il dubbio che quanto sopra detto possa realmente interessare a coloro che da quest’anno metteranno in casa un nuovo apparato. Va da se che la stragrande maggioranza degli italiani che faranno l’acquisto saranno mossi dalla necessità di risolvere la sempre più vicina incompatibilità con le trasmissioni della nuova era DVB-T2, percepita come fondamentale. Quanto al Filmaker Mode…

Per ulteriori informazioni: link diretto all’UHD Alliance.

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